Titolo della tesi: LA RESIDENZA FISCALE COME MISURA DI APPARTENENZA. EVOLUZIONE SISTEMICA E PROSPETTIVE NEL DIRITTO ITALIANO E INTERNAZIONALE
Nel riconoscere alla residenza fiscale il ruolo di misura giuridica dell’appartenenza tra individuo e comunità statale, il presente elaborato indaga la trasformazione dell’istituto da nozione statica e formalistica a categoria dinamica e sistemica del diritto tributario contemporaneo. Essa analizza la residenza come spazio di incontro tra forma e sostanza, tra sovranità fiscale e libertà individuale, nella consapevolezza che la sua qualificazione incide sull’effettiva estensione del vincolo solidaristico che lega il contribuente allo Stato.
Attraverso una ricostruzione storico-sistematica, la ricerca ripercorre l’evoluzione del modello italiano – dalle radici civilistiche alle innovazioni introdotte dal D.lgs. 27 dicembre 2023, n. 209 – evidenziando la progressiva tensione tra certezza giuridica e accertamento sostanziale. L’indagine si estende poi al piano comparato, confrontando la disciplina italiana con i principali modelli stranieri (Statutory Residence Test britannico, Substantial Presence Test statunitense, sistemi tedesco, francese e giapponese), nonché con i principi OCSE e dell’Unione europea, al fine di individuare criteri oggettivi e parametrici idonei a ridurre la discrezionalità interpretativa e a rafforzare la prevedibilità del diritto.
Un ulteriore livello di approfondimento è relativo al nesso tra residenza fiscale e global mobility. Le nuove forme di lavoro transnazionale, la digitalizzazione dell’economia e la nascita della “residenza ibrida” sollecitano una revisione del concetto stesso di territorialità fiscale. Da tale analisi emergono le criticità del sistema italiano – l’assenza di un test strutturato, la commistione tra categorie civilistiche e tributarie, la natura elusiva del criterio del centro degli interessi vitali – che suggeriscono l’esigenza di un ripensamento volto a conciliare, in modo più equilibrato, la potestà impositiva e la tutela dell’affidamento del contribuente.
In prospettiva propositiva, la tesi delinea un modello dinamico e integrato di residenza fiscale, fondato su indicatori oggettivi e verificabili e su un coordinamento multilivello con gli standard internazionali. Tra le proposte figurano l’introduzione di un test strutturato di residenza, regole pro-rata per i trasferimenti infra-annuali, la valorizzazione della “residenza digitale” e la progressiva costruzione di un quadro europeo armonizzato.
L’elaborato giunge infine a una concezione moderna della residenza fiscale come strumento di equilibrio tra sovranità e cooperazione, certezza e giustizia sostanziale, appartenenza e libertà. L’istituto, lungi dall’essere un mero criterio tecnico d’imposta, diventa il punto di contatto tra individuo e ordinamento, tra diritto e realtà, riflesso giuridico dell’identità economica nell’età della mobilità globale.