Titolo della tesi: Per un museo sensibile. La danza nella mediazione museale: storia, pratiche e ricerche sul campo tra Parigi e Roma
Nell’ambito di quella che viene ormai definita dalla critica come una “svolta performativa” del museo, che ha contribuito soprattutto negli ultimi quindici anni a sperimentare nuove modalità di conservazione, trasmissione e fruizione del patrimonio culturale, la tesi indaga il ruolo della danza nella mediazione museale come pratica capace di ripensare l’identità e il ruolo sociale ed educativo dell’istituzione, orientandola verso la nozione di “museo sensibile”. La ricerca intreccia storia della danza, museologia e mediazione culturale, con particolare attenzione alla più recente riflessione sulla “médiation sensible”, approfondita durante il periodo di ricerca a Parigi.
Dopo una prima parte storica che riattraversa genealogie della presenza della danza negli spazi espositivi, dalle prime forme di permeabilità tra spettacolo e mostra alla più recente istituzionalizzazione delle pratiche performative e alla loro ibridazione con le pratiche curatoriali contemporanee, la tesi approfondisce l’ambito più specifico della mediazione, assunto come osservatorio privilegiato per interrogare il rapporto tra cultura, istituzione e comunità attraverso il prisma della danza. Con particolare attenzione al contesto francofono, vengono analizzate le ibridazioni tra mediazione culturale e pratiche coreografiche, l’emergere di mediazioni “spettacolari”, artistiche e sensibili, fino alla più recente definizione della "médiation sensible" proposta dal GIS dell’ICOM. Ponendo al centro dell’esperienza estetica museale l’idea del “corpo pensante”, tali riflessioni offrono un campo di confronto teorico e metodologico che consente di costruire un lessico condiviso tra mediazione sensibile e danza, contribuendo a elaborare e legittimare modalità specifiche di mediazione sensibile e coreografica nelle istituzioni.
La terza parte verifica tali questioni attraverso la ricerca di campo condotta al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, assunto come caso di studio principale per la sua storia di rapporti con la danza e per la programmazione del Service Culturel. Il confronto con Roma conduce infine all’analisi di alcune esperienze significative del territorio e alla presentazione di due prime sperimentazioni laboratoriali realizzate al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza e alla Galleria Borghese, aprendo possibili piste di ricerca-creazione per una mediazione sensibile attraverso la danza nei musei di Roma.