Thesis title: ESTRATTIVISMO URBANO: RESISTENZE E ADATTAMENTI. Tra Gentrificazione e Rendita: il caso di Centocelle a Roma
Attraverso l’analisi di un contesto specifico in un momento specifico (il quartiere di Centocelle a Roma, in una fase di trasformazione che si rende inizialmente evidente come un inedito rinvigorimento commerciale, all’indomani della crisi economico-finanziaria del 2007/08), la tesi si interroga su un tema molto ampio e ambizioso: come resistere alla pervasività delle forme estrattive del capitalismo contemporaneo che riesce ad occupare tutto ‘l’orizzonte del pensabile’, arrivando a sussumere il protagonismo sociale anche quando questo si manifesta con caratteri esplicitamente critici e antagonisti.
Il primo nodo intorno al quale è stato costruito il ragionamento della tesi è la contraddizione secondo la quale ogni intervento, tanto delle politiche pubbliche che contribuiscono al miglioramento dello spazio fisico, quanto delle pratiche materiali e immateriali portate avanti dalle forme di autorganizzazione degli abitanti, aumentando la ‘qualità’ di un quartiere, generi un aumento della rendita estraibile grazie alle proprietà dello spazio, dando vita ad un insieme di meccanismi selettivi ed escludenti che vengono etichettati, dalla letteratura e dagli abitanti stessi, come fenomeni di gentrificazione.
La seconda contraddizione nodale che ha accompagnato l’analisi del caso di studio, comune ad altri paesi sud-Europei, è relativa alla apparente diffusione della proprietà immobiliare che di per sé rappresenterebbe una ‘barriera’ nei confronti delle riurbanizzazioni selettive e alla rendita urbana, in quanto genererebbe una redistribuzione di quest’ultima. Assumere questa prospettiva significherebbe infatti assecondare i processi in atto, nonostante questi manifestino esplicitamente le loro criticità urbane e sociali.
L’ipotesi avanzata nella tesi per contribuire al superamento di queste contraddizioni è che utilizzare etichette interpretative preconcette sia riduttivo e ‘scivoloso’, in quanto non restituendo la complessità dei fenomeni in atto si presta il fianco alle ambiguità in cui si insinuano le logiche del capitalismo contemporaneo. Occorre allora indagare le forme specifiche e contestualizzate dei fenomeni e le relative prospettive di intervento, ponendo una particolare attenzione ai soggetti locali e alle categorie di abitanti che esercitano un ruolo attivo. Nell’analizzare questi processi occorre poi utilizzare un approccio il più possibile ampio e transdisciplinare, che tenga dentro tanto le dimensioni materiali, economiche e quantitative delle trasformazioni, quanto quelle immateriali e qualitative, soprattutto alla luce della capacità dell’estrattivismo contemporaneo di accumulare ricchezza sul piano simbolico e culturale.
Relativamente al caso studio è stata dimostrata la tesi secondo la quale a Centocelle sono in corso una serie di processi riconducibili alle logiche dell’estrattivismo urbano in una forma (o meglio in una fase) ‘pulviscolare’, ovvero caratterizzata da una elevata ambiguità, complessità e diffusione che coinvolge molteplici attori e categorie di abitanti su diversi livelli, talvolta intersecati tra di loro.