Titolo della tesi: “Se tra le tenebre dei torchi restassero per sempre sepolte le lettere”: studi sulle carte di Lorenzo Viani.
Dopo aver tratteggiato il percorso biografico dell'autore, il presente lavoro intende mettere in risalto, attraverso testi editi e non, la poetica di Viani ed i legami con l'Espressionismo, approfondendo il rapporto fra tratto grafico e segno verbale e le peculiarità di una scrittura che, in molte pagine, racconta aspetti umani al limite del disgusto, integrati dal carattere ironico della sua produzione iniziale e dal tono più pacato che caratterizza la parte finale della sua opera. Dopo aver affrontato le riflessioni dell'autore riguardanti lo stile utilizzato per la rappresentazione dei suoi personaggi irregolari ( un intreccio di dialetto, gergo e lingua letteraria ) ed il legame con i precedenti scrittori ed i contemporanei, in primo luogo Gadda, lo studio considera la prospettiva del contesto culturale nel quale Viani opera, indagando i suoi rapporti con il panorama editoriale durante il primo quindicennio di regime fascista. La seconda parte del lavoro si concentra sugli inediti rinvenuti negli archivi, in primo luogo il romanzo Nan. Fra i diversi brani si delineano inoltre le strutture di due raccolte di racconti, una dedicata a Beppe di Cola, personaggio attorno al quale ruotano diversi testi brevi e l'altra ambientata negli anni di attivismo anarchico. Altro ambito di studio degli inediti è stato quello legato alla scrittura drammaturgica con l'analisi dei due drammi Auro e I lunatici, quest'ultimo collocabile nel periodo che precede la morte dell'autore. Nella parte finale del lavoro si delinea il percorso di ricezione critica dagli anni Venti fino all'inizio del XXI secolo attraverso articoli, contributi critici e cataloghi di mostre.