GIUSEPPE FURIA

Dottore di ricerca

ciclo: XXXVIII


supervisore: Corrado De Vito

Titolo della tesi: Frequent User in Pronto Soccorso: analisi del profilo e potenziali strategie preventive sul territorio attraverso le nuove piattaforme digitali e le COT distrettuali

Introduzione: Negli ultimi decenni, il progressivo invecchiamento della popolazione e i maggiori livelli di urbanizzazione e inquinamento hanno determinato un aumento del numero di pazienti affetti da malattie croniche, con un impatto significativo sull'utilizzo dei servizi sanitari, in particolare dei Pronto Soccorso (PS). I Frequent User (FU) sono pazienti che si rivolgono ripetutamente e in modo inappropriato al PS con sintomi di lieve entità che potrebbero essere trattati al di fuori del setting ospedaliero. Questo studio, preceduto da una analisi estensiva della letteratura, mira a identificare le caratteristiche cliniche e sociali dei FU adulti e pediatrici in un'ASL romana, quantificare e confrontare la variazione nella probabilità di essere FU adulto attribuibile ai Medici di Medicina Generale e ai Distretti Sanitari, creare una mappa geografica della concentrazione dei FU adulti nel territorio della ASL Roma 1 e descrivere uno studio pilota sugli interventi mirati che una ASL può mettere in atto attraverso i nuovi modelli di gestione delle cronicità. Un ulteriore sotto progetto è stato sviluppato in itinere lo studio dell’associazione con il fenomeno dei Bed Blocker in due reparti pilota di un ospedale della ASL Roma 1. Il progetto è stato autorizzato dal DPO aziendale e dal Comitato Etico “Lazio 1”. Metodi: Il Sistema Informativo di Emergenza Sanitaria e un database automatizzato dei residenti nella Regione Lazio sono stati utilizzati per la raccolta dati. Il record linkage con altre piattaforme è stato effettuato con codici identificativi anonimi e automaticamente deidentificati. È stata generata una tabella di conversione che è stata poi eliminata, dando ai ricercatori l’accesso solo a dati completamente anonimizzati. Sono stati criptati dati sullo stato socioeconomico dei pazienti e le caratteristiche dei loro accessi, sulle loro condizioni cliniche e la loro distribuzione nel territorio, usando la suddivisione in Zone Urbanistiche. Diverse soglie di FU (≥4, 5, 7 o 10 accessi/anno) sono state utilizzate per le analisi descrittive. Un'analisi logistica univariata e un modello logistico multilivello sono stati eseguiti per le analisi inferenziali. Risultati: Un totale di 89.036 individui si sono rivolti ad almeno uno dei 13 PS inclusi nello studio. La malattia mentale era presente nel 2,6% dei non-FU rispetto al 7,6% dei FU con ≥4 accessi. L’effetto più significativo è risultato correlato alla presenza di molteplici condizioni croniche. Maggiore è la complessità clinica del paziente, maggiore è l’OR per essere un FU. I MMG non sembrano avere un ruolo essenziale nel determinare il comportamento dei FU (MOR 1,18, Wald p=0,061), e non è stato riscontrato alcun effetto significativo neanche da parte dei Distretti (MOR 1,05, Wald p=0,127). Relativamente al progetto pilota, 62 pazienti hanno accettato di partecipare al progetto e, nel corso del 2024, 51 pazienti (82.2% del campione) ha effettuato meno di 4 accessi, passando per definizione a non-FU, pur non essendo tisultati estendibili alla popolazione totale considerando l’esiguità del campione. Conclusioni: questo studio può essere considerato un primo passo verso lo sviluppo di strategie specifiche di salute pubblica volte a migliorare l’utilizzo appropriato dell’assistenza sanitaria per popolazioni e comunità specifiche. La quantificazione e la caratterizzazione delle dimissioni ritardate nei reparti di degenza e degli accessi dei FU in PS può aiutare i decisori politici a decidere il modo più ottimale per l’allocazione delle risorse durante la programmazione sanitaria dei sistemi sanitari, nella continua ricerca di fornire a ciascun paziente il giusto contesto di cura, anticipando i bisogni di specifici gruppi o categorie degli stessi.

Produzione scientifica

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