Presentazione




La cultura contemporanea ha preso atto della necessità di introdurre un cambio di paradigma che gli attuali processi di globalizzazione impongono. Il paesaggio con i suoi punti di forza e di fragilità chiama un radicale ripensamento degli strumenti e delle strategie di trasformazione del pianeta, che si devono fondare su una diversa convivenza tra uomo e natura. Occorre pertanto promuovere nella società la crescita di una consapevolezza diffusa mirata a conservare e valorizzare il patrimonio comune del paesaggio. Il Dottorato in Paesaggio e Ambiente è orientato verso la formazione di studiosi nel campo della progettazione e della teoria del paesaggio. Il corso affronta pertanto gli studi e le ricerche sul paesaggio all’interno di un quadro teorico-operativo che vanta una lunga tradizione, che si è andata ulteriormente precisando negli ultimi decenni con le innovazioni introdotte dalla Convenzione Europea del Paesaggio. Le tematiche del corso di dottorato anche se si riferiscono ad un ambito disciplinare ampio sono organiche e chiaramente definite. Nella cultura del Paesaggio infatti convergono molteplici saperi e competenze che comprendono gli aspetti storico-umanistici e quelli tecnico-scientifici. In sintonia con quanto affermato nell'art. 6 della Convenzione Europea del Paesaggio che prevede di sostenere azioni di sensibilizzazione della società civile e delle realtà pubbliche e private al valore dei paesaggi, le finalità del Dottorato in Paesaggio e Ambiente sono la formazione di ricercatori e di professionalità specializzati nell’ambito delle conoscenze e dell'intervento sul paesaggio. La CEP definisce infatti gli obiettivi di qualità, salvaguardia e gestione dei paesaggi e indica le azioni volte a garantire, in una prospettiva di sviluppo sostenibile “il governo del paesaggio al fine di orientare e di armonizzare le sue trasformazioni provocate dai processi di sviluppo sociale, economico e ambientale". L'interpretazione e l'analisi degli ambienti, la capacità di comprendere e affrontare il progetto di paesaggio nelle sue molteplici scale d'intervento e la produzione di studi e ricerche avanzati sono pertanto tra i principali obiettivi di questo corso di studi. Il corso, inizialmente denominato "Dottorato in Progettazione e Gestione dell’Ambiente e del Paesaggio" è stato istituito con il XXV ciclo. Esso è nato dalla già consolidata collaborazione tra gli atenei della Sapienza e della Tuscia (in modo particolare tra la Facoltà di Architettura e quella di Agraria) e in particolare tra il Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP ) della Sapienza e il Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura, le Foreste, la Natura e l’Energia (DAFNE) della Tuscia. Si tratta quindi di un dottorato con un carattere fortemente interdisciplinare, organizzato con docenti provenienti dalla Sapienza e dall'Università degli Studi della Tuscia, che con il XXVI ciclo si è ulteriormente rafforzato con l’ingresso nel collegio di due docenti dell’Università del Molise. Il dottorato ha inoltre stabilito un consolidato rapporto con il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) e con il CURSA (Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l'Ambiente), enti che hanno anche sostenuto finanziariamente il Dottorato. Negli anni il Collegio si è andato arricchendo di articolate competenze con docenti provenienti dal Politecnico di Milano, dall'Università Federico II di Napoli e dall'Université de Montréal divenendo un punto di riferimento per le tematiche del paesaggio a livello nazionale e internazionale.

ORGANI COLLEGIALI

Il Dottorato è dunque strutturato secondo un’articolata transdisciplinarietà, che si riflette nelle ricerche di carattere teorico e operativo, come anche nella composizione del collegio dei docenti e nelle diverse competenze che possono avere gli studenti che fanno domanda d'iscrizione. In tal senso il dottorato risponde ai criteri di accreditamento adottati dall’ANVUR con la presenza di un collegio del dottorato composto da almeno sedici docenti, appartenenti ai macrosettori coerenti con gli obiettivi formativi del corso. Il collegio è infatti composto da 18 docenti provenienti dalle discipline della progettazione paesaggistica, architettonica e urbana, della pianificazione urbanistica, dell'arte contemporanea e dall'ambito delle scienze agrarie e forestali e geologiche. Gli Organi Collegiali sono costituiti dal Coordinatore del Dottorato e dal Collegio dei Docenti. Fa parte delle risorse didattiche e di ricerca che offre il corso di dottorato un Comitato scientifico di studiosi, composto da esperti sui temi del paesaggio provenienti da Università straniere, università italiane ed enti di ricerca.

TEMATICHE AFFRONTATE

Oggetto di studio e di ricerca del Dottorato è il paesaggio, inteso nella sua più ampia accezione di complesso di relazioni materiali e sociali, di spazi aperti e di configurazione dell'ambiente. Di conseguenza, il Dottorato intende promuovere la formazione teorico-critica e pratico-operativa di ricercatori competenti nell'affrontare i molteplici aspetti paesaggistici e le interrelazioni, alla piccola e alla grande scala, che interessano l'ambiente e il territorio. La progettazione e la gestione dell'ambiente nelle sue diverse declinazioni assumono infatti un valore centrale per la sostenibilità delle trasformazioni urbane e territoriali e richiedono figure capaci di avere una visione globale, sia nell'ambito della ricerca sia in quello applicativo, in grado, quindi, di controllarne e collegarne gli aspetti pluridisciplinari. Si tratta di un dominio che vede coinvolte e integrate molteplici discipline, tra le quali occupano un ruolo primario l'architettura e l’architettura del paesaggio, l'urbanistica, l'ecologia, l'agronomia, la selvicoltura, l’economia, la sociologia, la storia dell'arte. Per quanto sopra sintetizzato possibili temi da affrontare nel dottorato sono:

  • la pianificazione, la progettazione e la gestione dei processi di trasformazione e la valutazione della loro incidenza sui valori paesistico-ambientali;
  • la valutazione critica dei processi storici di formazione dei luoghi nelle loro componenti naturali e antropiche e nelle loro configurazioni e modificazioni paesaggistiche;
  • l'acquisizione di competenze teorico-critiche fondate sulla conoscenza dei caratteri fisici, ecologico-ambientali e socio-culturali del territorio, utilizzando princìpi estetici, funzionali e operativi;
  • la trasformazione dello spazio urbano nell'ambito del sistema degli spazi pubblici come luoghi di massima definizione della sostenibilità nel senso ampio della Carta di Aalborg e come strumento per il controllo dei livelli di antropizzazione alla grande e alla piccola scala;
  • la modificazione di quelle aree urbane residuali e di margine che costituiscono la connessione e la commistione con il territorio agricolo;
  • l'ingegneria ambientale, la progettazione, la trasformazione e gestione del territorio agricolo;
  • le dinamiche di uso del suolo, che influenzano numerosi processi ambientali quali l'erosione, la qualità delle risorse idriche e la biodiversità. In quest’ottica, si può affermare che un paesaggio è di qualità e organico nei suoi aspetti funzionali, se "produce" difesa del suolo, qualità e connettività ecologica;
  • l'ecologia del paesaggio e le funzioni svolte dagli ecosistemi agricoli e forestali, che stanno acquistando un'importanza sempre più rilevante in questi ultimi anni, soprattutto se si tiene conto delle limitazioni via via più stringenti, in termini di mercato e di regolamenti comunitari, che le produzioni agricole e forestali stanno incontrando;
  • il paesaggio rurale come fondamentale insieme di ecosistemi interconnessi e giustapposti all'interno di un determinato territorio;
  • la varietà di sistemi e ambienti all'interno di un paesaggio, che costituisce uno degli elementi più importanti e caratteristici per la diversità biologica, o biodiversità.
  • la diversità strutturale, che è anche alla base della complessità delle reti trofiche (entro e tra ecosistemi) che ne controllano i flussi di energia e di materia, fino a regolare alcune funzioni ecologiche rilevanti quali la produttività, il ciclo e la conservazione dei nutrienti, il bilancio idrologico nonché la protezione del terreno;
  • la resilienza dei sistemi socio-ecologici a scala di paesaggio ed i possibili interventi di adattamento, mitigazione e contrasto ai cambiamenti globali;
  • un altro aspetto, poi, da non trascurare è la dimensione dinamica dei fattori ambientali, in una parola i cambiamenti ambientali a scala globale e locale che negli ultimi anni si stanno imponendo all'attenzione mondiale come uno dei problemi più rilevanti del presente e, soprattutto, del nostro futuro.


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