Lo stress delle cellule endoteliali cerebrali (cEC) e neurovascolare indotto dai depositi vascolari di amiloide β (Aβ) e tau rappresenta un contributo precoce al danno cerebrovascolare, alla disfunzione della barriera emato-encefalica (BBB) e all’alterazione dei meccanismi di clearance, favorendo processi di neurodegenerazione e neuroinfiammazione nell’angiopatia amiloide cerebrale (CAA), nella malattia di Alzheimer (AD) e nelle demenze.
Tuttavia, i meccanismi cellulari e molecolari attraverso cui Aβ e tau determinano la disfunzione delle cEC e della BBB non sono ancora completamente chiariti, e vi è un urgente bisogno di strategie terapeutiche efficaci. I nostri studi mirano a comprendere i meccanismi di tossicità degli aggregati di Aβ e tau sui vasi cerebrali, in presenza o assenza di fattori di rischio cardiovascolari concomitanti, valutando al contempo nuove potenziali strategie terapeutiche contro la disfunzione cerebrovascolare e lo stress neurovascolare nel cervello affetto da AD e CAA.
Abbiamo evidenziato alterazioni mitocondriali e metaboliche che mediano gli effetti dannosi sia dell’amiloide sia della tau sulle cEC, direttamente e causalmente collegate all’attivazione infiammatoria delle cellule endoteliali, alla disfunzione della BBB e all’attivazione della cascata pro-apoptotica. Abbiamo inoltre definito come alcune di queste vie possano essere potenziate dai fattori di rischio cardiovascolari.
Abbiamo anche scoperto che questi meccanismi tossici mitocondriali e apoptotici vengono contrastati dall’inibizione dell’anidrasi carbonica (CA). Utilizzando cEC umane e modelli animali di AD, abbiamo testato i potenziali effetti protettivi degli inibitori dell’anidrasi carbonica o della delezione genetica di un enzima mitocondriale della CA sulla disfunzione cerebrovascolare.
Questi risultati migliorano la comprensione del contributo vascolare alla malattia di Alzheimer e alle demenze, rivelando al contempo nuovi bersagli molecolari con elevato potenziale terapeutico.
10 Aprile 2026