Ricerca: Tecno-estetica delle immagini operative. Macchine, immaginazione, ambiente
La ricerca riprende la riflessione sul rapporto tra immaginazione e operazione nella tradizione francese di filosofia della tecnica al fine di sviluppare il concetto di immagine operativa.
Con l’aumentare dell’interesse per la “machine visual culture”, ovvero le immagini prodotte da macchine per macchine, la nozione di immagine operativa è entrata al centro di un dibattito che coinvolge estetica, cultura visuale, archeologia dei media e arti visive. Le immagini operative mostrano un’operazione mentre la compiono, come nel caso di immagini prodotte da droni, camere di sorveglianza o sensori ambientali, impiegate in ambito urbano, medico, militare. Queste immagini riformulano il rapporto tradizionale tra rappresentazione e operazione, visione umana e machine vision, osservazione e controllo.
Questo dibattito ancora in via di sviluppo, beneficerebbe di una cornice filosofica più ampia che recuperi tradizioni che si sono interrogate sul rapporto tra immagine e tecnica elaborando proposte ancora attuali. L’obiettivo della ricerca è ampliare questa nozione per sostenere che l’immagine operativa costituisce l’intermediario di una relazione al contempo tecnica e riflessiva tra organismo e ambiente.
L’estetica europea è tornata a più riprese sulla relazione tra oggetto estetico e oggetto tecnico, che è stata determinante per definire coppie concettuali come mezzo-fine, interesse-disinteresse, uso-contemplazione. Gilbert Simondon costituisce il punto culminante di una messa in discussione di queste distinzioni attraverso la proposta di una tecno-estetica, che elabora in dialogo con una tradizione di autori come Alfred Espinas, Henri Bergson, André Leroi-Gourhan, Georges Canguilhem, Raymond Ruyer. In questa tradizione la riflessione sulla tecnica è inquadrata attraverso questioni come: la differenza tra essere vivente e macchina; l’invenzione come processo che implica al contempo istinto e intelligenza; il rapporto tra tecnica e concetti spaziali come ambiente, territorio, mondo, cosmo.
La ricerca mostrerà che Simondon ha sviluppato una teoria dell’immagine in stretto rapporto con una teoria dell’operazione tecnica. Si evidenzierà come nei concetti di “ciclo d’immagine”, “schema operativo”, “ambiente associato”, “trasduzione” e “territorio”, ci sono le basi attraverso cui ha ripensato l’immagine come operazione con cui il vivente interagisce con il proprio ambiente attraverso l’invenzione tecnica.
La prima parte della tesi mostrerà che Simondon radicalizza la prospettiva bergsoniana in merito al rapporto tra immaginazione e tecnica, tematizzando le tre questioni dell’operazione, dell’ambiente e del ciclo d’immagine.
La seconda parte proporrà una mediarcheologia dell’immagine operativa, ricostruendo le radici del dibatto sulle immagini implicate in operazioni tecniche. Si mostrerà come le sperimentazioni artistiche di Harun Farocki e Trevor Paglen ci permettono di riflettere criticamente su queste immagini.
Parole chiave:
Estetica; Filosofia della tecnica; Cultura visuale; Archeologia dei Media; Henri Bergson; Gilbert Simondon