Titolo della tesi: L’espressione dell’azione tra segno, gesto e parola
Il presente lavoro indaga il rapporto tra gesto e segno linguistico, con un particolare focus sull’espressione dell’azione, attraverso l’analisi dei verbi d’azione in LIS, in italiano parlato e una comparazione delle due analisi in un’ottica multimodale.
In primo luogo è stata condotto uno studio sui verbi d’azione in LIS prodotti da adulti e bambini sordi in un compito di descrizione di azioni a partire da brevi filmati. I risultati mostrano come la LIS faccia un uso sporadico dei verbi generali, ovvero predicati con una grande estensione semantica, in grado di includere diversi tipi di azione. Al contrario, nei dati si osserva la prevalenza di costruzioni iconiche in cui la maniera in cui è svolta l’azione, il tema e l’agente sono incorporati nel predicato segnato, che descrive un preciso tipo azionale. Successivamente, lo stesso compito di descrizione di azioni è stato adoperato per elicitare dati in italiano parlato. L’analisi ha messo in luce l’importante ruolo semantico svolto dai gesti nell’enunciazione, così come la loro sistematicità e scomponibilità, contro la visione della gestualità come olistica. Infine, il confronto tra gesti e segni ha evidenziato le somiglianze nell’uso delle strategie rappresentative a sostegno di una comune tendenza a usare schemi motori e percettivi come il punto di partenza per la significazione.
L’azione è rappresentata nei segni grazie a verbi specifici altamente iconici, alla cui base possiamo ritrovare le stesse strategie rappresentative adottate nei segni LIS più generali, convenzionalizzati e cristallizzati, e nei gesti d’azione coverbali dei parlanti italiani. Tali osservazioni suggeriscono che la visione gerarchica proposta per le lingue segnate tra un supposto centro linguistico del sistema lessicale (composto da segni convenzionali) e un uso creativo che impiega iconicamente i segni, posto al confine tra lingua e mimica, vada radicalmente capovolta: i meccanismi di iconicità produttiva che agiscono creativamente all’interno delle lingue segnate sono al cuore della significazione linguistica.
Il confronto tra parlanti e segnanti illustra come lo studio comparativo delle lingue possa arricchirsi grazie ad un approccio multimodale alla descrizione del linguaggio. Gli studi linguistici sulle lingue segnate possono aiutare lo studio delle lingue vocali sollevando il velo con cui la scrittura maschera il parlato, facendo perdere alla lingua il suo carattere più materiale ed espressivo, come la gestualità, ma anche le espressioni facciali, la postura, il tono di voce e tutto ciò che costituisce l’uso della lingua.