ELENA PAUDICE

Dottoressa di ricerca

ciclo: XXXIII


supervisore: Prof. Claudia Mattogno
relatore: Dott. Fiorenzo Fumanti

Titolo della tesi: Paesaggi Interrotti. La rigenerazione delle cave dismesse

La ricerca verte intorno al tema della rigenerazione delle cave dismesse, ritenuti dei luoghi fragili che testimoniano l’azione invasiva e spesso incontrollata dell’uomo sul paesaggio. Un’azione che ha lasciato dei “vuoti”, dei luoghi in attesa di un’opera di rigenerazione. Le cave dismesse possono diventare dei nuovi paesaggi, che raccontano la storia sociale ed economica dei luoghi ma possono anche simboleggiare delle “ferite” che persistono nel territorio e possono diventare un elemento di degrado quando vengono utilizzate come discariche non autorizzate. Sul territorio italiano sono state censite circa 14.000 cave dismesse, ogni comune ne ha in media una, un luogo arido da ripensare, che non sempre risulta essere opportuno riportare al suo stato originario, poiché è ormai divenuto elemento caratterizzante di quel territorio, come nel caso delle cave dismesse di travertino situate nei comuni di Tivoli e di Guidonia. Nell’area di Tivoli e di Guidonia, sin dall’antichità viene estratto il travertino romano, un materiale pregiato esportato in tutto in mondo. L’estrazione del travertino, avveniva, e avviene, attraverso la coltivazione a cielo aperto, una tipologia di estrazione che ha frammentato tutto il territorio fino al fiume Aniene. Il paesaggio che circonda questi siti è molto vario, poiché è composto da nuclei urbani sviluppatisi nel tempo, dove emergono elementi di valore storico-archeologico, alternati a terreni agricoli e ad ambienti di alto valore naturalistico. Per accedervi bisogna percorrere la strada regionale Tiburtina, che rappresenta una sottile linea di riconnessione territoriale. Le autorizzazioni all’estrazione prevedono che al termine delle attività le cave siano colmate e restituite all’uso precedente, ma tali disposizioni sono difficilmente realizzabili per carenza dei materiali di riempimento. Ciò è reso ancora più complicato dall’esistenza di diverse cave abbandonate prima dell’entrata in vigore della Legge regionale. È quindi necessario ipotizzare modalità alternative di gestione e rigenerazione delle cave dismesse, che dovrebbero interessare l’intero bacino estrattivo. Solo negli ultimi anni, i due comuni interessati stanno cercando di pianificare delle azioni concordanti per tutelare al meglio l’ambiente. La ricerca mira ad attribuire il giusto valore paesaggistico ed economico alle cave dismesse del bacino di travertino pianificando la gestione e l’evoluzione delle cave attive adiacenti. Attraverso lo studio delle metodologie di recupero, si vuole trasformare questo luogo emblematico e complesso da punto di frattura a luogo di riconnessione ambientale e paesaggistica.

Produzione scientifica

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