Titolo della tesi: Definire un modello nella variabilità? Le scritture dei cartulari parigini (XII–XIII secolo) tra analisi paleografica e riconoscimento automatico della scrittura
La ricerca affronta il problema della definizione di modelli grafici all'interno della forte variabilità delle scritture documentarie medievali attraverso lo studio dei cartulari prodotti nell'area parigina tra XII e XIII secolo. Muovendo dalle più recenti acquisizioni della diplomatica, della paleografia e della codicologia, la tesi considera il cartulario non soltanto come raccolta di copie documentarie, ma come manufatto complesso, espressione delle pratiche di scrittura, delle strategie documentarie e delle esigenze istituzionali delle comunità che lo hanno prodotto.
Una prima parte ricostruisce criticamente l'evoluzione degli studi sui cartulari, dalle definizioni formulate da Jean Mabillon fino agli orientamenti contemporanei dei cartularies' studies, evidenziando il progressivo passaggio da una concezione del cartulario come semplice contenitore di documenti a quella di oggetto culturale dotato di una propria logica compositiva. In tale prospettiva vengono approfonditi i rapporti tra cartulari, archivi, memoria istituzionale, pratiche di copia e produzione libraria, nel quadro del rinnovamento metodologico delle discipline storiche e delle Manuscript Studies.
La seconda parte si concentra sull'analisi paleografica di un corpus di cartulari parigini, esaminando sistematicamente le caratteristiche delle scritture, i livelli di variabilità grafica e le modalità di intervento dei copisti. L'indagine mette in evidenza come la variabilità non costituisca un elemento casuale, ma rifletta dinamiche riconducibili ai contesti di produzione, alle pratiche scrittorie e alle finalità delle raccolte documentarie. Attraverso un approccio comparativo vengono individuati gli elementi maggiormente stabili e quelli più soggetti a trasformazione, discutendo la possibilità di definire modelli grafici all'interno di una tradizione apparentemente eterogenea.
L'ultima parte esplora le potenzialità offerte dalle metodologie di paleografia digitale e, in particolare, dai sistemi di Handwritten Text Recognition (HTR). Attraverso l'impiego di strumenti di riconoscimento automatico della scrittura viene valutato il contributo che le tecnologie computazionali possono offrire allo studio delle scritture medievali, sia come supporto alla trascrizione sia come strumento di analisi quantitativa delle caratteristiche paleografiche. La ricerca evidenzia opportunità e limiti di tali approcci, sottolineando la necessità di un dialogo costante tra competenze storico-paleografiche e metodi informatici.
La tesi propone quindi un modello di ricerca fortemente interdisciplinare, nel quale diplomatica, paleografia, codicologia e digital humanities concorrono alla comprensione della cultura documentaria medievale. I risultati mostrano come l'integrazione tra analisi tradizionale e strumenti digitali consenta di affrontare in modo innovativo il rapporto tra regolarità e variabilità delle scritture, offrendo nuove prospettive per lo studio dei cartulari e, più in generale, della produzione documentaria medievale.