Relazione annuale

Tutti i Dottorandi del 36° ciclo hanno presentato una relazione sulle attività formative e di ricerca per l'ammissione all’anno successivo. Si riportano i temi di ricerca e la produzione scientifica per ciascun dottorando:

- Audisio Lorenzo: Durante il primo anno di dottorato ho seguito corsi di Base e corsi Avanzati erogati dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica, nonché i seminari e convegni a cui ho partecipato come ascoltatore, che hanno contribuito alla mia crescita formativa. Ho seguito 7 corsi di base per un totale di 25 crediti formativi, 5 corsi avanzati per un totale di 23 crediti formativi, 3 seminari e 6 presentazioni. Durante l’anno accademico 2020/2021 ho svolto un totale di 40 ore di attività didattica integrativa e tutoraggio alle esercitazioni guidate per 3 diversi Corsi di Laurea Magistrale presso la Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale. Riepilogando, ho seguito un totale di 12 corsi, 3 seminari, 6 presentazioni, e svolto 40 ore di didattica integrativa. Ho inoltre, collaborato alla pianificazione e allo sviluppo di due progetti di ricerca: Il progetto di ricerca MIRRAAL e il progetto di ricerca GENIOSISM. Nel progetto di ricerca MIRRAL ho contribuito allo studio dello stato dell’arte relativo alle costruzioni modulari con particolare enfasi agli aspetti strutturali. Ho partecipato alla stesura del report sullo studio dello stato dell’arte relativo a schemi strutturali e architettonici di Unità Strutturali Elementari e Unità Strutturali Modulari, e sullo studio di fattibilità delle Unità Strutturali Elementari e delle Unità Strutturali Modulari in funzione delle soluzioni architettonico-funzionali di riferimento. Nel progetto di ricerca GENIOSISM ho fornito supporto per la raccolta dei dati disponibili presso il Ministero della Difesa sul patrimonio edilizio oggetto di studio e all’ individuazione delle principali caratteristiche architettonico-costruttive e strutturali di tutti gli edifici esaminati, classificazione tipologica degli stessi e definizione del modello dei dati, ai fini della costruzione di un modello predittivo del rischio sismico su base tipologica. In questo primo anno di dottorato mi sono dedicato allo studio di diversi temi relativi all’analisi del rischio sismico delle costruzioni. Ho approfondito le tematiche di interesse sia seguendo i corsi organizzati e/o proposti dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica, sia seguendo i corsi svolti dal Prof. Rosario Gigliotti, mio supervisore e fornendo supporto all’attività didattica. Per quanto riguarda i miei studi, ho principalmente portato avanti studi scientifici affrontati durante la tesi di laurea e post-tesi, inquadrando tali studi nell’ambito dei successivi sviluppi da svolgere nel corso del dottorato di ricerca. Contemporaneamente ho intrapreso nuovi studi, nell’ambito dei progetti di ricerca descritti. I lavori di ricerca iniziano con uno studio numerico della risposta sismica degli edifici esistenti in calcestruzzo armato, al variare dei diversi criteri di modellazione e dei modelli di capacità implementati. Lo studio ha trattato con particolare riguardo l’influenza della modellazione del pannello nodale e del fenomeno degli scorrimenti nella risposta sismica di edifici in calcestruzzo armato progettati per soli carichi gravitazionali. Un lavoro di ricerca che ho intrapreso durante questo primo anno di dottorato riguarda lo studio del comportamento sismico di elementi non strutturali. Nello specifico, attraverso un modello parametrico sviluppato in OpenSeesPy, sto svolgendo analisi comparative tra i metodi di letteratura per la determinazione degli spettri di piano e le formulazioni di recente introdotte nella circolare applicativa delle NTC 2018. Il tema degli elementi non strutturali, oltretutto, si inquadra nella logica del rischio sismico insieme al tema della modellazione degli elementi strutturali.

- D’Amore Simone: Il tema proposto, riguarda lo studio di interventi di retrofit sismico di edifici esistenti in CA mediante l’uso di interventi globali esterni con esoscheletri. In primis, l’attività principale, proseguita durante tutto l’anno, è stato uno studio della letteratura esistente su tali argomenti. Il vantaggio nell’utilizzo di esoscheletri esterni (telai o setti), è evidenziata dal fatto che questi possono essere realizzati dall’esterno, interferendo quindi in maniera minima con l’utilizzabilità dell’edificio. Inoltre, l’esoscheletro può prestarsi ad essere il supporto per una seconda pelle dell’edificio, e quindi, l’ulteriore vantaggio si ritrova nella possibilità di condurre un’intervento integrato sismico/energetico/estetico. Durante il primo anno, uno degli obbiettivi fondamentali è stata la definizione di una procedura di progettazione dell’intervento basata sugli spostamenti (Displacement-Based Retrofit), specificatamente studiata per esoscheletri a telaio. La procedura analitica proposta è stata poi validata mediante l’utilizzo di analisi non-lineari statiche e dinamiche su modelli a plasticità concentrata. Si è poi investigato l’effetto della tecnologia costruttiva per l’esoscheletro, confrontando tra il monolitico ed il sistema a basso-danneggiamento PRESSS. In particolare, i risultati mettono in luce il vantaggio del secondo, il quale, essendo basato su connessioni ibride, consente un ricentramento della struttura a seguito dell’evento sismico. Infine nell’ultimo periodo si sono studiati interventi più tradizionali (i.e., l’utilizzo di FRP, incamiciatura dei pilastri ecc.) con l’obbiettivo di andare a confrontare la tecnologia proposta con questi (largamente utilizzati nella pratica), sia in termini di sicurezza (indice di salvaguardia della vita IS-V) che economici (Perdite Annue Medie, PAM), al fine di dimostrare che la tecnologia proposta può portare ad un incremento di sicurezza e una riduzione delle perdite, oltre ad avere una ridotta invasività.
Numero di corsi seguiti: 15, Numero di seminari: 9, Pubblicazioni in atti di conferenza: 1, Presentazioni in conferenze: 1

- Colatosti Marco: Durante il primo anno di dottorato, la mia attività di ricerca si è focalizzata sulla modellazione numerica dei materiali compositi come continui micropolari. In particolare, l’attenzione è stata rivolta ai compositi particellari caratterizzati da interfacce sottili. Il lavoro è partito dalla realizzazione di una micromodellazione (modello discreto), assunto come benchmark del problema, dei materiali presi in esame, attraverso un modello agli elementi finiti. Per i materiali sono state considerate differenti scale della sua lunghezza interna, per valutarne l’influenza sul comportamento meccanico. Infatti, questi materiali complessi presentano una struttura interna (su nano/micro scala caratterizzata da grani, vuoti, fibre), la cui dimensione caratteristica va ad influenzare quelli che sono gli aspetti del mezzo su macroscala, come, ad esempio, la sua risposta meccanica in termini di rigidezza, tenacità e resistenza e per questo non sono di facile rappresentazione. Tuttavia, una modellazione molto dettagliata ha l’inconveniente di essere troppo dispendiosa dal punto di vista computazionale. Per questo motivo, successivamente, ci si è occupati di un confronto con dei modelli continui, sia micropolari che classici, del materiale stesso, ottenuti tramite una tecnica di omogeneizzazione. Le analisi sono state condotte sia in condizioni statiche e sia in condizione dinamiche, andando ad evidenziare quali siano i vantaggi di una descrizione micropolare, la quale riesce a tenere conto della scala del mezzo esaminato e riesce a fornire una rappresentazione accurata della risposta del materiale. Infine, il lavoro è stato rivolto all’identificazione costitutiva dei materiali, anche considerando quelli più tradizionali, come ad esempio, la muratura. Per questo, uno step successivo, sfruttando le analisi numeriche effettuate, è stato quello di testare la capacità di un algoritmo genetico di identificare le costanti elastiche micropolari del modello continuo.
Numero di corsi, seminari e webinar seguiti: Corsi – 19, Seminari – 4. Numero di pubblicazioni e di partecipazioni a conferenze internazionali: Articoli su rivista – 4. Numero di presentazioni a conferenze: 3

- Fusco Daniela: Data l’evidente potenza di calcolo raggiunta negli ultimi anni, l’innovazione scientifica e tecnologica è sempre più rivolta all’automatizzazione dei processi sia costruttivi che valutativi. In particolare, nella branca del monitoraggio strutturale, Structural Health Monitoring (SHM), è attualmente oggetto di ricerca l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale (AI). Il lavoro di ricerca in questione vuole rispondere al bisogno di disporre di modelli strutturali più efficienti dal punto di vista computazionale attraverso lo sviluppo di un modello di trave ad alte prestazioni per rappresentare il comportamento non lineare del calcestruzzo armato e del calcestruzzo armato precompresso includendo il possibile degrado. In particolare, il lavoro prevede l’implementazione nel software framework OpeenSees di un elemento finito di trave con il legame costitutivo del calcestruzzo basato su modelli di danno e plasticità. La formulazione costitutiva scelta per l’elemento di trave a fibre basato sull’approccio in flessibilità, force-based approach (FB), è un modello di plasticità e danno definito da due distinte variabili di danno scalari, in modo tale da distinguere il comportamento a trazione e a compressione del materiale. Inoltre, questo modello permette di tener conto dell’effetto unilatero di richiusura delle fessure. Riguardo la plasticità, è stato implementato un modello di Drucker-Prager per considerare la risposta meccanica asimmetrica del calcestruzzo. Inoltre, si è adottata una regolarizzazione semplificata formulata specificatamente per gli elementi FB e proposta in letteratura. Il passaggio successivo è la modellazione della precompressione nell’elemento trave proposto e gli effetti legati alle patologie più frequenti nei ponti esistenti.
Numero Corsi seguiti: 9. NumeroSeminari seguiti: 5. Conferenze Internazionali: 1. Pubblicazioni in atti di conferenza: 1

- Nela Bledian: The research activity carried out during the first year of PhD studies, as a student of the 36th Cycle at Sapienza University of Rome at Department of Structural and Geotechnical Engineering, is hereby reported. The research has been carried out as part of the Masonry Research Group under the supervision of Prof. Patrizia Trovalusci. The study is focused on Historical Masonry Structures that hold a significant role in the field of Engineering and Architecture and as unique assets of the World Cultural Heritage. Historic Masonry structures are usually formed of large rigid blocks with joints of weak or no mortar. As such they behave nonlinear under even low levels of loading. Although many modelling strategies exist into tackling their simulation problem, the focus of this research is on the plastic theory of limit analysis application to achieve the necessary and sufficient information required for vulnerability assessment, namely the collapse load factor and collapse mechanism. An in-house code ALMA 2.0, within the scope of limit analysis, has been utilized to assess different masonry panels and masonry arches. After enrichment of the code, inclusion of the cohesion parameter has been used to carry a study on masonry reinforcement. By incorporating increased cohesion on the joints as a local reinforcement it was able to assess reinforced masonry arches. Additionally, an upgrading of the code to ALMA 3.0 has been under development to allow the possibility of studying 3D structures as an approach to real-life case studies. Other tools for the modelling of masonry structures have been calibrated such as the FEM software Abaqus, where a discontinuous approach was used to validate and compare results with the limit analysis. Lastly, the design for a new Tilting Table was done which has been produced and placed in the laboratory. This table will be used to test scaled masonry structure subjected to lateral loads that are able to statically simulate the earthquake action.
Curricular Courses Followed (16), Seminars (10), Summer Schools (2), Journal Papers (1), Conference Proceeding (1), Conference presentation (1)

- Salimbeni Michela: Il primo anno del Corso di Dottorato in Ingegneria Strutturale e Geotecnica (coordinatrice: Prof.ssa Patrizia Trovalusci) è stato prevalentemente dedicato all’attività di ricerca che si inquadra nell’ambito del rischio sismico di stabilimenti con pericolo di incidente rilevante (PIR), così come definiti dal D.Lgs. 105/2015. Tale attività di ricerca è stata svolta anche presso il Centro Ricerche INAIL del “Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici”, sito in Roma, Via Torraccio di Torrenova, 7. In particolare, è stata svolta ricerca bibliografica per la definizione dello stato dell’arte circa la valutazione del rischio sismico di apparecchiature industriali, con attenzione al caso studio di un serbatoio atmosferico a tetto galleggiante. In riferimento al caso studio, è stata approfondita la dinamica di interazione tra fluido e tetto galleggiante, sia tramite approcci analitici di Letteratura, sia mediante l’utilizzo di modelli di dettaglio agli elementi finiti, a seguito dell’individuazione degli elementi critici del componente (sistema di tenuta del tetto galleggiante). È stata definita una metodologia generale per la valutazione del rischio sismico di apparecchiature industriali, che prevede l’utilizzo di funzioni di fragilità volte ad indagare la frequenza di accadimento di possibili danni strutturali e non strutturali. Parallelamente, è stata consolidata e ampliata la formazione scientifica di base acquisita durante il precedente percorso accademico, mediante la frequenza di corsi erogati dal Dottorato e seminari.

- Tropea Giulio Augusto: In una prima fase si è analizzato in campo non lineare il comportamento delle strutture alte, in particolare con struttura DiaGrid, soggette ad azioni sismiche sulla base di approcci classici e innovativi, con l’obbiettivo di definire nuovi criteri di progettazione mediante un approccio energetico di tipo prestazionale. È stato condotto un esame della letteratura esistente sull’argomento per identificare le varie procedure esistenti per la stima dell'energia in ingresso per poi valutare anche l’influenza della duttilità, dello smorzamento, delle caratteristiche isteretiche dei componenti sull'energia immessa nel sistema. A tal fine sono state implementate diverse tecniche per la stima del collasso globale e parziale degli edifici alti. E’ stato composto inoltre un data base con un ampio spettro di risultati di prove sperimentali con modelli differenti e di segnali sismici, includendo segnali near-fault, long duration, e sequenze sismiche, oltre a segnali artificiali utilizzati per poter calibrare i modelli e verificare le metodologie proposte per il calcolo dell’energia isteretica (grazie al minor numero di cicli di carico forniscono legami forze deformazioni semplificati più semplici da analizzare). Sull’oscillatore semplice sono state eseguite diverse analisi: pushover, dynamic analysis, IDA, cloud analysis, multi-stripe analyses. Questo allo scopo di avere una visione ampia del problema dinamico confrontato adeguatamente con comportamenti monotonici. E' stata definita una nuova metrica per valutare la capacità sismica delle strutture dal punto di vista energetico. Tale metrica si è dimostrata efficace nel rappresentare la capacità di tutte le tipologie strutturali e di diversi materiali (acciaio, calcestruzzo armato, muratura). Tale lavoro è stato condensato in un articolo in fase di pubblicazione su rivista che tratta nel dettaglio tale metrica. Altri due lavori in fase di completamento analizzano la definizione di stati limite per il calcestruzzo armato e per la muratura.
Numero di corsi seguiti: 16. Numero di seminari seguiti: 7

- Paoloni Alessandra: Il lavoro di ricerca proposto è finalizzato allo studio e modellazione della risposta strutturale di edifici storici in muratura e di tecniche di rinforzo innovative. Il comportamento strutturale, oggetto di studio del primo anno, è descritto tramite un modello a telaio equivalente, i cui macroelementi sono costituiti da una trave elastica lineare centrale con in serie due cerniere plastiche a flessione concentrate alle estremità e una cerniera a taglio distribuita. Il comportamento non lineare della muratura assegnato alle cerniere è stato introdotto inizialmente attraverso un modello di isteresi esistente basato sulla formulazione del legame costitutivo Bouc-Wen arricchita da una variabile scalare di danno che evolve in funzione dell’energia dissipata per rappresentare il degrado di resistenza e di rigidezza, corredato da un dispositivo in parallelo con comportamento non lineare elastico per includere l’effetto del pinching e da un dispositivo in serie con comportamento lineare elastico negativo per l’elevata rigidezza iniziale. La formulazione esistente è stata ampliata attraverso un secondo parametro per considerare un incremento di flessibilità aggiuntivo applicato sia allo spostamento totale che alla valutazione dell’energia dissipata, per riprodurre più fedelmente il comportamento della muratura registrato sperimentalmente. Il nuovo modello di cerniera è stato implementato dapprima in ambiente Matlab, poi all’interno del modello a telaio equivalente nel programma agli elementi finiti FEAP, per inserire la formulazione del macroelemento in un framework con approccio “force-based”. L’algoritmo risolutivo è stato modificato con una procedura per la determinazione dello stato dell’elemento che consente di condensare i residui di deformazione a livello di elemento all’interno del vettore dei residui globali, evitando ulteriori iterazioni a livello di elemento. La validazione è stata eseguita confrontando i risultati con dati sperimentali reperiti in letteratura.
Numero Corsi del Dottorato seguiti: 11. Numero Altri Corsi e Seminari seguiti: 4. Ore attività didattica: 35 h
Tutti i Dottorandi del 35° ciclo hanno presentato una relazione sulle attività formative e di ricerca per l'ammissione all’anno successivo. Si riportano i temi di ricerca e la produzione scientifica per ciascun dottorando:

- Damiani Marco: Dopo aver studiato le problematiche riguardo all'impiego dei cavi pultrusi in materiale composito tipo CFRP (Carbon Fiber Reinforced Polymer) in sistemi di ancoraggio per le applicazioni di ingegneria Civile nel corso del precedente anno di Dottorato, a partire dal primo trimestre del 2021 si è iniziato a studiare teorie più specifiche per la modellazione numerica dei materiali FRP, che potessero restituire risultati più accurati tenendo in considerazione il danneggiamento del materiale. Più precisamente, i metodi studiati riguardano la modellazione lattice o spring network e la modellazione microplane. Si procede all'implementazione dei modelli lattice del cavo CFRP, oggetto di studio, nel software Abaqus. Data la particolare procedura per la costruzione del modello, si è scritto un programma nel linguaggio Python che restituisce il modello di calcolo all'interno di Abaqus. Il legame costitutivo che include il danno è stato fornito attraverso subroutine Fortran per Abaqus di tipo UMAT (per analisi implicite) e VUMAT (per analisi dinamiche esplicite). Messo a punto il programma per la realizzazione del modello di calcolo tipo lattice, si procede alle simulazioni numeriche di prove di trazione su un cavo pultruso in CFRP al fine di calibrare i parametri meccanici sulla base dei risultati di prove sperimentali disponibili. Inoltre, ritenuto utile ai fini della accuratezza dei risultati arricchire il legame costitutivo degli elementi della spring network, si aggiunge il comportamento a taglio e a flessione. Seguono analisi per la calibrazione dei parametri meccanici. Si individuano e pianificano prove sperimentali da eseguire sul cavo in CFRP oggetto di studio, al fine di reperire risultati utili per completare la calibrazione dei modelli numerici: si progetta un setup sperimentale in acciaio per poter eseguire prove di taglio e di compressione trasversale sul cavo. Si procede poi all'implementazione del modello microplane dello stesso elemento di cavo CFRP oggetto dello studio ancora nel software Abaqus. Il legame costitutivo del materiale, che include il danno, viene fornito attraverso subroutine di tipo UMAT.
Numero di corsi seguiti: 4. Pubblicazioni riviste/atti di convegno: 2

- De Santis Arturo: È stata svolta la ricerca delle pubblicazioni e/o scritti e si è realizzata la ricostruzione delle teorie e dei principali risultati degli studi che riguardano il tema della robustezza strutturale e nello specifico del collasso progressivo nelle strutture modulari. È stato ipotizzato un caso studio, definite ed ottimizzate le sue caratteristiche funzionali e distributive. Sono state svolte verifiche della sicurezza degli elementi strutturali. L’analisi strutturale è stata condotta con il metodo dell’analisi modale e dello spettro di risposta in termini di accelerazione per la valutazione dello stato tensodeformativo indotto da carichi dinamici (tra cui quelli di tipo sismico). Essa è stata effettuata con il metodo degli elementi finiti. Sono stati ipotizzati i sistemi e relativi criteri progettuali per incrementare le prestazioni delle costruzioni modulari nei confronti delle azioni eccezionali. In particolare si è affrontato il tema della sicurezza nei confronti del collasso progressivo, incrementando la robustezza strutturale del sistema a partire dall’individuazione di scenari di riferimento, attraverso due approcci: 1.studio di elementi sacrificali per compartimentare i danni e limitare le zone di eventuali collassi; 2.studio di elementi compatibili con il sistema modulare e relativi criteri progettuali per incrementare la ridondanza del sistema, senza comprometterne le caratteristiche di modularità, flessibilità ed economicità, attraverso la possibilità di percorsi alternativi delle forze (es. perdita di uno o più moduli). Sono stati analizzati i dati acquisiti potendo così caratterizzare dinamicamente le strutture e verificare l’efficacia e la robustezza del sistema di controllo. È stato eseguito un model updating, ovvero un miglioramento della risposta dei modelli agli elementi finiti e analizzati i principali risultati ottenuti. Sono stati individuati gli interessi, gli obiettivi e la programmazione delle attività da svolgere nei prossimi due anni del Dottorato.
Numero di corsi e seminari seguiti: 5
- Destro Bisol Giacomo: Il secondo anno di dottorato è stato dedicato a: (a) formazione tramite corsi e seminari (per un totale di cinque); (b) formazione tramite studio individuale; (c) attività di sostegno alla didattica; (d) sviluppo della tesi di dottorato; (e) produzione articoli su rivista (uno pubblicato e uno attualmente sotto revisione). l’obiettivo della tesi di dottato è la formulazione di modelli multi-corpo capaci di descrivere il comportamento dinamico di questa tipologia strutturale (come, ad esempio, il sistema statua-piedistallo o il meccanismo di flessione verticale per pareti in muratura). In questo anno il lavoro svolto è stato: a) formulazione delle equazioni del moto per il modello formato da due blocchi rigidi su isolatore sismico c) formulazione delle accelerazioni di soglia per le quali si verifica l’innesco del moto oscillatorio c) formulazione delle accelerazioni di soglia per le quali si ha un cambio di configurazione d) formulazione di un codice MatLab capace di descrivere il moto del sistema e di tutti i fenomeni che questo può subire, come ad esempio gli impatti. Le equazioni del moto sono state formulate tramite un approccio lagrangiano e implementate in ambiente MatLab, dove una strategia a eventi è stata formulata per catturare tutti i possibili fenomeni che il sistema può subire durante il moto.

- Ferreira Martins Juliano: The activities performed on the second year were mainly related to the development of the main feature of my PhD project. All activities that were developed through the year were in accordance with the Supervisor and the co-Supervisor. The topic of my research is the development of a piezoelectric device connecting the bracing members to the rest of the structure, for energy harvesting (EH) purposes on wind-excited steel buildings. The design of this device which is called PiD were investigated throughout this year by FEM analysis on the ANSYS software. The product is a working non-linear 3D FEM model of the piezoelectric energy harvesting device where the input is the time history displacement at its boundary as induced by a connected bracing element and extracted from a global building model. The output is the time history of the displacement of the inner piezo parts of the PiD, to be used as input in a different FEM model implementing piezo mechanical features to have the final product which is the harvested energy. To synthesize the activities of this year we can divide it on: Strengthening of basis (focused on literature review), Conceptual design of PiDs (modelling and analysis attributes), Courses and seminars followed (2 courses, and two summer school all on online mode) and the Development of the research, which was mainly concentrated on the developing of a phase where it is called: design of the PiD device. This PiD is the portion of piezoelectric, and it is addressed as the main equipment for obtaining the final result of the work. One of the product to be observed is the analysis of the harvested energy and the influence of such equipment when attached to the building model.

- Khanistan Said Jalal: This year, in addition to the literature review of the post-seismic surveys and experimental works on the out-of-plane response of infill walls, we conducted numerical studies on three different types of multi layered walls, to obtain optimum system of infill walls in terms of energy efficiency. Moreover, we developed recycled-plastic joints to increase the out-of-plane ductility of infill walls. Optimizing Out-of-plane Response of infill panels: To increase the out-of-plane ductility of infill panels, we worked on joints made of recycled plastics. To model the geometry of the proposed joints SolidWorks was used. COMSOL Multiphysics, was used to optimize the shape and typology of the joints. COMSOL Multiphysics was also used to perform buckling analyses of the joints. The optimally sized and shaped joint, then, was imported into slicing software Ultimaker Cura. Then, was printed by 3D printing technology. The recycled plastic material such as: Polypropylene (PP) and Polylactic Acid (PLA) are reasonable candidates for producing the joints. Polypropylene while being more ductile is our first choice. The infill panels will be assembled by placing the above mentioned plastic joints, within the blocks of clay, concrete or bricks. Each joint is made of two, three dimensional parts, fixed into each other to make a single joint. The plastic joints will be located, in transverse direction throughout the infill panels, in different locations. The joints are connected by two horizontal connectors to the outer and inner layers of the multi-leaf walls respectively. Thermal Analyses: To optimize thermal behavior and energy efficiency, we optimize the three types of multi leaf infill walls proposed by Monti and Vailati (2018), reported in the following table. We modeled the proposed three types of wall panels using COMSOL Multiphysics and then conducted analyses of heat transfer. By changing the thickness of the layers we obtain the optimum configuration of the walls, which can save maximum energy, while being energy efficient and resistant to fire.

- Novelli Francesco: Nel I Trimestre ha avuto inizio l’attività di sperimentazione numerica con il codice agli EF Abaqus/Standard. In particolare, si è studiata nel dettaglio la filosofia di implementazione nel codice di un modello costitutivo avanzato per terreni non saturi (modello WR2-Unsat) per mezzo della relativa routine UMAT. Nel II Trimestre, l’attività numerica, condotta con il modello di cui sopra, ha avuto come oggetto uno studio parametrico la cui principale finalità è stata quella di valutare l’influenza delle proprietà del materiale e delle condizioni di stato iniziale sul verificarsi o meno di condizioni di instabilità idro-meccanica in terreni non saturi durante percorsi di imbibizione. Nel III Trimestre si sono conseguiti alcuni risultati di carattere analitico. In particolare, si è esteso al caso di perturbazione idraulica (imbibizione) un criterio proposto per sola perturbazione meccanica (compressione). Di tale criterio, inoltre, si è fornita una giustificazione teorica, estendendo anche in questo un precedente la-voro di letteratura.
Nel IV Trimestre ha avuto inizio l’attività sperimentale presso il Laboratorio Geotecnico dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. In tale periodo si sono svolte alcune attività preliminari alla sperimentazione, quali la calibrazione di parte della strumentazione relativa alle apparecchiature utilizzate. L’attività di laboratorio, tuttora in corso, è svolta sulle ceneri vulcaniche prelevate presso il sito campione di Cervinara (AV) e avrà la finalità di determinare alcune proprietà del materiale richieste dal particolare modello costituti-vo adottato. In tal modo sarà possibile calibrare il modello e verificare l’occorrenza o meno, in tale terreno, delle condizioni di instabilità osservate numericamente nello studio parametrico.
Corsi e seminari seguiti: 6

- Pedone Livio: Il tema di ricerca trattato riguarda la valutazione della sicurezza e delle perdite economiche di edifici in cemento armato in scenari di pre- e post-terremoto. Durante il secondo anno di Dottorato l’attività di ricerca ha riguardato in una prima fase uno studio approfondito e continuativo della letteratura scientifica sul tema di ricerca. È stato in seguito condotto uno studio sulla possibilità di realizzare una estensione della procedura SLaMA (Simple Lateral Mechanism Analysis) per edifici in condizioni di post-terremoto (i.e., danneggiati dal sisma). Al tal fine, si è proceduto con l’implementazione della procedura analitica SLaMA in linguaggio di programmazione Python, ed è stata investigata la possibilità di realizzare un’estensione della procedura che permetta di ottenere una stima maggiormente accurata della rigidezza iniziale della struttura. In aggiunta, è stato condotto uno studio riguardante la possibilità di sviluppare un metodo semplificato per l’ottenimento di curve di fragilità dipendenti dallo stato di danno. Questa attività di ricerca è stata svolta durante un periodo di studio all’estero di 6 mesi presso la Hosting Institution University College London (UCL), sotto la supervisione esterna del Prof. C. Galasso. In particolare, è stato proposto un framework semplificato, basato sull’utilizzo di analisi statiche non-lineari combinate con il Cloud-Capacity Spectrum Method. Il raggiungimento di uno specifico livello di danno viene simulato attraverso opportuni coefficienti riduttivi per gli elementi strutturali in termini di rigidezza/resistenza/duttilità. I risultati preliminari hanno evidenziato come l’errore percentuale ottenuto confrontando il framework proposto con una analisi più raffinate (i.e., analisi dinamiche non-lineari) sia contenuto nell’ordine del 20%. Il framework potrà essere utilizzato per effettuare future analisi probabilistiche di rischio sismico e valutazione delle perdite economiche attese in scenari di pre- e post terremoto.
Numero corsi di dottorato seguiti: 6. Numero di seminari/webinar seguiti: 11. Numero di pubblicazioni in atti di conferenza: 3. Numero di presentazioni svolte in conferenze: 2.
Periodo di ricerca all’estero della durata di 6 mesi (1/05/2021-31/10/2021) presso la Hosting Institution University College London (UCL), sotto la supervisione esterna del Prof. Carmine Galasso

- Rosati Alessandra: Le attività del secondo anno di dottorato sono state finalizzate a preparare la base di conoscenze e competenze necessarie allo sviluppo di uno studio numerico volto ad investigare il comportamento in esercizio di cassoni a suzione impiegati come sistemi di ancoraggio di piattaforme flottanti offshore e installati in terreni a grana fine normal consolidati. Le attività svolte possono essere sintetizzate in: (i) studio delle tecniche di modellazione di problemi tipici dell’ingegneria geotecnica, con particolare riferimento alle fondazioni interrate, nel codice agli elementi finiti Abaqus/Standard; (ii) studio di legami costitutivi avanzati per terreni a grana fine; (iii) studio della letteratura scientifica disponibile sul tema di cassoni a suzione impiegati in applicazioni dell’Ingegneria Offshore. Successivamente, è stato sviluppato un modello numerico assialsimmetrico agli elementi finiti nel codice di calcolo Abaqus/Standard per la modellazione di cassoni a suzione immersi in uno strato omogeneo di argilla tenera e sottoposti a carici verticali e centrati di trazione. Il modello è stato impiegato per la riproduzione di alcuni risultati di letteratura derivanti da studi di tipo numerico e sperimentale. Nello svolgimento di queste attività, sono stati di grande utilità per possibili approfondimenti della ricerca, due incontri informali con il Prof. Mark Randolph e il suo gruppo di ricerca della University of Western Australia (UWA). Infine, nel corso dell’anno sono stati redatti: (i) il progetto di Avvio alla Ricerca d'Ateneo 2021 dal titolo "Un modello di macroelemento per ancoraggi a suzione di piattaforme flottanti offshore", per il quale sono stati finanziati 1500 euro; (ii) il progetto di mobilità individuale d'Ateneo 2021, dal titolo "Analysis of the Response Of Suction Anchors in soft clay for offshore floating platforms", per il quale sono stati finanziati 4200 da poter utilizzare per un soggiorno come visiting PhD student presso l'UWA, Perth, Australia.
Numero corsi/seminari seguiti a.a. 2021-2021: 7. Numero pubblicazioni in atti di convegno accettate a.a. 2021-2021: 1. Numero ore attività didattica integrativa a.a. 2021-2021: 40












Tutti i Dottorandi del 34° ciclo hanno presentato una relazione sulle attività formative e di ricerca per l'ammissione alla discussione finale. Si riportano i temi di ricerca e la produzione scientifica per ciascun dottorando:

- Ciurlanti Jonathan: Durante l’ultimo anno di dottorato ho finalizzato il mio lavoro di ricerca sul tema della prestazione integrata di edifici in calcestruzzo armato, includendo lo studio di elementi architettonici e contenuti interni. Durante il primo trimestre ho svolto attivita di ricerca incentrandomi su analisi parametriche e probabilistiche. Durante lo sviluppo, ho poi cominciato a concettualizzare un algoritmo in python che desse la possibilità di parametrizzare in maniera flessibile edifici di diversa geometria e materiali, e comunicando con diverse API (application programming interface), la possibilità di svolgere analisi numeriche utilizzano software tecnici (e.g. energyplus). La concettualizzazione del workflow e' avvenuta durante il mio soggiorno all'estero presso Arup dove, successivamente, sono ritornato per svilupparlo ulteriormente. Successivamente ho lavorato sulla stesura e sviluppo di progetti di ricerca e diverse scadenze legate a contributi scientifici per conferenze (Compdyn 2021, fib young symposium). Nei primi mesi del 2021 e’ cominciato anche il lavoro di stesura della tesi, cominciando dai capitoli introduttivi e di stato dell’arte. Nel secondo periodo in Arup ho poi raffinato le mie conoscenze di implementazione scientifica attraverso corsi di come “Advanced Javascript Training” ma anche di metodologie di ottimizzazione attraverso il Corso “Introduction to LS-Opt”. Inoltre ho sviluppato il workflow in python e l’ho successivamente utilizzato per il lavoro nella mia tesi. Durante I mesi successive ho partecipato a due conferenze come speaker: Compdyn 2021 e 17th World Conference of Earthquake Engineering. Nei mesi finali mi sono occupato principalmente della scrittura dell’elaborato finale (tesi di dottorato, 396 compreso di appendici).
Numero di seminari e corsi seguiti: 4. Numero di conferenze:2. Numero di pubblicazioni: 4

- Di Giovanni Giulia: Nel corso dell’ultimo anno di Dottorato di Ricerca, ho completato l’analisi critica dello stato dell'arte riguardante l’oggetto di Tesi, ovvero i sistemi di Facciata Mobile (FM) -monolitici e multiblocco- utilizzati per la riduzione delle vibrazioni indotte in edifici alti da azioni orizzontali (vento, sisma e azioni eccezionali). Ho proseguito l’attività di Ricerca finalizzata alla risoluzione del problema degli ampi spostamenti di facciata. A questo scopo, esplorando l’ambito di dinamica nonlineare, ho studiato diverse proposte di dispositivi di connessione struttura-facciata che utilizzano materiali ad alta dissipazione. Per ciascuna tipologia ho identificato qualitativamente i parametri di progetto ed i rispettivi intervalli spaziali ai fini dello svolgimento delle analisi dinamiche parametriche nonlineari. Ho sviluppato il progetto tecnologico di connessione della FM attraverso la concezione e modellazione numerica di dispositivi ad attrito integrati con un sistema di ammortizzatori per la mitigazione della risposta strutturale e di facciata. La fase di valutazione preliminare ha riguardato le prestazioni di FM monolitica con connessione dissipativa applicata su un edificio tipo di 77m modellato a 2-gradi di libertà (g.d.l.) sotto eccitazione armonica. Successivamente, ho applicato il sistema FM multiblocco con connettori dissipativi sulla torre Isozaki di Milano, assunta come caso studio principale, allo scopo di valutare l’efficacia dei dispositivi proposti su un edificio alto esistente (220m) in uno scenario di vento più realistico. Ho modellato l'edificio con FM a più-g.d.l. sottoponendolo a un carico di vento turbolento calcolato secondo il CNR-DT 207/2008 e simulato con il metodo Monte Carlo nella piattaforma NatHaz Online Wind Simulator (NOWS). Parallelamente, mi sono dedicata alla stesura dell'elaborato finale, riportando nella Tesi tutti i risultati conseguiti nell’ambito della mia attività di Ricerca.
Numero di seminari/corsi seguiti nell’ultimo anno: 12. Numero di pubblicazioni nell’ultimo anno: 2 in fase di revisione

- Francioli Mattia: The research activity is focused on some of the aspects that emerge for a structural problem in the Multi-Hazard context. The first issue addressed is related to the unification of the language with which the structural performance for the various hazards is evaluated and expressed, with specific reference to wind and earthquake. Since these are two natural hazards and characterized by well-defined statistics, the approach used is probabilistic; the well-known SAC-FEMA analysis methodology in the seismic field has been extended to the case of wind, in order to evaluate the performance with a unified procedure and express it using the same metrics (for the two hazards considered) and with the aim of quantifying the annual mean frequency (MAF) with which a given LS limit state occurs. The performance of the steel frames with different heights under wind and seismic hazard was then evaluated in the view of the considered ULS and SLS, in order to determine the relative importance of the different hazards in the structural response of this type of structures. In this way, a further problem relating to multi-hazard design has been implicitly addressed, the one relating to conflicting design strategies. Another aspect addressed regarding the structural problem in the Multi-Hazard context is the interaction between different hazards, specifically the so-called Hazard-chain for Low Probability-High Consequences events. These are characterized by very low probability of occurrence and thus a scenario approach has been used. The seismic event was considered as the main event and an explosion, caused by the damage due to the earthquake, as a chained event. The effects of the change in structural vulnerability following the concatenation of events are evaluated in terms of structural robustness, using the so-called “blast-scenario dependent robustness (BSR) curves”, which take into account the parameters of the specific blast hazard, (blast intensity and impulsive rate).
Numero di corsi seguiti: 1. Numero di presentazioni a conferenze: 1. Pubblicazioni su riviste e atti di conferenze: 4.

- Gallese Domenico: L’attività di ricerca svolta durante il terzo anno di dottorato ha fornito indicazioni pratiche per il dimensionamento sismico di ponti integrali, focalizzando l'attenzione su un particolare schema statico, a singola campata, di uso piuttosto frequente nel nostro paese. Lo studio si avvale dello sviluppo di modelli tridimensionali di diversa complessità sviluppati in ambiente OpenSees, sui quali sono svolte analisi dinamiche non lineari. I risultati di queste analisi sono riprodotti mediante schemi interpretativi semplificati, che opportunamente generalizzati e sistematizzati possono essere utilizzati come metodi di progetto per opere analoghe. Tale ricerca è stata sintetizzata nella tesi di dottorato dal titolo: “Soil-structure interaction for the seismic design of integral abutment bridges: from advanced numerical modelling to simplified procedures” attualmente in fase di revisione da parte di due professori esterni (uno italiano ed uno internazionale). Parallelamente al lavoro della tesi di dottorato, ho collaborato con il prof. Pedro Arduino (University of Washington) riguardo allo sviluppo dell’ “embedded element” in ambiente OpenSees. Proprio lo studio di questo elemento rappresenta la mia principale attività presso l’Università di Washington (Seattle WA) dove mi sono recato dal 24 Settembre al 31 Dicembre 2021 come “visiting PhD student” sotto la supervisione del prof. Pedro Arduino. La ricerca si è concentrata nella implementazione ed estensione di tale elemento che in precedenza era stato sviluppato proprio dal gruppo di ricerca dell’University of Washington. Numerose analisi numeriche sono state eseguite al fine di validare differenti condizioni geometriche e di carico (trasversale e verticale), diverse ipotesi del contatto palo-terreno e l’influenza dei pali in gruppo. Da un punto di vista pratico, il beneficio dell’utilizzo di questo elemento permette sostanzialmente di svincolare la generazione della mesh del terreno dalla presenza di elementi strutturali attraverso delle opportune leggi di mappatura imposte sulla superficie di interfaccia palo-terreno, con grande vantaggio dal punto di vista computazionale. A questo lavoro seguiranno delle pubblicazioni attualmente in fase di scrittura. Durante questo periodo ho anche seguito dei corsi presso la stessa università finalizzati ad approfondire le mie conoscenze sulla geotecnica e sulla programmazione ad oggetti. Infine, ho tenuto un seminario in presenza all’Università di Washington dal titolo “Nonlinear static analysis for integral abutment bridges: from advanced numerical modelling to simplified procedures” per gli studenti di laurea magistrale e per i professori del dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale.
Seminari e corsi seguiti: 8. Pubblicazioni:2 articoli su rivista internazionale (attualmente in fase di revisione); 2 articoli in conferenza (di cui una interazionale e una italiana)

- Kareemi Muhammad Ajmal: Review of a set of different code provisions around the world regarding current code-based formulations for the shear capacity assessment of RC beams and columns is represented. A new shear capacity equation is developed that accounts for the shear mechanism of TTP beams. The theoretical framework of the variable-angle strut theory, largely adopted in many Codes, including NTC-2018 and EN 1992 has been preferred to others, possibly even more accurate, because of its mechanics-based approach, which facilitate the extension to a different beam configuration. Calibrating a suitable value for the model uncertainty factor \gamma_{Rd} in the code-formatted equation, by adopting the Design-by-Testing approach of EN 1990, Annex D, whereby the predictions offered by the code-calibrated equation have been compared with the experimental results available in the literature and those carried out by the candidate. EN 1990 calibration approach has been reviewed and modified to simplify its application, while retaining its reliability. The simplified procedure has been applied to the calibration of the model partial factor for both the Eurocode shear equation, adapted to the case of TTP beams, and the proposed equation. The study is finally concluded by an application of the newly developed code-calibrated shear capacity equation. It refers to the optimized design of TTP beams, considering different spans and different phase II / phase I loads ratios. The developed equations allow obtaining optimized TTP beams where both Phase I and Phase II safety requirements are effectively fulfilled.
Number of courses attended: 3

- Kazemi Majd Foad: Investigation the damage identification by machine vision for the defect recognition technique from the data’s interpretation of the bridge’s images. Reviewing the traditional method of bridge inspection includes the visual and physical activities of the various elements, also Non-destructive testing (NDT) recognizes the defects for infrastructure with advantage and disadvantage characteristics according to damage classification. Simulating the defects and relative Non-Destructive Testing (NDT) by ANSYS MAXWELL & COMSOL of Quisi (railway) steel truss bridge. Writing the outcome of the chapter “eliminates the routine inspection schedule through the predict the defects and FEM analysis. Obtaining the result of K-mean clustering to detect different types of corrosion in the portion of images by Matlab R2021a for the paper “Detection of corrosion defects in steel bridges by machine vision” for the conference of EUROSTRUCT2021 (European Association on Quality Control of Bridges and Structures) in University of Padova. Finishing the writing of chapter’s thesis “Inspection & maintenance for infrastructure that included the destructive & nondestructive techniques (VT [Visual Testing], MT [Magnetic Testing], PT [Penetrating test], RT [Radiographic test], UT [Ultrasonic test])”. Preparing the presentation “Image based corrosion detection of steel bridge by computer vision” for AIVELA conference in DIISM (Università Politecnica delle Marche).
Numero di seminari e corsi seguiti: 3. Numero di conferenze:2. Numero di pubblicazioni: 1

- Marchi Andrea: Il candidato ha concentrato il suo lavoro di ricerca sull’analisi dinamica in campo sismico di ponti con spalla integrale. In particolare, ha sviluppato un modello numerico agli elementi finiti dinamico non-lineare bidimensionale per la valutazione della risposta dinamica a segnali sismici, tenendo conto della risposta sismica locale del sito e dell’interazione terreno-struttura tramite elementi di Winkler non-lineari. Su tale modello è stato svolto anche un lavoro di confronto con un modello continuo tridimensionale con legami costitutivi nonlineari per il terreno sviluppato, all’interno del dipartimento, da Domenico Gallese e il Professor Callisto nell’ambito della tesi di dottorato dell’Ing. Gallese. Successivamente il candidato ha anche esteso il modello di calcolo bidimensionale agli elementi finiti al caso tridimensionale al fine di valutare il contributo della risposta trasversale nel comportamento globale della struttura. Su tali modelli dinamici non-lineari sono in corso analisi parametriche e di sensitività ai vari parametri di ingresso. Prendendo a riferimento il modello dinamico sviluppato sono stati studiati anche modelli statici semplificati pensati per il predimensionamento e la progettazione di tali opere. Tali modelli (dinamici e statici) sono stati impiegati all’interno del progetto ReLUIS-RINTC al fine di progettare e analizzare cavalcavia a spalla integrale in tre siti del territorio italiano (Milano, Napoli e L’Aquila, rappresentativi rispettivamente di bassa, media e alta sismicità). Tali opere sono state progettate tramite modelli statici non-lineari semplificati in SAP2000 e successivamente analizzati nel contesto di un’analisi a “strisce” tramite modelli dinamici non-lineari (bidimensionali e tridimensionali) tramite il software OpenSEES. Tali analisi a strisce saranno poi utilizzate per studiare il rischio sismico di tali opere (progettate secondo normativa) sul territorio italiano. Lo studio di tali modelli semplificati è servito inoltre da ausilio per la riscrittura dell’Eurocodice 8 parte 2 (nelle sezioni riguardanti la progettazione di ponti integrali. Sempre in merito alla riscrittura dell’Eurocodice 8 è stato svolto un lavoro di calibrazione dei fattori parziali di sicurezza per i nuovi modelli di resistenza di elementi in calcestruzzo armato proposti da Biskinis e Fardis, sia per elementi conformi che per elementi non conformi alla normativa. In particolare, riguardo alla rotazione di snervamento, rotazione ultima e alla resistenza a taglio di elementi verticali in calcestruzzo. Inoltre è stato svolto il calcolo dei fattori parziali di sicurezza anche per le formule di resistenza in campo sismico per elementi in acciaio, sia nuovi che esistenti (e quindi non conformi alla normativa).
Numero articoli in atti di conferenza: 1

- Salvatore Andrea: L’attività di ricerca svolta durante il terzo anno di dottorato è stata rivolta all’approfondimento del tema di ricerca proposto e alla conclusione della scrittura della tesi di dottorato. In particolare, è stato portato avanti lo studio analitico del dissipatore multidirezionale a rigidezza negativa e isteresi superelastica (oggetto della tesi) ed è stata identificata la legge isteretica governante il legame forza spostamento. Sono state inoltre ottenute, tramite semplificazione delle equazioni analitiche, formule compatte rappresentative delle macro grandezze caratterizzanti il dissipatore e utili in fase di pre-dimensionamento e progetto. Successivamente è stato sviluppato il progetto del prototipo in scala e sono stati redatti gli elaborati esecutivi finalizzati alla realizzazione del prototipo. Parallelamente, è stato portato avanti lo studio numerico della risposta dinamica di un sistema a più gradi di libertà, rappresentativo di un edificio isolato alla base mediante appoggi elastomerici, soggetto a forzante sismica e controllato mediante rigidezza negativa e isteresi superelastica. Sono state determinate le configurazioni ottimali del sistema di smorzamento proposto sotto differenti requisiti e obiettivi. Infine, sono state confrontate le performances ottenute con il sistema di smorzamento proposto con quelle esibite dai sistemi di smorzamento classici (viscoso, isteretico, attritivo, ibrido) ottimizzati con i medesimi criteri.
Numero di corsi/seminari seguiti durante il terzo anno di dottorato: 3. Numero di pubblicazioni su rivista durante il terzo anno di dottorato: 2. Numero di presentazioni fatte in conferenza durante il terzo anno di dottorato: 2

- Talebi Aliasghar: The main focus of my research on the last academic year, based on the thesis topic, was trying to find an efficient approach for vibration-based finite element model updating, using optimization techniques. Particle Swarm Optimization has been used for the studied approach and the method is based on the search of possible modifications in stiffness and mass matrices of elements. The other part of the study concerns the integration of BIM and FEA and the use of the BIM model in the updating procedure. Considering the inevitability of collaboration between BIM and structural analysis, the proper transferring of the data from BIM to FEA and realizing the best possible mesh type seems necessary. Furthermore, vibration data as an input in this procedure need to be analyzed. The dynamic identification of the structure using vibration data in time series by two techniques of SSI and PolyMAX was the other part of the study. Finding a way to implement the data in the BIM model was a part of the effort of monitoring and dynamic identification in the BIM environment. The final part of the research is concerning damage detection using the suggested algorithm for model updating by PSO and still is in progress. The research activities of the last year, in general, were focused on the finite element model updating using 1D, 2D, and 3D elements from the BIM model, model updating by PSO, integration of BIM and FEA and monitoring, and finally an effort toward the damage detection in BIM using the suggested algorithm. The number of attended seminars in the Academic year 2020-2021, which was the third year of the Ph.D. study of the 34th cycle, was 8 seminars and 3 courses. No accepted paper yet but one paper submitted for the Computers and Structures journal.

- Zahedin Labaf Daniele: L’attività di ricerca è inquadrata nell’ambito del controllo passivo delle vibrazioni di strutture eccitate alla base. In particolare, ha come obiettivo primario lo studio di un nuovo sistema di controllo strutturale, denominato ibrido, che combini i vantaggi dell'isolamento alla base con quelli di un sistema a masse accordate innovativo, denominato in letteratura TMDI, che prevede l'impiego di un Inerter: un dispositivo meccanico, le cui potenzialità sono ancora poco esplorate nell’Ingegneria Civile, in grado di sviluppare una forza proporzionale alla accelerazione relativa tra i suoi terminali. L’attività di ricerca è stata rivolta a colmare tale lacuna, volgendo in particolare l’attenzione alle possibilità di impiego nella riduzione della risposta sismica di serbatoi per lo stoccaggio di liquidi, collocati nell’ambito di stabilimenti, inquadrati dalla vigente normativa come a Rischio di Incidente Rilevante. L’attività è articolata secondo due direttrici: teorica e sperimentale. Sul primo fronte, sono stati, innanzitutto, messi a punto modelli semplificati, dipendenti da un numero limitato di parametri per descrivere la dinamica del sistema sottoposto a controllo. Si è affrontata dunque la progettazione ottimale del sistema di controllo ibrido mediante l'uso di input semplificati e la valutazione della risposta dinamica, dell'efficacia e della robustezza. Con particolare attenzione è avvenuta la selezione degli input sismici, considerando azioni di tipo far-field, near-fault e long-period, la cui influenza sulla risposta dinamica è stata valutata. I risultati ottenuti sono stati sottoposti a comparazione prestazionale con soluzioni di Letteratura. Sul fronte sperimentale, è stato implementato lo studio di fattibilità di un modello fisico in scala ridotta di un serbatoio dotato di sistema di controllo ibrido da testare sulla tavola vibrante presso il Laboratorio Prove Materiali e Strutture del Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica.
Seminari: 2; Corsi seguiti: 2; Pubblicazioni: 1;

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