Ricerca: L'enluminure copte (VIIIe–XIXe siècle) : économie, sémantique, identité / L'illustrazione dei manoscritti copta (VIII–XIX secolo): economia, semantica, identità
Matthias Egger è dottorando presso l'École Pratique des Hautes Études – Université Paris Sciences et Lettres, in cotutela con l'Università di Roma La Sapienza, sotto la direzione congiunta di Ioanna Rapti e Paola Buzi, ed è affiliato all'UMR 8167 Orient & Méditerranée – Monde Byzantin. Le sue ricerche sono finanziate grazie a un contratto dottorale dell'Institut National d'Histoire de l'Art, dove è membro del programma CallFront – Calligraphies en caractères arabes aux frontières du monde islamique, diretto da Éloïse Brac de la Perrière. Contribuisce, inoltre, alla cellula di ricerca RePaZ – Recherche et Patrimoine en Zones de crises dell'INHA, e al progetto di ricerca e valorizzazione scientifica dedicato al fondo archivistico di Nicole e Jean-Michel Thierry conservato presso l'INHA.
La sua ricerca dottorale, intitolata L'illustrazione dei manoscritti copta (VIII–XIX secolo): economia, semantica, identità, tratta la produzione di manoscritti copti illustrati dai primi secoli dell'Egitto islamico fino all'introduzione della stampa in Egitto, attraverso un corpus di tetraevangeli copti e copti-arabi prodotti al Cairo e nei monasteri circostanti. L’obiettivo della tesi è di esaminare i gesti grafici che contraddistinguono e accompagnano la produzione di questi oggetti sacri, interrogando al contempo la copia, l'uso e la trasmissione di questi libri, nonché le reti degli attori che li hanno creati e collezionati.
Matthias Egger ha conseguito una laurea triennale all'École du Louvre in storia dell'arte e archeologia, e un master nelle stesse discipline all’EPHE – PSL, dove ha dedicato la sua tesi al tetraevangelo ms. copte 13 conservato alla Bibliothèque nationale de France. Parallelamente al suo percorso universitario, ha condotto nel 2023 una missione di catalogazione dei manoscritti copti conservati presso l'Institut Français d'Archéologie Orientale del Cairo, e ha contribuito nel 2024 all'inventario del fondo archivistico Nicole e Jean-Michel Thierry all'INHA.