Titolo della tesi: Lo specchio infranto. Il teatro di Vitaliano Brancati e Giovanni Testori alle prese con la censura (1944-1962)
A partire dai documenti inediti conservati nel Fondo Revisione Teatrale dell’Archivio Centrale dello Stato, la tesi affronta un tema poco frequentato dalla critica: la censura in Italia nel secondo dopoguerra. Il primo capitolo è dedicato alle leggi che hanno regolato la censura dall’Unità d’Italia fino agli anni Sessanta del Novecento: oltre alla censura editoriale e teatrale, non è stata trascurata quella che coinvolse il cinema, la radio e la televisione; accanto alla censura civile, è stata presa in considerazione anche quella vaticana. Nel secondo e nel terzo capitolo vengono analizzati due casi di studio per certi versi opposti e complementari: il siciliano Vitaliano Brancati e il lombardo Giovanni Testori, dei quali viene ripercorsa la censura delle opere sottoposte a revisione. Seguono sei appendici, quattro delle quali riguardano il fenomeno censorio nella sua complessità: un prospetto di 208 copioni non approvati, l’elenco di tutte le opere sottoposte a censura da parte di cinque autori scelti (Bassani, Brancati, Pasolini, Moravia e Testori), l’inventario parziale del Fondo Revisione Teatrale e un prospetto della censura di alcune opere cinematografiche interessanti da un punto di vista letterario (approntato sfruttando il database Italia taglia). Infine, è stata allestita l’edizione di tutti i documenti afferenti alla censura di Vitaliano Brancati conservati nel Fondo Revisione Teatrale e l’edizione degli otto copioni de L’Arialda conservati in Archivio, che attestano le tre distinte redazioni della commedia sottoposte agli uffici governativi.