Ricerca: Archeologia e LiDAR: studio e applicazione di modelli da remote sensing per un censimento delle sedi umane di età protostorica. Conoscenza, valorizzazione e comunicazione del patrimonio archeologico diffuso e invisibile.
Dottorando in Archeologia Preistorica e Protostorica presso Sapienza Università di Roma, dove ha conseguito sia la laurea triennale che magistrale con lode. Il suo percorso di ricerca si è sviluppato attorno a una domanda centrale: cosa può dirci il LiDAR sui paesaggi montani dell'Italia centrale che le ricognizioni tradizionali non riescono a vedere? La ricerca dottorale — condotta sotto la supervisione del Prof. Andrea Cardarelli e della Prof.ssa Giulia Recchia — affronta l'occupazione delle aree montane tra il l'età del Bronzo e la Prima età del Ferro, nella fase che precede i grandi processi di urbanizzazione. Le tre aree campione scelte, l'Appennino umbro-marchigiano settentrionale, i Monti della Tolfa, Cimini e Vicani e i Colli Albani, rappresentano contesti geografici e culturali distinti ma accomunati dalla presenza di insediamenti d'altura spesso invisibili o scarsamente documentati. Il cuore metodologico del progetto è l'integrazione tra tecnologie di remote sensing e analisi spaziali quantitative. Sul versante del processamento LiDAR, è stato realizzato workflow ottimizzati per ambienti montani boscosi — tra i più complessi per il ground filtering — lavorando con dati acquisiti anche da drone tramite sensori CHC AlphaAir 10 e DJI Zenmuse L1, oltre che da copertura ministeriale, e applicando tecniche di visualizzazione avanzate per il riconoscimento di strutture artificiali. Sul versante analitico, implementa in R e Python strumenti come la Kernel Density Estimation, la Point Pattern Analysis e le analisi morfometriche, e ha sviluppato metodologie originali — il Composite Dominance Index — per quantificare in modo rigoroso il controllo topografico territoriale, superando le definizioni altimetriche tradizionali. L'insieme dei dati è gestito attraverso un database relazionale in PostgreSQL che raccoglie i siti del Bronzo distribuiti nelle aree di studio. Parallelamente all'attività analitica, ha una lunga esperienza sul campo: dal 2014 partecipa a campagne di scavo in Italia e all'estero con responsabilità dirette in fotografia, informatizzazione dei dati e topografia. Le missioni spaziano da contesti dell'Italia peninsulare e insulare — Arcevia, Cannatello, Vulci, Frattesina di Fratta Polesine, Amendolara, Gazzo Veronese — a missioni internazionali a Misis in Turchia e a Creta con il CNR. Ha inoltre condotto rilievi LiDAR da drone in prima persona presso siti chiave come Monte Croce Guardia, Monte Tuscolo e altre cime dei Colli Albani e degli Appennini. La sua ricerca è stata presentata per la prima volta alla LVIII Riunione Scientifica dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria dedicata all'Umbria, e nel corso del dottorato ha raggiunto una dimensione internazionale consolidata: i risultati sono stati discussi al CAA 2025 di Atene, all'EAA 2025 di Belgrado, all'IMC 2025 di Innsbruck e al LAC 2026 di Bamberg.