Thesis title: Pensare una diversa ricostruzione. Costruire in muratura nell'Appennino Centrale.
Questo lavoro nasce dal bisogno di rispondere ad una domanda che, seppur ampia, rappresenta il punto di d’incontro di tutte le analisi che seguiranno: è possibile pensare una diversa ricostruzione?
Una ricostruzione che non metta al centro il profitto ma i bisogni primari quali la mitigazione dei rischi, la vivibilità, la conoscenza, la solidarietà e il supporto reciproco.
Le direttrici di questo lavoro sono quindi due: comprendere e analizzare da un lato, proporre e sperimentare dall’altro. Gli argomenti che vengono trattati tendono un filo tra le tecniche costruttive tradizionali, in uso nell’Appennino Centrale, e il modo in cui si gestisce l’organizzazione di un cantiere, studiando inoltre come migliorare il comportamento degli edifici.
Su tali questioni si articola questo lavoro, che vuole tenere insieme l’analisi materiale del costruito in muratura, il modo in cui veniva costruito dalla comunità e quello che potrebbe essere fatto oggi, con tecniche che migliorerebbero il comportamento degli edifici riducendo i rischi connaturati alle strutture in muratura e al contempo tessendo intorno al costruire nuovi rapporti sociali.
Oggetto di questa ricerca sono le aree interne dell’Appennino Centrale, il cosiddetto cratere sismico, con le sue molteplici specificità e quanto detto sopra è stato importante nella strutturazione di questo lavoro per mettere a sistema le caratteristiche del territorio.
La tesi è strutturata in tre capitoli.
Il primo dedicato alle costruzioni tradizionali in muratura dell’Alta Valle del Tronto, ai rilievi e alle catalogazioni di queste, nonché alla valutazione qualitativa e quantitativa della qualità muraria.
Il secondo capitolo è dedicato all’autocostruzione, con particolare riferimento al quadro normativo italiano e alle pratiche di costruzione collettiva, che hanno avuto luogo nelle fasi post terremoto, sia nel Centro Italia che in altre zone del paese, mettendole in relazione con i racconti di vita di diverse persone che hanno attivato processi di questo tipo.
Infine, il terzo capitolo tratta dello studio di una tecnica tradizionale tipica di numerosi territori ad elevato rischio sismico: il cordolo ligneo. Questo elemento strutturale viene studiato perché è considerato una possibile tecnica da introdurre per una ricostruzione che non solo non tradisca il costruito tradizionale, ma che - con lievi modifiche - possa rendere accessibile e di semplice applicazione un metodo efficace di consolidamento che può essere eseguito in autocostruzione.