Architettura come contenitore ibrido: lo spazio pubblico negli edifici all-inclusive. Prof. Alessandra Criconia


Nella città contemporanea, multiforme e smisurata, lo spazio pubblico e le attività collettive vengono sempre più spesso inserite all’interno di grandi edifici all-inclusive (hybrid-building). La concentrazione di porzioni di urbano e l’introversione delle funzioni pubbliche dentro del grandi contenitori non è però una novità dell’architettura contemporanea: già le grandi esposizioni universali avevano inventato l’idea di una città racchiusa all’interno di contenitori. Sono però alcuni progetti della tarda modernità – il Parlamento di Le Corbusier a Chandigarh, la Facoltà di architettura di Vilanova Artigas, il SESC Pompeia di Lina Bo Bardi – insieme ai sistemi urbani strada-edifici pubblici – per esempio l’avenida Paulista con l’Instituto Moreira Salles di Andrade-Morettin, il Conjunto Nacional di David Libeskind, il MASP di Lina Bo Bardi, il FIESP di Rino Levi, – e alle “storiche” strip commerciali americane a mostrare i prodromi di un’ibridazione tra edificio e città che sembra essere divenuta una “forma tipica” dello spazio pubblico contemporaneo che si ritrova in numerosi progetti contemporanei della mixité. Il seminario intende proporre una lettura critica dell’architettura del contenitore ibrido a partire dalle definizioni di spazio pubblico e collettivo e dall’analisi di casi studio moderni e contemporanei. I dottorandi iscritti al seminario saranno chiamati a partecipare attivamente al seminario con letture comparate di progetti esemplari presentati in chiave critica attraverso una selezione di parole chiave per tracciare una tassonomia dei cambiamenti spaziali e formali dell’edificio pubblico e delle relazioni con i contesti urbani. Nell’ambito dei 5 incontri si prevede di dedicarne uno a una conferenza con ospiti esterni.

5 incontri: uno a Ottobre (28) e 4 a Novembre (4, 11, 18 e 25)



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