ALESSANDRO AMICO

Dottorando

ciclo: XLI
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supervisore: Prof. Sandro Guerrieri
co-supervisore: Prof. Paolo Borioni

Ricerca: La Confederazione Europea dei Sindacati alla luce del dialogo sociale di Delors

Presentazione

Dopo essermi laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Teramo, ho deciso di iscrivermi in Sapienza, al corso di laurea magistrale in Scienze della Politica. Ho concluso questo percorso con una tesi in diritto dell'informazione dal titolo "Il potere di esternazione del Presidente della Repubblica nell'esperienza italiana". Ho poi conseguito, sempre presso questo ateneo, il Master di II livello in Istituzioni Parlamentari "Mario Galizia" per consulenti d'Assemblea. Mio relatore è stato il Presidente Luciano Violante, che mi ha seguito nella stesura dell'elaborato dedicato principalmente al tema dello Stato forte ed al ruolo di De Gasperi nella guida dell'Italia tra il 1948 ed il 1953. Qualche mese fa, ho deciso di pubblicare, dopo averla revisionata ed ampliata, la mia tesi di laurea triennale. Ne è nata così una monografia: "Operai e sindacato. Lo Statuto dei lavoratori e le sue origini".

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La Confederazione Europea dei Sindacati alla luce del dialogo sociale di Delors

Il presente progetto di ricerca intende affrontare uno studio complessivo sul “dialogo sociale” avviato dalla Commissione Delors. Importante sarà anche tenere conto degli sviluppi della Confederazione Europea dei Sindacati, sullo sfondo del più ampio processo di integrazione europea. Il progetto si concentrerà in particolare sul decennio della Commissione Delors, soffermandosi sulle modalità attraverso le quali si giunse al cambiamento impresso da Delors alla politica comunitaria. Il suo insediamento fu preparato dagli incontri di Val Duchesse, attraverso i quali si volle superare la paralisi del momento mediante uno scambio di punti di vista tra organizzazioni datoriali e dei lavoratori. Durante questi incontri furono affrontati soprattutto i problemi legati all’occupazione, nel quadro delle ristrutturazioni industriali e delle nuove tecnologie.
Durante i dieci anni del suo mandato, si assistette ad importanti cambiamenti, innanzitutto la firma dell’Atto unico e del Trattato di Maastricht. Delors promosse la costruzione di un’Europa dei diritti accanto ad un’Europa economica e, potenzialmente, anche politica, attraverso il completamento del mercato interno e il cosiddetto “dialogo sociale”. La sua fu definita come la “strategia dell’ambivalenza”: mercato unico accompagnato da una dimensione sociale; competitività delle imprese senza trascurare l’occupazione; ammodernamento e ristrutturazione delle aziende informando e consultando la forza lavoro. L’allargamento, su base europea, delle dinamiche risultanti dalla globalizzazione rendeva necessario un altrettanto ampio allargamento nella difesa e nella rappresentanza della forza lavoro. Perciò, venne aperto il dialogo con le componenti sociali, al fine di costruire una dimensione sociale europea parallela alla costruzione del mercato comune.
Come prima cosa, Delors organizzò altre riunioni sulla falsariga degli incontri di Val Duchesse, avviando progressivamente un confronto fra sindacati, imprenditori ed istituzioni comunitarie. Il Libro bianco sul completamento del mercato interno vide l’Unice favorevole al processo, mentre la Ces manifestò preoccupazione per i radicali cambiamenti delle imprese e per la crescente dominazione delle multinazionali sull’economia. I sindacati dovettero tuttavia riconoscere l’impossibilità di arrestare il processo in atto, scegliendo piuttosto di influenzarlo dall’interno, secondo un approccio riformista. Il passo successivo fu l’Atto unico, seguito dalla Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori. La svolta fu rappresentata dall’Accordo sociale, che fissò le regole per la consultazione delle organizzazioni dei lavoratori e datoriali sulle iniziative sociali della Commissione. Successivamente, vennero stipulati tre accordi-quadro sul congedo parentale, sul lavoro a tempo parziale e sul lavoro a tempo determinato, negoziati dalle parti sociali ed attuati mediante direttive europee: è proprio questo il meccanismo della legislazione negoziata.
Gli studi svolti hanno analizzato la genesi della Ces, con particolare attenzione al tema del dialogo sociale e al decennio della Commissione Delors. Le opere prese in esame sono state di grande aiuto, così come il contributo degli archivi storici consultati, specie quello ufficiale dell’Etuc, delle riviste sindacali e dei quotidiani del periodo.
Gli studi che si potrebbero ancora approfondire sono molteplici. Sarebbe interessante analizzare maggiormente le relazioni intercorse tra la Ces e le autorità comunitarie, soprattutto Commissione, Consiglio e Parlamento. Si potrebbe andare a vedere come si siano intrecciate le politiche di Delors con la presenza della Confederazione nel panorama istituzionale europeo, soffermandosi sulla sua identità composita e sui risultati concretamente ottenuti dall’incontro fra istituzioni e sindacati. Il presente progetto di ricerca si propone proprio di affrontare questi aspetti specifici che, senza nulla togliere all’egregio lavoro affrontato dai vari studiosi nel corso degli ultimi decenni, risulterebbero caratterizzati dall’essere, in parte, ancora oggetto di indagine.

Produzione scientifica

11573/1756526 - 2025 - Operai e sindacato. Lo Statuto dei lavoratori e le sue origini
Amico, Alessandro - 03a Saggio, Trattato Scientifico

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