Titolo della tesi: Invisible Leaders, Visible Gaps: Social Representations and Gender Disparities in Italy’s Third Sector
Le disuguaglianze di genere si identificano come una delle sfide sociali e di ricerca più complesse, influenzando non solo le istituzioni e le politiche pubbliche, ma anche le norme culturali e i sistemi simbolici di potere. Il Terzo Settore italiano—l'insieme di organizzazioni impegnate nell’inclusione, nella solidarietà e nella giustizia sociale—offre un terreno di studio particolarmente unico nel suo genere. Nonostante la loro missione esplicita di promuovere l’equità, queste organizzazioni riflettono spesso significative asimmetrie di genere interne, in particolare riguardo la possibilità per le donne di accedere ai ruoli apicali e di leadership.
Questo lavoro di tesi indaga come il genere venga rappresentato e "negoziato" all’interno del Terzo Settore, utilizzando come quadro analitico principale la Teoria delle Rappresentazioni Sociali (Moscovici, 1984). Questa prospettiva teorica consente di comprendere come credenze collettive e norme profondamente radicate definiscano categorie, stabilizzino gerarchie e plasmino le culture organizzative, fungendo così sia da vincolo sia da fattore catalizzatore per il cambiamento.
La base empirica di questo studio si fonda su una ricerca multi-fase (2023–2025) realizzata nell’ambito del progetto formativo FQTS (Formazione Quadri del Terzo Settore), integrando forum partecipativi ed interviste con donne dirigenti e leader di organizzazioni. I risultati delineano un quadro dualistico: da un lato, permangono sfide consolidate—quali stereotipi persistenti, asimmetrie di potere e l’influenza delle strutture familiari tradizionali persino sulle dinamiche organizzative; dall’altro, emergono prospettive trasformative, soprattutto tra le donne e i partecipanti più giovani, che enfatizzano l’intersezionalità, approcci di training innovativi e immaginari organizzativi alternativi. Si osserva un’asimmetria di genere significativa: le donne tendono ad immaginare e sostenere prospettive future alternative, mentre gli uomini spesso inquadrano la disuguaglianza come un problema persistente, più che come un ambito su cui intervenire.
Uno tra i contributi originali di questa tesi è lo sviluppo di Piani per l’Uguaglianza di Genere (GEP) specificamente progettati per le organizzazioni del Terzo Settore, con il fine di allineare le strutture organizzative con le missioni dichiarate di giustizia, inclusione e parità. Integrando teoria, evidenze empiriche di ricerca e innovazione pratica, questo lavoro posiziona l’uguaglianza di genere non solo come questione di equità interna alle organizzazioni, ma come condizione fondamentale per la legittimità e la credibilità stessa della vita democratica e organizzativa.