MARCO UGOLINI

Dottore di ricerca

ciclo: XXXVIII



Titolo della tesi: KL. Forme, figure e significati dell'architettura nei campi di concentramento

Questa ricerca ha come oggetto d’indagine la dimensione spaziale dei campi di concentramento, più nello specifico quelli che il regime nazista costruì e utilizzò in Germania e in Europa tra il 1933 e il 1945 per la detenzione e l’uccisione di milioni di individui. Esiste perciò un limite oltre il quale la sola “architettura” non basta più per descrivere ciò che l’uomo costruisce? E se i lager non sono architettura allora cosa sono? Semplicemente “qualcos’altro”? È davvero possibile pensare a Sachsenhausen, Buchenwald o addirittura Auschwitz come parte del medesimo campo del sapere che ha prodotto Villa Adriana, il Convento di Santa Maria de La Tourette o la casa sulla Cascata? Ciò che ne possiamo dedurre è forse più semplicemente un generico “principio utilitaristico”, cosicché questi luoghi esistono nel modo in cui sono stati realizzati poiché rispondono alle sole esigenze dedotte dal loro infimo scopo? È possibile rintracciare alcune di quelle sovrastrutture (linguistiche, formali, aggregative, estetiche, ecc…) tipiche proprio del fare architettura?

Produzione scientifica

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