Titolo della tesi: Lingue e alfabeti dell’Italia antica - Edizione digitale e studio dei testi oschi in caratteri greci.
La presente ricerca si propone di offrire un’edizione aggiornata e uno studio sistematico delle iscrizioni osche redatte in alfabeto greco, un corpus ristretto ma di eccezionale valore per la conoscenza dei contatti linguistici e culturali tra le popolazioni italiche e il mondo greco nell’Italia meridionale. Si tratta di circa 150 testimonianze epigrafiche, databili fra il VI e il I secolo a.C., che documentano non soltanto un fenomeno di interferenza linguistica, ma anche un più ampio processo di interazione culturale e di costruzione identitaria. Il lavoro è articolato in due parti: la prima parte affronta lo studio grafematico e fonologico delle iscrizioni, con l’obiettivo di ricostruire le modalità attraverso cui la lingua osca si è adattata al sistema alfabetico greco. Partendo da un’analisi puntuale dei segni e delle corrispondenze fonologiche, si è inteso individuare fenomeni di continuità e di discontinuità rispetto alla tradizione alfabetica ellenica e, parallelamente, delineare i tratti strutturali del sistema fonologico osco. In questa sezione si colloca anche una riflessione più ampia sui processi di bilinguismo e diglossia, intesi come indicatori della complessa rete di relazioni socioculturali tra le comunità oscofone e quelle magnogreche.
La seconda parte presenta l’edizione critica delle iscrizioni osche in alfabeto greco provenienti dalla Campania, dalla Basilicata, dalla Calabria e dalla Sicilia: ogni testo è corredato da trascrizione, traduzione, commento linguistico e interpretazione storico-culturale. In questa sede sono state riviste numerose questioni di ordine cronologico, linguistico e interpretativo, con un controllo diretto sugli apografi e sul materiale fotografico disponibile, nell’intento di restituire un quadro filologicamente fondato e aggiornato del corpus.
Le iscrizioni osco-greche, pur limitate nel numero, rappresentano dunque un osservatorio privilegiato per indagare la fusione di due culture: l’adozione dell’alfabeto greco da parte delle comunità oscofone, infatti, non è interpretata come un mero fenomeno di trasferimento grafico, bensì come il riflesso di un articolato processo di mediazione linguistica e culturale, in cui la scrittura diventa espressione della complessa identità dei popoli italici dell’Italia meridionale.