SILVIA BUSSONE

Dottoressa di ricerca

ciclo: XXXIV



Titolo della tesi: Correlati Psico-biologici di Esperienze Infantili Avverse e di Rischio Psicopatologico: il ruolo dell’Heart Rate Variability e del Comportamento non Verbale

Background L’esposizione durante l’infanzia e l’adolescenza a maltrattamento e a relazioni traumatizzanti (ACEs), può incrementare il rischio psicopatologico nel corso della vita. Tuttavia i meccanismi sottostanti tale relazione rimangono ancora poco chiari. Le ACEs sono in grado di incrementare il rischio psicopatologico attraverso l’alterazione delle normali traiettorie di sviluppo psicobiologico, con ricadute anche sui sistemi comportamentali. Tra i sistemi maggiormente sollecitati dalle ACEs troviamo il sistema nervoso autonomo (SNA), la cui funzionalità è stata operazionalizzata mediante il costrutto dell’Heart Rate Variability (HRV), in grado di spiegare alterazioni comportamentali in individui esposti a stress cronici. In letteratura bassi livelli di HRV sono stati legati ad esiti psicopatologici, mentre elevati livelli di HRV ad una maggiore plasticità adattiva. Tra le alterazioni comportamentali più comuni, invece, troviamo quelle a carico del comportamento non verbale, in grado di prevedere la gravità delle alterazioni funzionali legate alla psicopatologia e l’esito del trattamento. Appare quindi chiaro che le ACEs abbiano un impatto a livello organico, che si riversa su alterazioni comportamentali alla base di molteplici psicopatologie. Obiettivi Dunque, l’obiettivo del presente lavoro è quello di analizzare alterazioni a carico dell’attività del SNA ed alterazioni comportamentali in individui esposti ad ACEs, per valutare come esse vadano a prevedere il rischio psicopatologico in tale popolazione. Per poter adempiere a tali obiettivi proponiamo in questa tesi 3 studi: • Studio 1, con l’obiettivo di comprendere se le ACEs abbiano un impatto su un abbassamento nei livelli di HRV, e come essi vadano poi a prevedere il rischio psicopatologico in tale popolazione; • Studio 2, con l’obiettivo di comprendere come le ACEs favoriscano l’insorgenza di comportamenti non verbali maladattivi, e come essi vadano poi a prevedere il rischio psicopatologico in tale popolazione; • Studio 3, con l’obiettivo di analizzare come bassi livelli di HRV, presumibilmente presenti in caso di ACEs, siano in grado di prevedere comportamenti non verbali maladattivi. Materiali e Metodi Ai fini dei 3 studi abbiamo analizzato le seguenti variabili su un campione di studenti univesitari (Studio 1 N=76; Studio 2 N=55; Studio 3 N=55). Per valutare le ACEs abbiamo impiegato Childhood Trauma Questionnaire-Short Form ed il Parental Bondind Instrument; per valutare la presenza di sintomatologia psicopatologica abbiamo impiegato la Symptom Checklist-90 item Revised, la State-Trait Anxiety Inventory-Y, il Beck Depression Inventory II e l’ Inventory of Interpersonal Problems. Le misurazioni fisiologiche sono state effettuate tramite lo strumento Firstbeat Bodyguard 2, e la valutazione del comportamento non verbale è stata effettuata grazie all’Ethological Coding System for Interviews. Risultati Studio 1: dai risultati abbiamo notato un effetto principale dello stile di parenting materno e paterno sui livelli di HRV. In particolare, i figli di genitori con parenting disfunzionale presentavano minori livelli di HRV rispetto ai figli di genitori ottimali. Nello specifico, scarse cure materne erano legate ad un decremento nei livelli di HRV nei figli, mentre per quanto riguarda i padri, sia scarse cure che elevato controllo erano legati a bassi livelli di HRV nei figli. Se suddivisi per figli di genitori ottimali, e di madri disfunzionali e padri disfunzionali, gli scarsi livelli di HRV riscontrati nei figli di genitori inadeguati andavano a prevedere il rischio psicopatologico. In particolare, per quanto riguarda le madri disfunzionali, bassi livelli di HRV erano in grado di prevedere elevati livelli di controllo interpersonale e di invischiamento; mentre per quanto riguarda i figli dei padri disfunzionali, bassi livelli di HRV erano in grado di prevedere elevata ansia, sia nelle dimensioni di stato che di tratto, ed elevato psicoticismo. Quest’ultimo tratto sintomatologico, in particolare, appariva essere determinato dall’elevato controllo paterno. Studio 2: dai risultati abbiamo notato come il comportamento non verbale col maggior numero di correlazioni sia con le ACEs che con la sintomatologia psicopatologica fosse la Submission. Un calo in tale comportamento era previsto dalla presenza di un Trauma Emotivo vissuto in età infantile o adolescenziale. In particolare, nella popolazione dei soggetti con Trauma Emotivo, una scarsa Submission era in grado di prevedere un aggravamento nell’ansia, nella dimensione somatico-affettiva della depressione e nella gravità della sintomatologia depressiva, ed un elevato controllo interpersonale. Studio 3: dai risultati possiamo notare come, ancora una volta, in caso di ACEs vi sia un abbassamento nei livelli di HRV basale, e come bassi livelli di HRV siano in grado di prevedere una scarsa Submission. Conclusioni Questi risultati suggeriscono per la prima volta che un abbassamento nei livelli di HRV e un calo in comportamenti non verbali funzionali possano essere due possibili meccanismi eziopatogenici in soggetti con una storia di ACEs. Tuttavia, sono necessari ulteriori esperimenti per chiarire i precisi meccanismi attraverso cui un abbassamento nell’HRV e un calo nella Submission contribuiscono alla suscettibilità alla psicopatologia in età adulta in individui con ACEs. I risultati di questo progetto di dottorato forniscono informazioni su due possibili marcatori di ACEs e di rischio psicopatologico, con l'obiettivo a lungo termine di scoprire possibili trattamenti specifici per bambini/adolescenti con ACEs che prevengano l'insorgenza di psicopatologie.

Produzione scientifica

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