Presentazione

OBIETTIVI FORMATIVI E STRUTTURA DEL DOTTORATO
L'attitudine speculativa e il rigore della meccanica teorica vengono associati con lo spirito pratico dell'ingegneria nell'ambito delle attività del Dottorato di Meccanica Teorica e Applicata. La Meccanica Applicata è, infatti, disciplina di interfaccia che, da un lato, affronta l'analisi di complessi problemi di ingegneria con i concetti e gli strumenti della meccanica teorica e di altre branche della matematica e, dall'altro, stimola lo sviluppo di nuove teorie fisiche e di nuovi costrutti matematici, a partire dai problemi posti dalle tecnologie di recente sviluppo. Questo dottorato di ricerca deve pertanto fornire una solida conoscenza di quei fondamenti della meccanica teorica e, insieme, di quegli elementi delle discipline matematiche, che predispongono gli strumenti essenziali per la formulazione e la risoluzione dei problemi meccanici. Nel quadro di un processo educativo continuo, inoltre, gli allievi del dottorato in Meccanica Teorica e Applicata vengono introdotti in maniera sistematica alle tecniche moderne della meccanica sperimentale e della meccanica numerica. Grazie infatti allo sviluppo di queste tecniche negli ultimi decenni, il corpo teorico della meccanica è oggi uno strumento pratico, essenziale per la soluzione di molti problemi tecnologici e non ha solo un puro interesse accademico.

Il programma formativo si articola in un blocco propedeutico, due blocchi paralleli di apprendimento ed approfondimento di metodologie (meccanica sperimentale e numerica) ed un terzo blocco di applicazioni ai problemi dell'ingegneria.
L'intero percorso formativo si svolge con l'intervento diretto di un docente guida e sotto la supervisione e la responsabilità di un tutore. Le due figure, quella del docente guida e quella del tutore, possono coincidere con un'unica persona ma, mentre il docente guida può non far parte del Collegio dei Docenti del Dottorato di Meccanica Teorica ed Applicata, il tutore deve essere necessariamente uno dei membri di tale collegio. Nel primo anno, sono obbligatori due corsi di discipline matematiche e fisiche,con verifica finale dei risultati conseguiti dagli
allievi. Inoltre, al termine del primo anno del corso di dottorato, nel mese di Ottobre, gli allievi presentano e discutono un progetto di tesi, concordato con un docente guida, davanti al Collegio dei Docenti. Nel progetto si definisce il settore di ricerca, e si forniscono i lineamenti delle principali problematiche emergenti dalla letteratura, si indica la tipologia della tesi, si prospettano gli obiettivi del lavoro, con le possibili linee di approfondimento.
Al termine del secondo anno, in Ottobre, gli allieve presentano una relazione sullo stato di avanzamento del lavoro di tesi, preceduta da un indice ragionato della tesi stessa e da un rapporto sulle attività svolte. Nel successivo mese di Gennaio, i dottorandi tengono il loro seminario generale sullo stato di avanzamento della tesi, alla presenza del Collegio dei Docenti.

I dottorandi, infine, consegnano, nel mese di Ottobre dell'ultimo anno di corso, la bozza finale della tesi al Collegio dei Docenti che stabilisce a quali referee esterni la bozza stessa deve essere inviata, per acquisire qualificati commenti. Nei primi giorni del mese di Novembre dello stesso anno i dottorandi tengono il loro Seminario Generale finale. Nella prima settimana del Dicembre successivo si ha la consegna della copia definitica della tesi al Collegio dei Docenti e del curriculum dell'attività didattico-scientifica svolta nel corso degli anni di dottorato.
Le attività relative al dottorato sono, oltre ai corsi obbligatori articolati in corsi brevi, seminari e ricerche, possibili periodi di studio e di ricerca presso altre istituzioni scientifiche, anche all'estero. Esiste la possibilità di sviluppare la tesi con la cotutela di università straniere quali, ad esempio, l'Université de Paris, l'INSA Lyon e l'Université de Toulon et du Var. Gli allievi sono incoraggiati a svolgere tutte quelle attività che li mettono in contatto con gli ambienti scientifici nazionali ed internazionali, quali, ad esempio, la presentazione personale dei lavori ai convegni e workshop. Ogni allievo presenta, in almeno un seminario annuale, i risultati dei suoi Studi e delle sue ricerche. Gli studenti del dottorato di ricerca in Meccanica Teorica e Applicata devono infine dedicarsi approfonditamente ad una delle specifiche applicazioni delle teorie meccaniche all'ingegneria, sviluppandola durante il lavoro finale di tesi. I curricula delle diverse sezioni (meccanica dei solidi, meccanica dei fluidi, meccanica dei sistemi) si differenziano essenzialmente per lo sviluppo delle applicazioni che si presentano nelle tesi finali, di cui si suggerisce la stesura in lingua inglese. I risultati conseguiti sono valutati dal Collegio dei Docenti che, di norma, si avvale anche dei commenti e dei giudizi formulati da esperti internazionalmente noti. E' infatti la tesi che qualifica il dottorando in una delle specializzazioni della meccanica applicata , contenendo i risultati del lavoro originale di ricerca compiuto dal candidato.


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