Titolo della tesi: Effect of Targeted Nutritional Intervention in Compensated and Early Decompensated Patients with Liver Cirrhosis
Introduzione: La fragilità e la ridotta forza muscolare sono predittori precoci e modificabili di esiti sfavorevoli nella cirrosi epatica, ma spesso rimangono sottovalutati nelle fasi compensate della malattia. Sebbene gli interventi basati su “supplementi nutrizionali” abbiano dimostrato alcuni benefici, le evidenze relative a interventi basati esclusivamente sulla dieta sono limitate, in particolare nella popolazione italiana con cirrosi. Questo studio ha valutato se un intervento dietetico personalizzato, associato a counselling nutrizionale, potesse migliorare la forza muscolare, la fragilità e la qualità della vita nei pazienti ambulatoriali con cirrosi stabile.
Metodi: È stato condotto uno studio randomizzato controllato della durata di 16 settimane, tra marzo 2023 e marzo 2025, presso la Clinica dell’Ipertensione Portale del Policlinico Umberto I, Università “La Sapienza” di Roma. Sessanta pazienti ambulatoriali con cirrosi compensata o con iniziale scompenso (Child-Pugh A/B) sono stati randomizzati in due gruppi: intervento nutrizionale strutturato (n = 32) e controllo (n = 28). L’intervento mirava a un apporto energetico di 30-35 kcal/kg/die e proteico di 1,2-1,5 g/kg/die attraverso piani alimentari personalizzati basati su alimenti e counselling, senza alcuna supplementazione. Il gruppo di controllo ha ricevuto solo il follow-up clinico di routine. La forza di presa manuale (Handgrip Strength, HGS) è stata l’endpoint primario, mentre l’Indice di Fragilità Epatica (Liver Frailty Index, LFI) e la versione italiana del Chronic Liver Disease Questionnaire- Italiano (CLDQ-I) sono stati considerati endpoint secondari.
Risultati: Le caratteristiche basali erano comparabili tra i gruppi. Dopo 16 settimane, il gruppo di intervento ha mostrato un incremento significativo della forza di presa (25,5 ± 10,9 vs 30,4 ± 9,9 kg; Δ +4,9; p < 0,001) rispetto al gruppo di controllo (27 ± 11,6 vs 25,7 ± 11,1 kg; Δ −1,36; p = 0,6). È stata osservata una moderata correlazione positiva tra la variazione dell’apporto proteico e la variazione della forza di presa (r = 0,421, p = 0,002), indicando che a maggiori incrementi dell’apporto proteico si associavano a miglioramenti più marcati della forza muscolare. L’indice LFI è migliorato nel gruppo di intervento (4,22 ± 0,59 vs 3,71 ± 0,52; Δ −0,51; p < 0,001), mentre nel gruppo di controllo non si sono rilevate variazioni significative (4,2 ± 0,74 vs 4,5 ± 0,86; Δ −0,04; p = 0,38). La qualità della vita è migliorata in modo significativo nel gruppo di intervento (CLDQ-I 2,74 ± 0,75 vs 2,36 ± 0,76; Δ −0,38; p = 0,018), ma non nei controlli (2,7 ± 0,75 vs 2,4 ± 0,79; Δ −0,3; p = 0,018). L’apporto proteico è aumentato da 0,80 ± 0,26 a 1,11 ± 0,25 g/kg/die (p < 0,001) nel gruppo di intervento, mentre è rimasto invariato nel gruppo di controllo. Non sono stati riportati eventi avversi clinici o biochimici.
Conclusione: Un intervento dietetico di 16 settimane ha determinato un miglioramento significativo della forza muscolare, della fragilità e della qualità della vita nei pazienti con cirrosi epatica. Questi risultati sottolineano l’importanza del counselling nutrizionale personalizzato come strategia sicura, scalabile e non farmacologica per preservare la funzione fisica e la resilienza nei pazienti ambulatoriali con cirrosi.
Parole chiave: cirrosi epatica, nutrizione, forza di presa, qualità della vita, fragilità