Thesis title: Obbligatorietà dell’azione penale e AI nei processi decisionali del pubblico ministero
La tesi muove da un inquadramento storico-dogmatico sul principio di obbligatorietà dell’azione penale, rievocando il dibattito dottrinale stratificatosi negli anni su questo argomento.
Dopo aver esaminato l’argomento da un punto di vista teorico, l’elaborato mira ad evidenziare il rischio che, nella prassi applicativa, l’alternativa tra azione e inazione finisca per essere contrassegnata da eccessivi ambiti di discrezionalità riguardanti il se, il quando e il come del procedere.
Nell’analizzare tali spazi di discrezionalità “di fatto”, viene operata la seguente distinzione: da una parte, i criteri di priorità nella trattazione delle notizie di reato appaiono sostanzialmente assimilabili alle scelte di politica criminale, tenuto conto che, in contesti incapaci di smaltire tutto il carico di lavoro, essi assumono inevitabilmente una valenza “selettiva” (e non meramente “regolativa”); dall’altra, le successive decisioni del pubblico ministero costituiscono estrinsecazione della cd. “discrezionalità vincolata”.
Ciò posto, la tesi si propone di ragionare sui futuri spazi di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel settore di riferimento, partendo dal presupposto che i sistemi di IA sono costantemente presenti nella nostra quotidianità, nei settori più disparati della vita e nel mondo del diritto. Anche il settore della giustizia penale non sfugge a questo fenomeno, tanto è vero che, in molti Paesi, i sistemi di IA vengono costantemente impiegati per sostenere il processo decisionale umano di diversi soggetti (forze dell’ordine, avvocati e giudici) in una moltitudine di contesti operativi.
In questo quadro, una più profonda conoscenza del metodo statistico, resa possibile dall’utilizzo dell’IA, potrebbe senz’altro giovare anche all’esercizio della funzione accusatoria, rendendo le iniziative processuali del P.M. meno soggette a influenze variabili, soggettive e potenzialmente discriminatorie.
Questi ipotetici vantaggi, tuttavia, non possono essere considerati sufficienti a compensare le compressioni delle garanzie fondamentali discendenti da un utilizzo improprio dell’IA in questo settore. Preso atto di questi aspetti, la tesi si prefigge l'obiettivo di ragionare in chiave critica sul tema in oggetto nella prospettiva di comprendere a quali condizioni l’utile arricchimento delle fonti informative del P.M., mediante l’utilizzo delle tecnologie computazionali, possa convivere con il nucleo epistemologico tradizionale del procedimento penale.