ANNA LEONILDE BUCARELLI

Dottoranda

ciclo: XL
email: annaleonilde.bucarelli@uniroma1.it




supervisore: Francesco Valerio Tommasi
co-supervisore: Pierluigi Valenza e Nuria Sànchez Madrid

Ricerca: Kant e la questione morale del mondo. L’essere umano come ente mondano

La ricerca si concentra sulla questione morale del mondo nella tarda riflessione di Kant, in relazione al concetto cosmico [Weltbegriff] di filosofia e alla radicalizzazione del primato pratico della filosofia trascendentale nell’Opus postumum. L’idea dietro al progetto sorge dall’interesse per i diversi nomi che Kant utilizza per indicare l’essere umano, sempre connessi al tema del mondo: dal più generico Weltwesen (ente mondano), che compare nei testi dove si svolge il confronto con la tematica del sommo bene, ma con insistenza quasi ossessiva nel primo convoluto dell’Opus postumum, al Weltbürger dell’Antropologia: si delineano tra questi due anche una serie di nomi meno usati, come Weltbewohner, Weltbeschauer, Weltbeobachter, Cosmotheoròs, Weltmann, Erdensohn e Mensch der Natur. Questi termini hanno di volta in volta declinazioni semantiche distinte più o meno chiaramente, per essere tra loro correlati o contrapposti: si ritiene che un’indagine sui loro significati e contesti possa consentire un accesso privilegiato alla comprensione del senso ultimo della filosofia trascendentale, in cui la tensione della ragione verso l’ideale è costantemente e strutturalmente limitata dalla finitezza dell’essere umano.
A questo scopo, si procederà distinguendo e ponendo in rapporto tra loro il concetto cosmico della filosofia come unità finalistica sul versante trascendentale, e lo scopo cosmopolitico [weltbürgerlich] dell’ambito pratico e pragmatico. La distinzione tra il piano cosmopolitico e il Weltbegriff dovrebbe porre in luce due sensi differenti dello scopo morale in Kant, dove il primo è legato alla sfera pratica e trova il suo compimento nella Metafisica dei costumi, mentre il secondo investe il senso stesso della filosofia trascendentale come unione finalistica di teoretico e pratico secondo la destinazione dell’essere umano. Questo secondo livello, che emerge già nella Dottrina trascendentale del metodo ma non ancora chiaramente distinto dal primo, troverà un’elaborazione, purtroppo incompleta, in testi frammentari e pubblicati postumi, come i Progressi della metafisica e i convoluti di tema morale dell’Opus postumum. Tale distinzione non implica però un’indipendenza tra i due piani, che invece si scopriranno strettamente interconnessi: la realizzazione della ragione nel mondo deve essere guidata dall’idea dell’unità finalistica, ma il germe di quell’idea sembra non potersi sviluppare laddove la morale si trovi profondamente ostacolata dalla storia. L’immagine del filosofo trascendentale che guarda alle rovine della metafisica passata non si rivolge così soltanto alla struttura teleologica della ragione, ma determina sul piano metafisico l’andamento di quella filosofia della storia negativa che Kant illustra nei suoi scritti pratici.

Produzione scientifica

11573/1753535 - 2025 - B. Sandkaulen, The Philosophy of Friedrich Heinrich Jacobi. On the Contradiction between System and Freedom
Bucarelli, Anna Leonilde - 01d Recensione
rivista: SYZETESIS (Roma : Syzetesis - Associazione Filosofica) pp. 351-356 - issn: 1974-5044 - wos: (0) - scopus: (0)

11573/1759105 - 2025 - Davide Puzzolo, Kant e l'Opus postumum. Verso una nuova concezione del trascendentale, Mimesis Edizioni, Milano-Udine, 2024.
Bucarelli, Anna Leonilde - 01d Recensione
rivista: DIALETTICA E FILOSOFIA (Lecce : Smartcom) pp. 101-104 - issn: 1974-417X - wos: (0) - scopus: (0)



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