GIULIA ROSSI

Dottoressa di ricerca

ciclo: XXXVIII



Titolo della tesi: Cross-Cultural Adaptation and Psychometric Evaluation of Tools for Language, Voice and Swallowing Disorders

ABSTRACT I disturbi neurologici e muscoloscheletrici spesso comportano menomazioni persistenti che influenzano la capacità di una persona di svolgere le attività quotidiane. Misure di esito accurate e affidabili sono essenziali per valutare l’impatto di queste menomazioni, monitorare i cambiamenti e guidare le strategie riabilitative. Questa tesi di dottorato ha mirato a promuovere lo sviluppo, la validazione e l’applicabilità clinica di misure di esito per persone con condizioni neurologiche e muscoloscheletriche, con particolare attenzione alla comunicazione, alla deglutizione e alla funzione cervicale. La ricerca si è basata sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) ed è stata guidata dalle linee guida COSMIN per la valutazione delle proprietà di misura. Il primo studio ha validato la versione italiana della Mann Assessment of Swallowing Ability (MASA-IT) in persone con malattia di Parkinson, confermandone le solide proprietà psicometriche per l’uso clinico. Il secondo studio ha riguardato l’adattamento transculturale del Vocal Fatigue Index (VFI-I), uno strumento di autovalutazione per misurare la fatica vocale. I risultati hanno confermato una struttura fattoriale stabile e una buona validità di costrutto. Il terzo studio è stata una revisione sistematica delle valutazioni dell’afasia, evidenziando la scarsità di strumenti con adeguata validazione psicometrica e fornendo indicazioni a clinici e ricercatori sui loro punti di forza e limiti. Il quarto studio si è concentrato sulla validazione italiana del Munich Dysphagia Test (MDT-IT), uno strumento ampiamente utilizzato per valutare la disabilità correlata al collo. Lo studio ha confermato la sua unidimensionalità, affidabilità e responsività, rafforzandone la rilevanza clinica sia in ambito muscoloscheletrico che neurologico. Nel complesso, questi studi supportano l’uso di misure di esito robuste, standardizzate e culturalmente adattate nella riabilitazione, migliorando la cura centrata sulla persona e la comunicazione interdisciplinare. Evidenziano inoltre l’importanza del rigore metodologico nello sviluppo e nella validazione di strumenti che catturino in modo accurato la funzione, la partecipazione e la qualità della vita in popolazioni diverse.

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