Titolo della tesi: Tinnitus and Tolerance to Loudness in Adult Cochlear Implant Users: Audiological, Psychological, and Speech Perception Correlates
Obiettivo: Il presente studio ha indagato le interazioni tra acufene, iperacusia, fattori psicologici (ansia e depressione) e performance uditive in pazienti adulti portatori di impianto cocleare (IC). Lo scopo era identificare i predittori degli esiti dell’acufene post-impianto e valutarne le implicazioni riabilitative.
Metodi: È stato condotto uno studio caso-controllo nidificato su 50 pazienti adulti portatori di IC (63 orecchie), suddivisi in un gruppo studio (GS) con sintomi persistenti di acufene post-impianto e due gruppi di controllo: gruppo di controllo 1 (GC1; acufene risolto dopo l’impianto) e gruppo di controllo 2 (GC2; assenza di storia di acufene). Le variabili audiologiche includevano la soglia audiometrica media in campo libero (SF-PTA) e la percezione del linguaggio in condizioni di silenzio e rumore (Italian Matrix Sentence Test, It-Matrix). La valutazione dell’impatto dell’acufene e dei sintomi soggettivi legati alla tolleranza al suono è stata effettuata tramite il Tinnitus Handicap Inventory (THI) e il Khalfa Hyperacusis Questionnaire (KQ). I fattori psicologici esaminati comprendevano ansia di stato e di tratto (STAI-Y 1-2) e sintomi depressivi (Beck Depression Inventory-II, BDI-II). È stata condotta un'analisi dei cluster al fine di identificare sottogruppi con profili clinici distinti.
Risultati: Nel gruppo studio, il 35,3% dei pazienti ha mostrato un miglioramento del grado di THI, il 47,1% è rimasto stabile e il 17,6% ha evidenziato un peggioramento. L’iperacusia era presente nel 64,7% del GS e risultava significativamente associata a punteggi elevati in STAI-Y e BDI-II, nonché a performance peggiori nel test It-Matrix. Le soglie SF-PTA nell’orecchio impiantato, compreso l’orecchio con miglior performance nei pazienti bilateralmente impiantati, correlavano negativamente con la gravità, la percezione di intensità e il fastidio dell’acufene, nonché con lo stress psicologico misurato da STAI-Y e BDI-II. Il punteggio It-Matrix mostrava una correlazione positiva sia con lo stress psicologico sia con la severità dell’intolleranza all’intensità dello stimolo elettrico. L'analisi di cluster ha creato tre sottogruppi con profili differenti: uno con soglie SF-PTA peggiori della media e marcata iperacusia, ma con lieve disagio da acufene e sintomi psicologici minimi; uno con esiti uditivi favorevoli (acufene e iperacusia bassi, soglie SF-PTA ottimali) ed esiti psicologici favorevoli; e uno con scarse prestazioni uditive, moderata disabilità da acufene, iperacusia significativa ed elevato disagio emotivo.
Conclusioni: L’acufene persistente e l’iperacusia rappresentano ancora sfide cliniche rilevanti in una sottopopolazione di utenti con IC, in particolare nei casi caratterizzati da asimmetria uditiva e comorbidità psicologiche. Una scarsa percezione del parlato nel rumore può ulteriormente aggravare il disagio emotivo. L’analisi dei cluster evidenzia l’eterogeneità dei pazienti con IC e sostiene l’importanza di un approccio riabilitativo personalizzato e multidisciplinare, specialmente per coloro che presentano quadri sintomatologici complessi e necessitano di un’integrazione tra supporto psicologico e gestione audiologica. Questi risultati rafforzano la necessità di strategie riabilitative individualizzate, che includano lo screening psicologico e la programmazione personalizzata del IC, al fine di migliorare gli esiti a lungo termine e la qualità della vita.