Relazione annuale

I ANNO
L'attività di ricerca dei dottorandi del 34° è stata molto apprezzata dal collegio dei docenti che li ha ammessi al secondo anno. Molti dottorandi del primo anno hanno partecipato come relatori a seminari e convegni esterni e alcuni hanno vinto l’avviamento alla ricerca del bando Ricerca Giovani della Sapienza. I vari progetti di ricerca coprono diversi secoli della letteratura italiana e riflettono le linee di ricerca dell'italianistica del Dipartimento. Sono presenti progetti sui grandi classici dell'età medievale, come Dante e Boccaccio, in rapporto alla cultura classica (You Yuze), allo studio della retorica in Boccaccio (Serena Mauriello) e alla filologia ( Letizia Anna Nappi). Un medesimo spazio occupano ricerche che riguardano il Sette/Ottocento: la poesia scientifica in Arcadia (Appetecchi); la drammaturgia, la cultura e le istituzioni della prima metà dell'Ottocento (Matilde Esposito e Lodovica Saverna). Un progetto di ricerca è dedicato al primo Novecento all'interno di una prospettiva europea (Carcione).

II ANNO
L'attività di ricerca dei dottorandi di secondo anno ha già dato esiti positivi, come attesta la loro partecipazione a vari seminari e convegni . Ottimi i risultati di progetti di ricerca già ben impostati e definiti: sulla fortuna del mito di Orfeo nella letteratura medievale che indaga sulle "fonti" della Commedia dantesca (Sara Calculli); sulle edizioni critiche quattro-cinquecentesche (Nicole Volta ed Elisabetta Olivadese). Nell'ambito della grande tradizione ottocentesca, la ricerca su Leopardi - che in Sapienza vanta l'attività del Laboratorio Leopardi - è già pervenuta a prospettare linee interpretative innovative (Paolo Marati). Nel complesso, prevalgono le tesi di argomento otto-novecentesco con tagli metodologici di comparatistica che consentono il confronto con altre tradizioni letterarie: francesi, anglo-americane, ispaniche. Buoni risultati hanno già dato i lavori sul fantastico (Davide Carnevale; Germini Chiara) e il progetto su Bassani e Fortini che esplora la persistenza della tradizione poetica nelle poesie dei due scrittori.

III ANNO
Positivi sono state i pareri del Collegio in merito al lavoro svolto dai dottorandi di terzo anno. Ottimi gli esiti del lavoro di ricerca riguardanti le tesi sulla letteratura umanistica e rinascimentale sino al Seicento: si tratta di lavori filologici e al tempo stesso critico-interpretativi e di commento a testi significativi della tradizione letteraria italiana: l'edizione critica del primo Endimione del Cariteo, con commento (Carlomusto); l'edizione delle Lezioni di Torricelli (Della Vecchia) e delle Odi di Chiabrera (Iacoacci). Si tratta di ricerche basate su manoscritti ed edizioni rare presenti soprattutto nelle biblioteche toscane. Anche la ricerca sui più importanti periodici napoletani ha fatto fatto emergere l'ampia rete dei rapporti dei letterati napoletani o che gravitavano a Napoli con i centri culturali europei più significativi (Di Pino). L'attività di ricerca del terzo anno ha conseguito buoni risultati rispetto alla cultura letteraria del Novecento con tesi dal taglio originale quale quella sulla figura di Cristo nel primo Novecento italiano ( Golia) che ha ampliato la ricerca anche in ambito filosofico; e ancora il lavoro sulla produzione di di Anna Maria Ortese con lo spoglio del fondo Ortese (Bubba) e la ricerca su una corrente d'avanguardia come l'immaginiamo (Di Poce): una zona quasi inesplorata della nostra letteratura, che la consultazione di numerosi periodici e riviste degli anni venti e trenta del Novecento sta evidenziando come significativa rispetto alle arti figurative e alla cultura italiana di quei decenni.
Le tesi di dottorandi del III anno, ammessi all'esame finale dal Collegio dei Docenti, erano state valutate positivamente dai rispettivi valutatori esterni.

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