Ricerca: Comunicazione e sociabilità. Accezioni del senso comune nella Critica del Giudizio
La tesi, intitolata "Comunicazione e sociabilità. Accezioni del senso comune nella Critica del Giudizio", indaga il ruolo del sensus communis nella Critica del Giudizio come principio del Giudizio riflettente e come fondamento di una concezione non esclusivamente dialettica della cultura. Accanto alla nota lettura kantiana dello sviluppo culturale come dinamica conflittuale — espressa nella nozione di “insocievole socievolezza” e nella funzione produttiva di competizione, antagonismo e guerra — la ricerca mette in luce un principio complementare: il senso comune quale condizione trascendentale della comunicabilità universale degli stati d’animo.
Muovendo dall’ipotesi che il giudizio estetico costituisca la ratio cognoscendi del giudizio riflettente in generale, il lavoro sostiene che il principio del senso comune, originariamente introdotto per giustificare l’universalità soggettiva e la necessità esemplare dei giudizi di gusto, possa essere esteso — con le dovute modulazioni — ad altri usi del giudizio riflettente, inclusi quelli teleologici, ipotetico-scientifici e discorsivi. In questa prospettiva, la terza Critica realizza una peculiare soggettivizzazione della trascendentalità, che consente di tematizzare a livello trascendentale la specificità dell’umano quale essere sensibile-razionale.
Il senso comune emerge così non solo come principio estetico, ma come fondamento della conversazione sociale e della pubblicità della ragione. La cultura non appare più soltanto come effetto del conflitto tra interessi, bensì anche come prodotto della comunicazione e della reciproca messa alla prova dei giudizi. L’ideale kantiano di una società illuminata — in cui libertà e coazione si intrecciano nella formazione del gusto e nella coltivazione delle facoltà — trova nel sensus communis il proprio principio dinamico. La tesi propone pertanto una rilettura sistematica della Critica del Giudizio che integra estetica, antropologia e filosofia della storia in una teoria della cultura fondata sulla comunicabilità universale.