EMMA BODOASCA

Dottoressa di ricerca

ciclo: XXXVIII


supervisore: Prof.ssa Laura Borgogni

Titolo della tesi: Promoting Workplace Well-Being: an Integrated View on Personal Perspectives, Social Context, and Work Arrangements

Il benessere lavorativo è il risultato di processi che si sviluppano a livello individuale, relazionale e organizzativo, nonché del modo in cui il lavoro viene strutturato e concretamente svolto. In questa prospettiva, la presente tesi di dottorato propone una lettura integrata del workplace well-being, esaminandone determinanti complementari riconducibili alla sfera personale, al contesto sociale e alle configurazioni del lavoro. Il Capitolo 1 approfondisce il livello individuale attraverso l’introduzione delle Work Cognitive Personal Demands (WCPD), definite come modalità di interpretare la realtà rigide e disfunzionali che possono amplificare l’intensità percepita delle richieste lavorative e, al contempo, ostacolare il riconoscimento e la mobilitazione delle risorse. Attraverso due studi condotti su 1.029 lavoratori, il Work Cognitive Personal Demands Questionnaire, composto da 24 item, ha mostrato una solida struttura a sei fattori, adeguati livelli di affidabilità ed evidenze di invarianza di misura, mostrando inoltre associazioni teoricamente coerenti con le risorse personali, il burnout, il benessere e la performance auto-valutata. Il Capitolo 2 si concentra sul livello relazionale, analizzando in che modo l’esposizione al burnout altrui influisca sul funzionamento interpersonale all’interno dei team. In linea con prospettive Emotions-as-Social-Information e Strength and Vulnerability Integration, uno studio multilivello condotto su 337 lavoratori appartenenti a 53 team ha mostrato che la prevalenza del burnout, sia nella sua percezione individuale sia nella sua configurazione come clima di team, risultava positivamente associata allo strain interpersonale. Inoltre, il safety-seeking, inteso come strategia interpersonale di regolazione emotiva orientata alla ricerca di rassicurazione, attenuava tale associazione a livello individuale, con effetti protettivi più marcati tra i lavoratori più giovani rispetto a quelli più anziani. Il Capitolo 3 affronta il livello organizzativo, esaminando le condizioni in cui le forme di flessibilità lavorativa divengono soddisfacenti nel tempo. In uno studio longitudinale a tre rilevazioni, sviluppato nell’arco di un anno (N = 359), la crafting leadership ha predetto incrementi nel time-spatial job crafting dei lavoratori. Tuttavia, soltanto lo space crafting ha mediato la relazione tra crafting leadership e successiva soddisfazione per la flessibilità lavorativa, e tale effetto indiretto è emerso principalmente nei casi di maggiore utilizzo della settimana lavorativa compressa. Nel complesso, la tesi evidenzia come il mantenimento di un benessere lavorativo sostenibile richieda un’azione coerente e integrata tra livelli diversi: promuovere una maggiore flessibilità cognitiva nei processi di appraisal del lavoro, prevenire la formazione di climi di burnout che compromettono la qualità delle relazioni, e sostenere l’adattamento proattivo alle condizioni di flessibilità attraverso forme di leadership supportiva e pratiche orientate alla costruzione di risorse.

Produzione scientifica

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