Titolo della tesi: Per una definizione di ironia architestuale. Una prospettiva semiotica sull’ironia tra verbale e intertestuale
La presente ricerca intende sviluppare un quadro teorico-metodologico per esaminare una peculiare tipologia di ironia – qui definita “ironia architestuale” – in cui un testo risulta ironico anche se estrapolato dal contesto originario. In questi casi, le caratteristiche ironiche del testo sembrerebbero incorporate nella configurazione discorsiva stessa, senza richiedere la conoscenza della situazione enunciativa per risalire all’intento ironico. Tali occorrenze, finora poco indagate, entrano in contrasto col presupposto condiviso secondo cui l’ironia sarebbe un fenomeno eminentemente pragmatico, fondato sull’ancoraggio al contesto e ai parlanti in modo imprescindibile. La tesi principale che si intende verificare è se la dimensione contestuale possa essere assolta non soltanto da un contesto concreto, ma anche dall’intertestualità, intesa non solo come rete di rapporti tra i testi ma come l’insieme degli usi discorsivi sedimentati nella lingua, che risuonano nei testi che i parlanti producono.
Dopo una rassegna critica delle principali teorie dell’ironia e una delimitazione rispetto a fenomeni limitrofi come la comicità e la menzogna, la ricerca mette a punto un modello teorico in grado di ricomprendere ironia architestuale e ironia verbale come due declinazioni complementari di una stessa strategia semiotica. Integrando un approccio demauriano, il dialogismo bachtiniano, la semiotica interpretativa echiana e la transtestualità genettiana, si giunge a interpretare l’ironia come una forma metapragmatica strettamente connessa alla proprietà di indeterminatezza semantica; nella sua veste architestuale, nello specifico, essa sfrutta l’intrinseca polifonia delle espressioni discorsive esibendone il carattere non neutrale. Vengono richiamate forme rappresentative convenzionali, allo scopo di attivare nel ricevente delle aspettative sul testo sistematicamente disattese, rivelando così le regole e i presupposti su cui si fonda la forma testuale violata. La proposta teorica è verificata mediante l’analisi di una casistica selezionata di testi appartenenti a diverse semiotiche, secondo un approccio ermeneutico attento ai singoli casi, incentrato sulla strategia dominante intesa come progetto formale che rende percepibile la norma architestuale messa in questione.