Presentazione

Il Dottorato di Ricerca in Architettura e Costruzione ha come obiettivo scientifico il progresso degli studi nell’ambito dell’architettura in relazione ai differenti significati del costruire.
La questione del costruire posta fin dalla fondazione del Dottorato DRACo, nel 2005, è determinante poiché si esplicita come questione complessa strettamente legata alla ricerca nella cultura architettonica italiana degli ultimi decenni nella quale è stata declinata in termini teorici. L’intreccio della nostra cultura con la situazione internazionale ha maggiormente evidenziato che il significato da noi attribuito al costruire, al rapporto tra architettura e costruzione, per necessità e forse anche per contingenza è divenuto nel tempo ambito di esplorazione sul quale applicarsi. Il costruire identifica una cultura specifica, un ambito fisico materiale da cui derivano modi e tecniche della costruzione. Nell’attualità, tempo in cui la globalizzazione ha ridotto le possibilità delle differenze e ha limitato le declinazioni delle identità locali, è necessario continuare a interrogarsi sulle ragioni del costruire per non sottrarsi al confronto attivo con la realtà.
L’obbiettivo generale delle ricerche condotte nel Dottorato in Architettura e Costruzione è di attestarsi sulla linea di resistenza della cultura architettonica del nostro Paese, con apertura alle lezioni degli architetti del mondo, alle possibilità dell’innovazione all’interno di una specifica Storia, al dialogo con altri Saperi.

L’attività condotta all’interno del Dottorato in Architettura e Costruzione è rivolta alla formazione di studiosi che siano in grado di operare nei differenti livelli della ricerca scientifica: dalla dimensione teorica fino all’applicazione operativa delle conoscenze raggiunte e viceversa. In tale contesto il progetto come espressione sintetica di differenti saperi, assume una rilevanza determinante sia per quanto concerne gli strumenti e le tecniche, che per quanto riguarda l’avanzamento del sapere disciplinare.

Le ricerche condotte nel Dottorato in Architettura e Costruzione si distinguono in tre differenti curricula, Composizione architettonica e urbana (A), Estimo e Valutazione (B), Morfologia Urbana (C), all’interno dei quali l’obbiettivo formativo riguarda la dotazione di competenze innovative e strumenti avanzati utili alla ricerca nel campo scientifico di riferimento.
I tre curricula e i docenti di riferimento operano in maniera interattiva tra loro, operando all’interno di seminari comuni e condivisi nei quali le singole discipline contribuiscono al raggiungimento dei migliori obbiettivi.

La denominazione Architettura e Costruzione identifica la cornice generale all’interno della quale i tre percorsi formativi si confrontano avvalendosi di differenti conoscenze: quella economica e di valutazione dei processi di trasformazione urbana; quella antropica e dell’insediamento umano, con particolare attenzione ai caratteri derivati dalle trasformazioni dell’habitat metropolitano; quella storica che contribuisce alla comprensione dei fenomeni urbani; infine quella estetica che indaga gli esiti e i procedimenti creativi, determinanti nella costruzione della forma architettonica e urbana.
Il dottorato in Architettura e Costruzione forma ricercatori in grado di condurre criticamente l’indagine nel campo delle scienze di architettura, dalla lettura della realtà costruita fino all’elaborazione e sperimentazione di nuovi strumenti di progetto, dialogando con le scienze economiche, storiche, antropiche e filosofiche con l’obbiettivo di un avanzamento del sapere disciplinare.

Essi dovranno essere in grado di legare l’atto progettuale al più generale contesto fisico e culturale della città e del territorio ricostruendo i legami tra disegno di architettura e costruzione, riformulando in modo innovativo i paradigmi teorico-operativi che riguardano i processi formativi della realtà costruita, dei tipi edilizi e dell’intera forma urbana intesa come aspetto visibile di una struttura in continua trasformazione. L’approfondimento di questi temi sarà effettuato in riferimento ad un quadro problematico generale nel quale convergono le emergenze ambientali, il ruolo dei media, le recenti mutazioni urbane (con i relativi processi di spettacolarizzazione delle emergenze), le nuove scoperte scientifiche e tecniche.

In tal senso la comunità scientifica è stabile nei differenti saperi che la identificano, ma è anche aperta e dialogica, interrogandosi e attualizzando continuamente le potenzialità delle proprie specifiche conoscenze, trasformando le proprie delimitazioni dall’essere confini a diventare interfacce. Contemporaneamente, poiché l’architettura ha come fine la realizzazione, la concretizzazione attraverso la costruzione nella realtà fisica è fondamentale per questo è importante che la ricerca trovi una precisa applicazione, se non una verifica diretta, nella costruzione della forma urbana.
Le ricerche dunque si distinguono per essere ricerche teoriche e applicate insieme, nelle quali alla sperimentazione teorica si affiancano o casi studio delle ipotesi concettuali approfonditi e sistematici, o determinazioni modellistiche elaborate dalla reciprocità virtuosa tra applicazione e declinazione in ambiti reali specifici.

La didattica nel dottorato è organizzata in maniera distinta nei tre anni di corso. Il primo anno i dottorandi dovranno seguire due seminari: uno teorico e uno progettuale, due cicli di lezioni tenute dai docenti del collegio su tematiche stabilite di volta in volta, infine lezioni ex cathedra di docenti di altre sedi di ricerca nazionali e internazionali. I dottorandi dovranno partecipare a convegni, seminari esterni e call for paper chiedendo la verifica del programma al collegio docenti. Al termine del primo anno è prevista la consegna e la presentazione di elaborati relativi a tutte le attività svolte.

Il secondo e il terzo anno sono caratterizzati da report degli stati di avanzamento della ricerca che i dottorandi presentano all’intero collegio docenti: ogni anno sono tre/quattro, in marzo, in luglio, in settembre e in dicembre. Quello autunnale è utile anche a determinare il passaggio dei dottorandi all’anno successivo.
Continua comunque il loro coinvolgimento in attività di ricerca, workshop, seminari e lezioni. Viene sollecitata e promossa l’attività in altri centri di ricerca in Italia o all’estero con comprovata necessità rispetto ai propri interessi di ricerca. Infine, viene promossa la produzione di pubblicazioni individuali e di gruppo, per favorire la costruzione, da parte di ciascun dottorando, di un adeguato curriculum scientifico.

Il dottorato di ricerca in Architettura e Costruzione offre tre distinti curricula di formazione, rispettivamente incardinati sui settori scientifici disciplinari ICAR/14 (Composizione architettonica e urbana e Morfologia Urbana) e ICAR/22 (Estimo). I dottorandi dovranno indicare, già all’atto della domanda di ammissione, per quale curriculum intendono optare. Il passaggio da un curriculum all'altro nel corso del dottorato non è consentito se non in casi eccezionali e deve essere approvato, a seguito di motivazioni di carattere scientifico, dal Collegio dei docenti.

Il CURRICULUM A in Composizione architettonica e urbana affronterà prevalentemente temi di ricerca relativi agli strumenti del progetto contemporaneo indagando le differenti declinazioni del rapporto tra architettura e costruzione: la costruzione della forma architettonica e urbana; la costruzione dell’edifico; la costruzione della città e dell’ambiente costruito.
La questione della "costruzione della forma" assume un particolare connotato disciplinare, definendo di fatto l’ambito scientifico preminente nella composizione architettonica e urbana, le permanenze teoriche e tematiche, nonché gli studi che delineano strumenti e azioni della composizione, definiscono diramazioni possibili per le ricerche sulla progettazione architettonica e urbana, all'interno dei quali principale importanza sarà assegnata agli studi e alle ricerche che indagano i processi di costruzione formale nell'ambito degli studi sul progetto di architettura e sul progetto urbano.

Il CURRICULUM B in Estimo e valutazione perseguirà degli obiettivi formativi legati alla problematica di valutazione degli interventi considerata nel suo ruolo di componente fondamentale del progetto. Nei progetti di trasformazione edilizia e urbana devono essere affrontati, infatti, problemi decisionali complessi estesi già alle fasi di programmazione, progettazione che continuano nella realizzazione e gestione degli interventi. I processi decisionali e conseguentemente le scelte progettuali tese devono essere orientate verso principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale. In tal senso l’approfondimento degli strumenti e delle metodologie di valutazione tese ad effettuare scelte di valore e di convenienza economica rappresenta un indispensabile aspetto del bagaglio conoscitivo destinato alla ricerca progettuale. Le tematiche di ricerca comprendono gli aspetti teorici e metodologici atti a:
- la formulazione di giudizi di valore e di convenienza economica e finanziaria, dei nuovi interventi pubblici e/o privati di trasformazione urbana;
- la valutazione e valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici e privati presenti in ambito urbano, la valutazione degli interventi di riqualificazione e gestione dei beni storico-architettonici. Tali tematiche dovranno essere approfondite tenendo conto dei principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale e quindi degli effetti che le scelte progettuali comportano nello sviluppo economico del territorio, sull’ambiente e sulla collettività.

Tenendo conto del diffuso interesse in campo internazionale per gli studi sulla forma urbana condotti con metodi innovativi e considerando anche la tradizione di studi sviluppati all’interno della Facoltà di Roma a partire dalla sua fondazione, ampiamente riscoperta dalla comunità scientifica, è stato attivato il CURRICULUM C in Morfologia Urbana dedicato allo studio dei fenomeni urbani e in particolare ai seguenti temi: lo studio dei metodi di lettura relativi alla formazione dei tessuti storici e contemporanei; lo studio del progetto contemporaneo in ambiente storico; lo studio della crescita urbana nella città contemporanea finalizzata allo sviluppo di metodi di intervento.


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