CHIARA RICCIONI

Dottoressa di ricerca

ciclo: XXXVII


supervisore: Prof.ssa Laura Di Giunta

Titolo della tesi: “Parental Emotion Socialization and Children’s Socio-Emotional Adjustment”.

La presente tesi esplora la relazione tra socializzazione emotiva genitoriale (parental emotion socializaton; PES) e lo sviluppo socio-emotivo dei bambini in contesti culturali differenti. Attraverso l'analisi della struttura della scala Emotion as a Child (EAC) e delle relazioni tra le strategie genitoriali e l'adattamento dei bambini, questo lavoro contribuisce a una comprensione più profonda del ruolo della socializzazione emotiva nella regolazione emotiva e nello sviluppo psicologico, in particolare nel contesto di programmi di intervento come V-Robotator. Il primo studio si concentra sulla validazione della scala "Emotion as a Child" (EAC; Magai, 1997), esaminando come i genitori in Italia e in Colombia rispondano alla rabbia e alla tristezza dei propri figli. Nonostante l'uso diffuso nella ricerca internazionale per misurare la socializzazione emotiva genitoriale (Eisenberg et al., 1998), la scala non era stata adeguatamente validata in contesti culturali differenti. Lo studio ipotizza che l'analisi fattoriale confermativa rivelerà due fattori distinti — pratiche genitoriali di supporto e non supporto — per entrambe le emozioni, offrendo una validazione interculturale della scala. Il secondo studio indaga la relazione tra PES e l'adattamento socio-emotivo dei bambini. Si ipotizza che i bambini i cui genitori utilizzano strategie non supportive di socializzazione emotiva presentano livelli più elevati di problemi internalizzanti ed esternalizzanti. Lo studio sottolinea l'associazione tra strategie genitoriali meno supportive e difficoltà nella regolazione emotiva e nell'adattamento comportamentale dei bambini. Infine, il terzo studio esamina il ruolo moderatore della PES nell'efficacia del programma di intervento V-Robotator, che mira a migliorare le competenze socio-emotive dei bambini attraverso attività di gruppo facilitate da un agente virtuale. Si ipotizza che i bambini provenienti da ambienti familiari meno supportivi trarranno maggiori benefici dall'intervento, sostenendo la teoria della plasticità differenziale e mettendo in evidenza il potenziale degli interventi mirati per i bambini più vulnerabili.

Produzione scientifica

Connessione ad iris non disponibile

© Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma