YULIYA BRISEVA

Dottoressa di ricerca

ciclo: XXXVIII


supervisore: Prof. Pietro Lucisano
co-supervisore: Prof. Maria Serena Veggetti

Titolo della tesi: Students’ Abstract Reasoning Ability: The Role of Prior Knowledge and Experience and Its Relationship with Academic and Task Performance

Il presente studio esplora una serie di questioni concettuali ed empiriche relative al ragionamento astratto (AR) tra gli studenti, in particolare nelle sue forme non verbali/figurative, un costrutto ampiamente impiegato nella valutazione educativa e professionale e ancora caratterizzato da ambiguità teorica e incoerenza applicativa. Sebbene i test di AR siano spesso presentati come indicatori universali e indipendenti dal contenuto del potenziale cognitivo, e siano frequentemente impiegati come strumenti di selezione o screening in contesti accademici e occupazionali, le evidenze accumulate suggeriscono che la performance nei compiti di ragionamento è influenzata da conoscenze pregresse, esperienza e familiarità con il compito, sebbene tali effetti possano essere specifici del dominio e non facilmente trasferibili tra contesti. Inoltre, le caratteristiche specifiche dei test, gli effetti dell’allenamento e le esperienze soggettive dei partecipanti mettono in discussione l’assunzione dei test di AR come misure “pure” dell’intelligenza fluida e sottolineano la necessità di una comprensione più integrata di ciò che tali compiti misurano effettivamente e delle condizioni in cui riflettono validamente l’abilità cognitiva. Sulla base di queste considerazioni, il presente studio ha esaminato la natura multifattoriale dell’AR e la sua variabilità tra contesti. In particolare, ha indagato se gli studenti mostrano prestazioni differenti in due misure di AR, le Raven’s Standard Progressive Matrices (RSPM) e il Hudson’s Abstract Reasoning Ability Test (HA-RAT), e in che modo tali differenze possano chiarire i processi cognitivi sottostanti alla performance. La ricerca ha inoltre esplorato le differenze nelle percezioni soggettive degli studenti rispetto a questi due test, nonché le variazioni nei profili di prestazione in termini di AR, ragionamento formale e problem solving creativo tra diversi corsi di studio, tenendo conto dell’esperienza pregressa, della specializzazione accademica e delle conoscenze di base. Lo studio ha inoltre valutato il ruolo predittivo delle misure di AR rispetto alla performance accademica, al rendimento e alla risoluzione di problemi nuovi, insieme al contributo delle differenze individuali e delle conoscenze pregresse. L’indagine empirica ha coinvolto 267 studenti universitari della HSE University (Mosca, Russia), provenienti da tre corsi di studio: Psicologia, Media e Applied Mathematics and Information Science (AMIS). I partecipanti hanno completato una batteria di strumenti cognitivi, di autovalutazione e strumenti sperimentali appositamente sviluppati, tra cui le RSPM, l’HA-RAT, un test di ragionamento formale (proposizionale) e una versione modificata del compito di pensiero creativo di De Bono, oltre a scale per la valutazione dei tratti di personalità e di un insieme di caratteristiche comportamentali e psicofisiologiche. I risultati hanno evidenziato differenze significative tra le due misure di AR e una chiara variazione delle prestazioni tra i corsi di studio. Gli studenti hanno ottenuto punteggi più elevati nelle RSPM rispetto all’HA-RAT, con gli studenti AMIS che hanno sistematicamente superato i loro pari degli altri programmi. Anche le percezioni soggettive dei test differivano: l’HA-RAT è stato generalmente associato a un’esperienza più impegnativa e meno favorevole, indicando profili affettivi ed esperienziali distinti tra le misure. Le analisi multivariate hanno mostrato che i pattern di ragionamento e di risoluzione dei compiti variavano significativamente tra i corsi di studio, con gli effetti più forti osservati per il ragionamento formale, seguiti dal ragionamento astratto e dal pensiero creativo. Le analisi di validità predittiva hanno prodotto risultati eterogenei: mentre l’HA-RAT ha mostrato associazioni più forti con la performance accademica in alcuni contesti, nessuna delle due misure ha predetto in modo consistente la performance accademica tra i gruppi. Inoltre, la performance in AR è risultata positivamente associata all’esperienza pregressa e alle competenze rilevanti per il dominio, suggerendo che familiarità e conoscenze di base svolgono un ruolo significativo, sebbene gli effetti di trasferimento tra domini siano limitati. I tratti di personalità e le caratteristiche comportamentali e psicofisiologiche hanno mostrato relazioni generalmente deboli e incoerenti con gli esiti cognitivi, ad eccezione della Coscienziosità, che è emersa come un predittore affidabile della performance accademica. Nel complesso, i risultati indicano che il ragionamento astratto, piuttosto che rappresentare un indicatore indipendente dal contesto dell’abilità cognitiva generale, in particolare dell’intelligenza fluida, riflette un’interazione dipendente dal contesto tra fattori cognitivi, esperienziali e specifici del compito. Integrando prospettive psicometriche, empiriche ed esperienziali, il presente studio contribuisce a una comprensione più sfumata della natura e del ruolo del ragionamento astratto nei contesti accademici e applicati. I risultati sottolineano inoltre l’importanza di considerare la rilevanza del dominio, l’esperienza pregressa e le caratteristiche dei test nell’interpretazione delle prestazioni in AR, e indicano direzioni per future ricerche longitudinali e cross-istituzionali sulle sue dimensioni cognitive e contestuali.

Produzione scientifica

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