Titolo della tesi: Unbalanced Dependency in Intimate Relationships: Developmental Pathways to Affective Vulnerability and Risk of Intimate Partner Violence
La violenza nelle relazioni intime (IPV) rappresenta un rilevante problema di salute pubblica, in cui la disregolazione della dipendenza interpersonale e dell’aggressività svolge un ruolo cruciale. Questa tesi raccoglie tre studi che, in modo complementare, chiariscono gli antecedenti evolutivi, le basi di misurazione e i meccanismi che collegano la disregolazione della dipendenza al rischio di IPV.
Il primo studio esamina due profili di dipendenza opposti ma speculari—Dipendenza Affettiva Patologica (PAD) e Paura dell’Intimità (FoI)—in relazione ad attaccamento adulto, esperienze relazionali precoci con i genitori, vergogna e paranoia. La PAD risulta specificamente associata all’attaccamento timoroso; la FoI, invece, è positivamente associata all’attaccamento evitante e negativamente a quello sicuro. Sul piano genitoriale, l’ipercontrollo si collega alla PAD attraverso la vergogna, mentre l’indifferenza si collega alla FoI attraverso la paranoia. Nel complesso, emergono due traiettorie di dipendenza scarsamente regolata, con differenti rappresentazioni di sé e dell’altro.
Il secondo studio propone una revisione sistematica degli strumenti per la valutazione della gelosia, analizzandone affidabilità, validità e utilità nei diversi contesti. Pur evidenziando buone proprietà psicometriche per molte misure, l’eterogeneità concettuale—rispetto a trigger, funzioni e conseguenze relazionali—limita il confronto tra strumenti e ostacola l’individuazione dei meccanismi psicologici alla base delle forme patologiche di gelosia e del rischio di IPV. Si sottolinea la necessità di strumenti più integrati e teoricamente coerenti.
Il terzo studio testa un modello che collega PAD e FoI all’aggressività internalizzata e esternalizzata tramite gelosia e vendetta. La PAD è associata sia alla gelosia comportamentale sia a quella cognitiva; la FoI si associa soprattutto alla gelosia cognitiva. Entrambe le forme di gelosia si legano a maggiori motivazioni di vendetta, a loro volta associate a livelli più elevati di aggressività; la gelosia comportamentale mostra inoltre effetti diretti sull’aggressività. Ne deriva che la vendetta alimentata dalla gelosia costituisce una via prossimale tra disregolazione della dipendenza ed esiti aggressivi.
Nel complesso, i risultati convergono su tre punti: (1) precursori evolutivi distinti di PAD e FoI; (2) lacune di misurazione che ostacolano un’adeguata valutazione della gelosia come fattore di rischio per IPV; (3) percorsi differenziati ma convergenti dall’alterata regolazione della dipendenza all’aggressività attraverso gelosia e vendetta. Queste evidenze indicano dei target clinici modificabili—tendenze di monitoraggio/controllo, ruminazione sospettosa e motivazione alla vendetta—e supportano strategie preventive mirate a ridurre la vulnerabilità relazionale e il rischio di IPV.