Giuseppe Maglione è Professore Associato in Criminologia e Direttore della Restorative Justice Clinic presso la University of Kent (Regno Unito). Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra giustizia riparativa, studi critici sul conflitto, criminologia e teoria politica. La sua ricerca ha contribuito in particolare allo sviluppo di una lettura politica della giustizia riparativa, interrogandone le genealogie, i processi di istituzionalizzazione e il potenziale trasformativo. I suoi lavori sono apparsi, tra le altre, su Critical Criminology, European Journal of Criminology, Criminology & Criminal Justice e Social & Legal Studies.
È autore di Restorative Justice and Contemporary Political Theory: Critical Encounters e co-curatore, con Ian Marder e Brunilda Pali, di Restorative Justice at a Crossroads: Dilemmas of Institutionalisation, entrambi pubblicati da Routledge nel 2024. È stato visiting researcher presso la Fondation Maison des sciences de l'homme di Parigi, la University of Cambridge, la University of Oslo, KU Leuven e il Max Planck Institute di Friburgo, e dal 2020 al 2022 ha fatto parte del Research Committee dell’European Forum for Restorative Justice.
Attualmente dirige il progetto finanziato dall’Arts and Humanities Research Council (AHRC) Scaling Restorative Micro-Practices: Strategic Engagement for Developing Cross-Sector Models of Everyday Democratic Conflict Transformation, dedicato allo sviluppo di modelli di trasformazione democratica dei conflitti attraverso pratiche riparative. È inoltre Co-Investigator del progetto finanziato dalla British Academy, Innovative Approaches to Justice in Brazil: An Inclusive Writing Workshop Series, un’iniziativa internazionale dedicata allo sviluppo e alla valorizzazione di prospettive innovative sulla giustizia in Brasile.
La sua attività accademica è strettamente intrecciata alla pratica. Ha lavorato come mediatore vittima-autore di reato e mediatore di comunità e sviluppa e conduce percorsi di formazione sulla giustizia riparativa, la trasformazione dei conflitti e la gestione del danno per organizzazioni pubbliche e private. Ha collaborato con forze di polizia, servizi sociali, professionisti sanitari e altre organizzazioni in Italia, Norvegia e Regno Unito. La sua attività combina così ricerca critica, formazione e pratica della trasformazione dei conflitti, esplorando possibilità di risposta al danno e alla violenza alternative a logiche punitive e coercitive.