Titolo della tesi: The Extraterritorial Reach of EU Environmental Law
La presente tesi esamina le basi giuridiche e i limiti dell’applicazione extra-territoriale del diritto ambientale dell’Unione europea. Indaga in che modo le misure ambientali unilaterali dell’Unione producano effetti che si estendono al di là del suo territorio e ne valuta la compatibilità con i principi generali del diritto internazionale pubblico e con il regime multilaterale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Attraverso un’analisi dottrinale e giurisprudenziale, la ricerca ricostruisce il ragionamento giuridico che consente all’Unione di proiettare i propri standard ambientali su scala globale, pur rimanendo entro i parametri di legalità del diritto internazionale.
Lo studio definisce innanzitutto che cosa si intenda per diritto ambientale dell’Unione europea e individua le caratteristiche che rendono alcune misure extraterritoriali nei loro effetti, come le condizioni di accesso al mercato, i divieti di importazione e gli obblighi di conformità imposti agli operatori economici di Paesi terzi. Analizza poi le basi di giurisdizione disponibili nel diritto internazionale pubblico per tali misure, dimostrando che la loro legittimità dipende dall’esistenza di un sufficiente nesso territoriale o causale. Sebbene i principi di universalità possano corroborare tali pretese giurisdizionali, la tesi sostiene che tale concetto resti ancora lontano dall’essere accettato e che qualsiasi pretesa valida debba fondarsi principalmente su una base territoriale, intesa in senso ampio fino a comprendere la cosiddetta dottrina degli effetti.
Nel contesto dell’OMC, la tesi sostiene che l’unilateralismo ambientale non sia illegale dal punto di vista del diritto internazionale, sempre che rispetti i principi di non discriminazione, proporzionalità e correttezza procedurale. L’interpretazione dell’articolo XX del GATT e lo sviluppo della dottrina del “nesso sufficiente” nella giurisprudenza dell’OMC hanno progressivamente legittimato le misure ambientali connesse al commercio, a condizione che siano attuate in modo trasparente e non arbitrario. Il sistema dell’OMC funge dunque da meccanismo di disciplina giuridica, più che da ostacolo, incanalando le misure unilaterali attraverso criteri di legittimità e garanzie procedurali.
La ricerca conclude che l’Unione europea può legittimamente estendere i propri standard ambientali oltre i propri confini quando tali misure si fondano su un effettivo collegamento giurisdizionale, perseguono un interesse pubblico riconosciuto e rispettano i requisiti procedurali del diritto commerciale internazionale. Sottolinea inoltre l’importanza di una maggiore inclusività e di un dialogo costruttivo con i Paesi terzi al fine di attenuare le tensioni e rafforzare la legittimità dell’azione ambientale dell’Unione in un ordinamento giuridico sempre più interdipendente.