ALBERTO CAROTI

PhD Graduate

PhD program:: XXXVIII


supervisor: prof. Fabio Fabiani

Thesis title: Percepire le assenze: dall’analisi del paesaggio alla simulazione digitale. Il caso del fiume Auser a Pisa in età romana.

La presente ricerca analizza il ruolo del fiume Auser nella configurazione del paesaggio urbano e suburbano di Pisa tra la tarda età repubblicana e la media età imperiale, proponendo una rilettura integrata delle dinamiche ambientali, infrastrutturali e sociali che hanno interessato la città romana. L’Auser non è considerato un semplice elemento naturale di sfondo, ma un agente strutturante capace di orientare assetti insediativi, scelte edilizie, strategie di gestione del rischio idraulico e processi di sviluppo economico. L’indagine si fonda su un approccio interdisciplinare che combina analisi geomorfologiche e geoarcheologiche, studio dei contesti stratigrafici, revisione critica dei dati archeologici pregressi, elaborazione di modelli paleogeografici digitali (PalaeoDEM) e analisi spaziali in ambiente GIS. A tali strumenti si affianca la formalizzazione ricostruttiva tridimensionale mediante il protocollo dell’Extended Matrix, applicato in particolare al tratto fluviale dell’Area Scheibler, nel suburbio occidentale, dove recenti indagini hanno documentato sponde attrezzate, piani di alaggio e strutture per il rimessaggio delle imbarcazioni. La ricostruzione non assume valore meramente illustrativo, ma costituisce uno strumento interpretativo volto a rendere esplicite le relazioni tra dati stratigrafici, inferenze e livelli ipotetici, garantendo la tracciabilità del processo conoscitivo. Lungo le sponde dell’Auser si concentrano attività manifatturiere, infrastrutture portuali, edilizia residenziale di tono medio-alto e interventi sistematici di consolidamento spondale, che testimoniano un investimento continuo nella navigabilità e nella stabilità del sistema fluviale. Il fiume emerge così come asse economico fondamentale, connesso alla produzione ceramica, alla redistribuzione delle merci e all’inserimento di Pisa nelle reti commerciali mediterranee. L’analisi delle fonti epigrafiche e delle evidenze materiali consente inoltre di delineare una compagine sociale articolata, nella quale il ceto imprenditoriale libertino, accanto a ingenui proprietari e veterani coloniali, svolge un ruolo centrale nei processi di crescita e autorappresentazione urbana. A partire dal III secolo d.C., la progressiva trasformazione delle aree rivierasche, con l’avvicinamento delle necropoli alla città, segna un mutamento nella funzione e nella percezione del paesaggio fluviale, pur mantenendo il fiume come elemento ordinatore dello spazio. La ricerca dimostra come l’integrazione tra metodologia archeologica tradizionale e strumenti digitali avanzati consenta di restituire una lettura complessa e dinamica dei paesaggi fluviali urbani, contribuendo al dibattito sulle relazioni tra ambiente, infrastrutture e società nel mondo romano.

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