Ilaria Olimpico è dottoranda in Peace Studies presso Sapienza Università di Roma, con una borsa di studio dell’Università per Stranieri di Perugia.
Nel 2004, si è laureata con lode in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, con una tesi in Islamistica.
La sua ricerca di dottorato si colloca all’intersezione tra sociologia e pedagogia, esplorando l’emergere di una “terza narrazione” nel contesto israelo-palestinese e indagandone le tensioni etiche e le possibilità pedagogiche all’interno di un conflitto segnato da profonde asimmetrie. La sua ricerca si concentra sulla Joint Memorial Ceremony, promossa da Combatants for Peace e dal Parents Circle Families Forum.
La sua domanda profonda è: come possiamo radicarci nella giustizia senza perdere la compassione? Come possiamo ampliare la nostra compassione senza compromettere la giustizia?
Nel suo percorso di dottorato porta un approccio fondato sul 'pensare-con' e sul 'ricercare-con', integrando oltre quindici anni di esperienza nella facilitazione di gruppi. Ha sviluppato il framework metodologico “Stories That Reconnect”, che integra Work That Reconnects, Focusing, Theory U e the Systems View of Life, attraverso pratiche di presenza incarnata e arti sociali (Teatro dell’Oppresso, Social Presencing Theatre, narrazione partecipata, scrittura poetica).
Ha collaborato con il CISP presso l’Università di Pisa, il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze e la Würzburg-Schweinfurt University of Applied Sciences (FHWS). Ha lavorato come facilitatrice e consulente per ANCI Umbria nell’ambito dei progetti europei FAMI dedicati alla trasformazione dei conflitti, all’inclusione sociale e al rafforzamento delle competenze.
Negli ultimi anni ha progettato e facilitato workshop internazionali, sia online che in presenza, in collaborazione con facilitatori come Elena Boukouvala, Arundhati Samudra e il suo mentore Héctor Aristizábal.
Il lavoro di Ilaria esplora le esperienze attraverso la lente dell’apprendimento profondo e delle possibilità di ‘becoming with each other’. In un tempo in cui le narrazioni politiche spesso rafforzano separazione e polarizzazione, e in cui il discorso pubblico è sempre più plasmato da narrazioni disumanizzanti, si impegna a rendere visibili 'storie di connessione, compassione e coraggio'.