Thesis title: Camminabilità ed esiti di salute. Associazione tra determinanti urbanistico-architettonici e sociali, e salute di popolazione
Fruibilità ed accessibilità dello spazio pubblico sono due ambiti che attengono al tema dell'urbanistica. Questi influenzano profondamente la capacità delle persone, in particolare nei contesti urbani, di svolgere le attività quotidiane, siano queste attività necessarie, volontarie o sociali. In ultima analisi quindi, esistono dei fattori urbanistici ed architettonici che condizionano la possibilità delle persone di camminare. Camminare è lo strumento attraverso cui l'essere umano ha plasmato lo spazio, e che ci ha permesso di dare forma al paesaggio ed ai luoghi attraverso l'architettura, e la mobilità è una questione cruciale che investe lo spazio pubblico, capace di alterarne profondamente la forma ed in ultima analisi di rendere o meno fruibile l'urbano. Le forme di mobilità differenti competono per lo spazio pubblico, e vengono fruite sulla base di fattori culturali, sociali, ma anche, ancora una volta urbanistico-architettonici, in quanto legati alla pianificazione delle funzioni urbane, ma anche agli usi ed alle pratiche che la cittadinanza poi svolge all'interno dello spazio. Se la relazione tra attività fisica e salute è ben nota, ed è crescente l'interesse verso il rapporto tra mobilità e salute, pochissimi sono gli studi che hanno esplorato invece la relazione tra la forma dello spazio urbano e la salute, e, di questi, nessuno ha messo in relazione elementi strutturali misurati dal punto di vista del pedone ed esiti di salute.
L'obiettivo della tesi è quindi quello di mettere in relazione elementi urbanistico-architettonici legati alla camminabilità dello spazio, misurati attraverso lo strumento validato del Walking Suitability Index of the Territory (T-WSI), e prevalenza di diabete mellito tipo II (DMII - patologia fortemente correlata all'attività fisica), all'interno di 5 Isole Ambientali (IA) individuate all'interno del tessuto urbanistico consolidato della città di Roma. Ai sopralluoghi è stato quindi accompagnato un lavoro di individuazione da remoto di alcune caratteristiche dei tratti stradali indagati, e l'individuazione delle corrispondenti sezioni di censimento, che hanno permesso, attraverso metodiche di record-linkage, grazie al coinvolgimento del Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio - ASL Roma 1, di estrarre i relativi dati di popolazione e la prevalenza di DMII. Ciascuno dei 12 elementi e delle 4 dimensioni che compongono l'indice è stato messo in relazione alla prevalenza di DMII nella popolazione. Per rafforzare l'impianto di valutazione la popolazione residente è stata rilevata su 5 anni (dal 2018 al 2022), per un totale di oltre 120.000 singole osservazioni. Sono stati infine estratti i dati di carattere sociodemografico ed urbanistico dal Censimento 2011 e sociodemografico dal Censimento 2021, relativamente alle sezioni di censimento delle IA, ed alle corrispondenti Zone Urbanistiche, una suddivisione amministrativa ulteriore del territorio di Roma.
L'aver effettuato sopralluoghi ha permesso inoltre di effettuare uno studio di caratterizzazione dei contesti dal punto di vista qualitativo, che ha orientato rispetto ai risultati dello studio qualitativo, permettendo inoltre un efficace approfondimento legato al contesto urbanistico, allo sviluppo ed all'uso del territorio, in relazione agli esiti di salute misurati ed alle prospettive di trasformazione. L'ambito più carente, in termini di misurazione, è risultato quello della sicurezza stradale, che è inoltre la dimensione, con i suoi relativi singoli elementi, più correlata alla prevalenza di DMII nella popolazione studiata. Fortemente correlati alla prevalenza di DMII risultano inoltre le dimensioni legate alla gradevolezza, in particolare per quanto riguarda la presenza di verde e la cura dello spazio urbano in termini di arredo, ma anche la presenza di ostacoli sui marciapiedi. In termini generali, comunque, nei contesti analizzati, comunque appartenenti al tessuto urbano consolidato, sono state riscontrate grandi carenze in termini di fruibilità ed accessibilità dello spazio pedonale, in particolare a causa della massiccia presenza di automobili in sosta.
In questo senso lo studio, nonostante dei limiti insiti nella tipologia di misurazione e di analisi, risulta pertanto un avanzamento in termini di conoscenza dei fattori urbanistico-architettonici legati alla fruibilità pedonale degli spazi, e correlati con esiti di salute
importanti, quali il DMII, che oggi rappresentano un importante carico di operatività per il Servizio Sanitario Nazionale italiano. Questo studio inoltre prova anche a fornire degli avanzamenti in termini teorici, rispetto al legame esistente, anche se ancora poco esplorato, che vi è tra le forme dell’urbano e la salute della popolazione. Se infatti, come è vero, le scelte legate alla salute non sono mai neutrali in senso ampio, in quanto ciascuna politica, come ribadisce l’OMS, ha un impatto sulla salute positivo o negativo, proprio attraverso il percorso causale che passa per i determinanti di salute, è altrettanto vero che la forma che le funzioni pianificatorie assegnano all’urbano neanche può essere assunta come neutrale, in quanto proprio collegata direttamente ed indirettamente alla salute delle persone che poi quell’urbano lo vivono.