PAOLO PELUSO

Dottore di ricerca

ciclo: XXXVII


supervisore: Prof. Ing. Giuseppe Cantisani, Ph.D.

Titolo della tesi: Approccio proattivo alla sicurezza dell'infrastruttura stradale mediante valutazione delle condizioni operative del traffico e del contesto territoriale

Il progetto di ricerca propone un approccio innovativo per valutare l’impatto del contesto territoriale e dell’uso del suolo sulle prestazioni delle infrastrutture stradali. La metodologia proposta è strutturata in quattro fasi principali. Grazie all’impiego di strumenti avanzati di analisi come QGIS e MATLAB, è stato possibile creare un sistema automatizzato per integrare e confrontare dati complessi, quali velocità operativa, uso del suolo e incidenti, per mappare in dettaglio l’interazione tra infrastruttura e contesto territoriale. Nella prima fase, si ricostruisce la geometria della rete stradale utilizzando dati georeferenziati per ottenere una rappresentazione dettagliata del tracciato. La seconda fase introduce il Rapporto Insediativo (RI), un indicatore basato su dati GIS relativi alla densità edilizia e all’uso del suolo, utile per fornire una mappatura dettagliata dell’antropizzazione del territorio lungo una rete stradale. Il RI consente di valutare l’impatto di diverse aree (residenziali, comunitarie, agricole e infrastrutturali) sulle condizioni operative e sulla distribuzione e le tipologie di incidenti più ricorrenti. Viene introdotto anche l’indicatore Area Insediativa (AI), il quale quantifica la densità degli insediamenti in un'area specifica e monitora le variazioni nell'uso del suolo che possono influenzare il traffico e la sicurezza stradale. Nella terza fase, l'attenzione è rivolta alle condizioni operative del traffico: utilizzando dati storici sulla velocità, il modello elabora profili di velocità continua lungo i tracciati, individuando sezioni critiche dove si osservano rilevanti discrepanze tra le velocità effettive e quelle teoriche. Successivamente, nella quarta fase, viene applicata la Stima di Densità Kernel (KDE) ai dati di incidentalità, ottenendo una curva di incidentalità continua lungo l’infrastruttura. Questa curva permette di espandere l’analisi della sicurezza oltre le sole aree a elevata concentrazione di incidenti, trattando l’incidentalità come un fenomeno distribuito che si manifesta lungo tutto il tracciato. L’integrazione dei risultati fornisce una mappatura completa del rapporto tra contesto territoriale e sicurezza stradale, permettendo di segmentare la rete in sezioni omogenee basate su caratteristiche insediative e infrastrutturali. Questa segmentazione consente di identificare per ciascun tratto i principali legami tra le caratteristiche infrastrutturali e insediative del territorio e le tipologie di incidentalità, supportando decisioni proattive e interventi mirati a migliorarne la sicurezza e a ridurne i rischi. Il modello è anche applicabile a tratti stradali con dati limitati, offrendo uno strumento utile per una pianificazione del territorio e della mobilità sostenibile. Il risultato principale della ricerca è un risultato metodologico, che rappresenta un approccio avanzato per valutare l'influenza del contesto spaziale sulle infrastrutture stradali. Questa metodologia consente l'integrazione di dati complessi, fornendoci una visione olistica dell'intera rete stradale. Sviluppi futuri includono l’ampliamento del campione analizzato per esplorare le correlazioni qualitative e quantitative tra caratteristiche infrastrutturali, parametri territoriali, condizioni operative e dati di incidentalità. Questa estensione del metodo consente di approfondire la comprensione delle dinamiche legate agli incidenti e di attuare interventi mirati e specifici, adattati alle condizioni peculiari di ciascun tratto stradale e alle distribuzioni di incidentalità osservate.

Produzione scientifica

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