Titolo della tesi: Pietro Porcinai e l'Italia della corsa al mare. Progetti di paesaggio per nuovi turismi
Il secondo dopoguerra è il periodo che vede la massima diffusione di insediamenti turistici sulle coste italiane, nella spinta propulsiva del boom economico e in corrispondenza della deflagrazione del rito collettivo della vacanza. È un fenomeno che rivoluziona la concezione stessa della villeggiatura al mare, attraverso la costruzione di luoghi immaginati come mondi autosufficienti dove vivere una realtà alternativa al quotidiano urbano.
La ricerca propone uno sguardo su questa prolifica stagione di cambiamento attraverso l’esperienza di Pietro Porcinai, coinvolto come paesaggista nella realizzazione di complessi turistici in diverse località costiere della penisola in particolare a partire dai primi anni Sessanta. Si tratta di un terreno particolarmente fertile, in conseguenza di questioni intrinsecamente legate al fenomeno turistico come il frequente operare in contesti ambientali notevoli, o la ricerca di un coinvolgimento psicologico del villeggiante attraverso la costruzione di una caratterizzazione scenica. Aspetti che consentono di interrogare il progetto di paesaggio attraverso un sistema di categorie fondamentali – come ecologia e estetica – che si rivelano sempre attuali, nel loro complesso rapporto di apparente antitesi. Questo lavoro si propone quindi di guardare al turismo, attraverso l'esperienza di Pietro Porcinai, come possibile “cartina tornasole” sull’evoluzione del pensiero e del progetto sul paesaggio nella modernità in Italia.