ALESSIO DI RENZO

Dottore di ricerca

ciclo: XXXVII



Titolo della tesi: Sequenzialità e simultaneità nella LIS. Dagli articolatori ai significanti

La lingua, sia essa parlata o segnata, è intrinsecamente legata alla comunità che la utilizza: entrambe si costruiscono e si influenzano reciprocamente. Questo legame è particolarmente complesso nel caso delle lingue dei segni, che si sviluppano all’interno di comunità spesso invisibili, prive di connotazione territoriale e soggette a pregiudizi, stereotipi e fenomeni di deprivazione linguistica. La presente tesi esplora la lingua dei segni italiana (LIS) attraverso l’analisi dei fenomeni di sequenzialità e simultaneità, con l’obiettivo di evidenziare le peculiarità strutturali del sistema linguistico segnato. È stata sviluppata una metodologia di annotazione capace di rilevare l’attività degli articolatori manuali e corporei, applicata seguendo tre criteri di segmentazione (Hands LIN-H, Any LIN-A, Time LIN-T). La Hands LIN-H, linearità delle mani, seguiva l’attivazione e modifiche dei soli articolatori manuali; Any LIN-A, linearità di un qualsiasi articolatore, seguiva l’attivazione e modifiche di articolatori sia corporei che manuali; e Time LIN-T, linearità delle unità di tempo, seguiva una scansione temporale prestabilita. Attraverso tale metodologia sono stati analizzati quattro video di segnato spontaneo in LIS, diversi per tipologia testuale (monologhi e dialoghi) e per contesto (in presenza e da remoto). La tesi si articola in tre parti: una teorica, che inquadra il rapporto tra lingua e comunità in particolare per i concetti di iconicità e arbitrarietà; una metodologica, che descrive il processo di raccolta e codifica dei dati; e una analitica, che presenta i risultati qualitativi e quantitativi delle segmentazioni e relativa discussione. Dal confronto tra le tre segmentazioni si è visto che la Any (LIN-A) restituisce un quadro linguistico più fedele sia dal punto di vista qualitativo, che quantitativo in quanto ha individuato un numero maggiore di segmenti e di significanti e si è dimostrata capace di cogliere fenomeni che non era possibile vedere con le altre segmentazioni. L’analisi ha individuato tredici tipi di segmento distinguendo due macrocategorie: i segmenti lineari (due tipologie) e i segmenti simultanei (undici tipologie). L’uso della simultaneità è risultato essere preponderante in tutti i testi, e nelle sequenze di segmenti si è potuto osservare l’avvicendamento nelle costruzioni di variazioni nel numero di significanti e la ridistribuzione degli articolatori attivi. I risultati ottenuti hanno fornito un quadro ricco e articolato sulla struttura dei testi analizzati e sull’architettura della lingua dei segni italiana (LIS).

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