Presentazione

Il Dottorato di ricerca in Storia dell’Europa ha nel suo statuto l’analisi delle singole culture nazionali considerate anche nella loro interazione e proiezione al di là del continente. Con metodologia segnatamente interdisciplinare dedica largo spazio a tematiche relative alla politica, all’economia, alla storia sociale nel percorso diacronico in cui vengono individuati avvenimenti-chiave che segnano le scansioni della modernizzazione posta in essere fra età moderna e contemporanea, pure con significative differenze fra i paesi europei. L’obiettivo principale è quello di ricostruire alcuni passaggi essenziali del processo di formazione dello spazio politico e culturale nell’Europa dell’età moderna e contemporanea, a partire dall’ idea stessa di Europa (Chabod, Saitta) alle nuove sensibilità indotte anche sul piano degli studi storici dai recenti processi di unificazione europea. Uno dei temi su cui si incentra l’impegno del Dottorato è il dibattito storiografico, animato dalle diverse interpretazioni, attraverso il quale si evidenzia l’interrelazione fra storia, economia, filosofia, diritto, politica, al fine di porre in luce le radici dalle quali nascono le storie nazionali seguite nel loro divenire dalla ricerca storica. A tal fine, durante il corso si sviluppano criticamente i temi delle identità nazionali e dei conseguenti problemi di integrazione socio-culturale tra popoli, culture, tradizioni e Stati. In conformità al patrimonio culturale acquisito, i dottorandi lavorano “sul campo”, analizzano cioè i dati offerti dalle fonti primarie oggetto della loro personale ricerca in rapporto ai mutevoli scenari della politica internazionale, moderna e contemporanea, come il riproporsi dell’antico dibattito ottocentesco in Russia tra "slavofili" e "occidentalisti" o i rapporti politici intraeuropei, tra macroregioni, come tra Europa mediterranea e centrosettentrionale o ancora tra Europa balcanica e occidentale.
Il Dottorato prevede al suo interno dei curricula differenziati - che privilegiano specifici percorsi di ricerca in cui il dottorando viene seguito da un tutor - riferibili alle linee di tendenza del Progetto che fondamentalmente prospetta per così dire una circolarità, proponendo due direzioni, dall’Italia all’Europa e dall’Europa all’Italia. I dottorandi, oltre a svolgere la loro attività di ricerca presso archivi, biblioteche, altre istituzioni, sono tenuti a frequentare il corso di lezioni previste dal Collegio e le molte occasioni di incontro - tavole rotonde, seminari, dibattiti - al fine di arricchire il loro cursus studiorum per l’approfondimento dei processi culturali di lunga durata come dell’attualità. In tale direzione va la scelta di integrare il corso con la collaborazione di docenti italiani e stranieri che possano dare il loro contributo di specialisti e il confronto con le storiografie internazionali. I dottorandi sono sottoposti a verifiche periodiche (almeno due volte l’anno) da parte del Collegio Docenti sulla costanza e qualità del lavoro in corso, verifiche che consentono il confronto lungo il percorso scelto dai singoli allievi attraverso la discussione, l’analisi critica, l’interazione sia su temi di storia europea di lungo periodo sia su realtà storico-geografiche diverse che richiedono il ricorso a strumenti e analisi storiografiche interdisciplinari. In linea di massima il rapporto con il tutor che guida e segue la ricerca è costante e può essere di volta in volta modulato su specifiche esigenze, integrandolo con altri specialisti italiani e stranieri. Il gruppo di lavoro impegnato attorno al Dottorato, infatti, è ben lieto di spendere i rapporti di collaborazione con università e colleghi di altri paesi per la “sprovincializzazione” degli studi in oggetto come mostrano le numerose pubblicazioni edite sia in Italia che all’estero e gli accordi internazionali – come nel caso delle convenzioni con l’Università Autonoma di Lisbona (Portogallo) e l’Università Petru Maior di Targu Mures (Romania) – e le altre forme di collaborazione attive con università estere (Mosca, New York, Istanbul, Baku, etc.)


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