Titolo della tesi: Geopolitics and Uncertainty for Power Generation in the Context of the Energy Transition
La transizione energetica in atto, trainata in primo luogo dai requisiti regolatori dell’UE, si è contraddistinta per ulteriori gradi di complessità a causa dell’interruzione forzata delle tradizionali relazioni di fornitura di gas naturale tra Russia ed Europa. Dal punto di vista geopolitico si aprono scenari senza precedenti.
In questo quadro in evoluzione, il gas naturale—da lungo tempo considerato elemento cardine della transizione verso una generazione energetica a minore intensità carbonica—si confronta con nuove sfide legate al crescente ruolo del GNL, a scapito del gas veicolato tramite gasdotti.
Benché l’attuale rallentamento economico appaia favorevole al conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione—con quotazioni del gas meno volatili rispetto alle fasi iniziali del conflitto ucraino—i prezzi restano superiori ai livelli prebellici. Un rimbalzo dell’attività economica potrebbe riaccendere la domanda di gas naturale, accrescendo la vulnerabilità della commodity a eventi dirompenti, vulnerabilità peraltro esacerbata dalla crescente dipendenza dal LNG.
I mercati delle commodity stanno tuttavia attraversando un’ulteriore trasformazione di natura strutturale, con i metalli critici che acquisiscono crescente rilevanza nell’economia globale. Tale spostamento, particolarmente evidente nell’impulso dell’UE verso gli obiettivi di decarbonizzazione, suggerisce una transizione dal paradigma «dal pozzo alla miniera». L’emergere di nuove soluzioni energetiche e di tecnologie di accumulo ha intensificato la domanda di questi materiali critici, sollevando al contempo preoccupazioni circa la stabilità delle catene di approvvigionamento e i rischi geopolitici.
Infine, un ulteriore fattore nel progressivo allontanamento dai combustibili fossili è la rinnovata narrativa sull’energia nucleare. Poiché gli elementi impiegati nei processi di generazione nucleare presentano un duplice uso (civile e militare), ci troviamo nella peculiare condizione per cui la generazione elettrica entra (potenzialmente) in competizione con l’industria militare, tornata prepotentemente in auge negli ultimi tempi.
La presente ricerca si propone di analizzare l’intreccio complesso tra rischio geopolitico, dinamiche di mercato e transizione energetica, concentrandosi sia sulle fonti tradizionali, come il gas naturale, sia sui materiali critici, essenziali per le tecnologie rinnovabili e per le alternative al "base load" nella generazione elettrica. L’obiettivo è duplice: da un lato mettere in luce le minacce—di rischio e di incertezza—che si profilano lungo il percorso, ancora in gran parte inesplorato, della transizione energetica; dall’altro delineare nuovi scenari plasmati dai rinnovati equilibri geopolitici che la transizione stessa può disvelare. Fornire tali elementi conoscitivi è cruciale per i decisori pubblici e per gli operatori di mercato chiamati a orientarsi in questo turbolento processo di transizione.