Presentazione

In attuazione della sua vocazione strutturalmente multidisciplinare, il Dottorato è articolato in due curricula – Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche e Teoria dei processi socio-culturali, politici e della cooperazione internazionale – e coinvolge specificamente le seguenti aree di studio: Storia del pensiero politico e filosofia politica; Storia moderna e contemporanea; Storia delle istituzioni politiche; Storia e teoria delle relazioni internazionali e dei processi di cooperazione; Teoria politica e sociale; Sociologia dei processi politici, giuridici e culturali.

Principali direttrici di ricerca del Dottorato sono:

Lo studio in chiave storica e teorica delle elaborazioni riflessive e discorsive sulla politica, con particolare riferimento all’età moderna e contemporanea;
L’indagine delle configurazioni concettuali nel processo storico della cultura moderna e contemporanea;
L’analisi dei processi di governance, tanto in una prospettiva storica e comparata quanto in relazione alle sue più recenti evoluzioni nell’ambito europeo e internazionale;
Lo studio delle relazioni internazionali e dei rapporti di cooperazione, sia in prospettiva storica e comparata sia in relazione alle attuali sfide dell’”epoca globale”;
L’analisi delle culture politiche tradizionali e delle formazioni ideologiche contemporanee, nel loro contesto storico, filosofico e politologico, con particolare riferimento ai processi di democratizzazione;
L’analisi dei ceti dirigenti e del potere pubblico nell’età moderna e contemporanea, in prospettiva storica, politologica e sociologica;
Lo studio della formazione e dei processi socio-culturali e politici con particolare riferimento all’Europa e alle dinamiche di cambiamento e transizione delle complesse istituzioni della società globalizzata;
L’analisi delle reti sociali e dei processi linguistici e comunicativi dell’agire politico, con particolare attenzione allo studio degli strumenti di informazione e propaganda nell’età moderna e contemporanea;
Lo studio e l’analisi delle dinamiche politiche dei conflitti culturali, sociali e religiosi.
Obiettivi formativi del Corso di dottorato

Specifici obiettivi formativi del Corso di dottorato in Studi politici sono:

L'approfondimento dello studio dei processi storici e delle teorie scientifiche nelle discipline politologiche, filosofiche, sociologiche e giuridiche.
L'acquisizione di una sicura padronanza delle metodologie della ricerca empirica.
Lo sviluppo di una solida consapevolezza teorica.
Il conseguimento di competenze e di abilità professionali necessarie per interpretare e "governare" le dinamiche evolutive dei fenomeni sociali, politici, economici e istituzionali contemporanee, anche con riguardo alle pari opportunità.
Gli obiettivi saranno perseguiti, in primo luogo, attraverso la creazione di una community di studenti e docenti che, condividendo saperi e professionalità provenienti da diverse aree delle scienze umane, storiche, politiche e sociali, svilupperà gli strumenti metodologici e concettuali per valorizzare e, al contempo, superare i “confini disciplinari”.

Le attività a tal fine programmate saranno articolato in un percorso formativo obbligatorio, così strutturato:

Un primo livello comune a tutti gli studenti del dottorato per il primo anno, capace di fornire le competenze teoriche e metodologiche per l’analisi dei processi politici, culturali e sociali e in grado di offrire conoscenze su alcune aree di interesse generale;
Un secondo livello caratterizzante la specifica area di studi di interesse di ciascun dottorando (già nel primo anno, e specificamente nel secondo e nel terzo).
Percorso formativo

La regolare frequenza delle attività didattiche previste, il rispetto del programma di lavoro e la presentazione (entro le date indicate dal Collegio dei docenti nel corso dell’anno) di relazioni ed elaborati che attestino in modo articolato il livello di sviluppo della ricerca raggiunto sono condizioni necessarie per l’ammissione all’anno successivo di corso e all’esame finale. Gli studenti di dottorato saranno inoltre incoraggiati a pubblicare, nell’arco dei tre anni di corso, articoli in riviste specializzate nel proprio settore di ricerca e a partecipare, con relazioni e interventi, a seminari e convegni.

Attività dei dottorandi

Primo anno
Attività didattica. Gli studenti di dottorato del primo anno saranno tenuti a seguire:

Almeno due corsi di carattere istituzionale concordati con il Collegio dei docenti tra quelli previsti nell’offerta formativa del Dipartimento di Scienze Politiche, al fine di integrare la loro preparazione di base.
Seminari metodologici e tematici formativi (Metodologia della ricerca storica, Teoria politica e sociale contemporanea, Metodologie della ricerca sociale, ecc.).
Lezioni magistrali, che saranno tenute da figure di primo piano degli studi storici, politici e sociali.
Attività di ricerca. All’inizio del primo anno si procederà - a partire dai progetti presentati dagli ammessi al dottorato al momento della domanda e in accordo con le indicazioni del Collegio dei docenti - alla specificazione del tema oggetto della ricerca; all’individuazione di uno più tutor (interni e/o esterni al collegio) che segua/seguano ciascun dottorando nel lavoro di ricerca; alla definizione di un cronogramma delle attività, specificamente elaborato in riferimento all'oggetto dell'indagine.

Il lavoro di ricerca svolto dai dottorandi sarà sottoposto a verifiche trimestrali, nelle quali essi illustreranno al Collegio dei docenti le metodologie seguite e i risultati conseguiti nel portare avanti la loro attività di ricerca.

Secondo anno
Attività didattica. Gli studenti di dottorato del secondo anno saranno tenuti a partecipare ai seminari tematici specificamente previsti per la loro area di studi. Rispetto al piano formativo del primo anno, sarà incentivato il coinvolgimento attivo dei dottorandi nello svolgimento dell'attività seminariale, in specifico riferimento alle linee di ricerca affrontate da ciascuno di essi nell'ambito della propria attività dottorale. A queste attività saranno affiancate lezioni magistrali tenute da figure di primo piano degli studi storici, politici e sociali, in continuità con le analoghe iniziative organizzate nel corso degli ultimi anni. Sarà altresì consentito ai dottorandi di personalizzare il proprio percorso dottorale, proponendo al Collegio dei docenti attività formative e di ricerca di proprio specifico interesse.

Attività di ricerca. A partire dal secondo anno i dottorandi si dedicheranno alla preparazione della tesi di dottorato. La redazione della tesi di ricerca può richiedere indagini sul campo, l'utilizzo di archivi nazionali o internazionali o l'approfondimento di aree di dibattito teorico, nazionali e internazionali. L'andamento del lavoro di ricerca sarà monitorato attraverso incontri trimestrali con il Collegio dei docenti, e la predisposizione eventuale di relazioni scritte e/o la presentazione di parti della tesi. Al fine dell'arricchimento e della personalizzazione del percorso formativo gli studenti di dottorato del secondo anno saranno invitati a trascorrere periodi di studio e di lavoro all’estero: in università, istituti di ricerca, biblioteche, archivi e altre sedi, accreditati dal Corso di dottorato, dove approfondire la propria specifica ricerca o dove seguire scuole estive, convegni e seminari.

Terzo anno
Attività didattica. Il terzo anno sarà dedicato prevalentemente al completamento della ricerca e alla redazione dell'elaborato finale. La partecipazione alle attività seminariali sarà perciò ridotta al fine di consentire ai dottorandi di completare la conoscenza delle tematiche indagate e pervenire a risultati interessanti, originali e analizzati con senso critico.

Attività di ricerca. Per essere ammessi a sostenere l'esame finale, i dottorandi iscritti al terzo anno di corso dovranno presentare il lavoro di ricerca al Collegio dei docenti entro la data indicata dallo stesso. Il Collegio dovrà approvare il lavoro svolto, previo parere del tutor o dei tutor chiamati a seguire l'andamento del progetto. L'esame finale consisterà in una discussione pubblica dell'elaborato finale prodotto di fronte alla Commissione nominata su proposta del Collegio dei docenti, secondo le modalità previste. I Commissari dovranno accertare il livello di conoscenza e competenza critica raggiunto dai dottorandi nello sviluppo del proprio percorso di ricerca e l'originalità dei risultati complessivamente conseguiti.


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