Titolo della tesi: Applicazione di tecniche chemiometriche nel settore delle indagini chimiche forensi. Sviluppo di un lessico per la comunicazione dei risultati analitici a una corte di giustizia.
Negli ultimi anni, le applicazioni chemiometriche si sono espanse in diversi domini scientifici, mostrando una notevole crescita e diversificazione. Questo sviluppo è in gran parte dovuto all'integrazione dei metodi chemiometrici con le tecniche spettroscopiche, che offrono soluzioni analitiche rapide, non distruttive ed economiche. Nelle scienze forensi, e in particolare nell'analisi delle microtracce, la spettroscopia abbinata alla chemiometria si è dimostrata preziosa per interpretare dati complessi e garantire la ripetibilità dei risultati anche da prove minime. Tuttavia, l'assenza di database di riferimento standardizzati, a differenza di quelli disponibili nelle indagini genetiche, impedisce l'assegnazione di valori probabilistici quantitativi ai risultati analitici. Di conseguenza, gli esperti forensi si limitano spesso a esprimere opinioni qualitative in merito al supporto probatorio, creando sfide per l'interpretazione e la comunicazione giudiziaria.
Questa ricerca mira a colmare il divario tra i risultati analitici e la loro interpretazione forense-giudiziaria, valutando quali metodi di classificazione chemiometrica – LDA, PLS-DA, SIMCA o KNN – sono più adatti per esprimere il valore probatorio in tribunale. Basandosi sul quadro concettuale della Dichiarazione di Sydney (2022), che ridefinisce i principi della scienza forense, il progetto integra dati di casi forensi reali con analisi chemiometriche sperimentali condotte presso il Laboratorio di Microanalisi del Dipartimento di Investigazione Scientifica (RIS) di Roma.
Lo studio esplora anche il potenziale di modelli di classificazione probabilistici basati sui dati per migliorare la trasparenza, la riproducibilità e la chiarezza nella comunicazione in aula. Ulteriori attività includono l'applicazione di tecniche chemiometriche all'imaging multispettrale nell'ambito del progetto H2020 "RISEN" (Real-tIme on-site forenSic tracE qualioN) e la ricerca collaborativa sulla caratterizzazione forense di sostanze stupefacenti e adulteranti attraverso l'imaging nel vicino infrarosso, presentato a NIR Italia 2025 (Roma, giugno 2024).
In definitiva, questo lavoro contribuisce a rafforzare l'affidabilità interpretativa e comunicativa delle prove scientifiche in contesti giudiziari, allineando le pratiche analitiche forensi con i principi etici e metodologici delineati nella Dichiarazione di Sydney.