Titolo della tesi: Bridging the ESG Asymmetry: Lessons from Climate risk for the Integration of Social and Governance Risks in Banking Supervision
La sostenibilità è divenuta una dimensione strutturale della regolamentazione bancaria; nondimeno, a fronte dei progressi compiuti sul pilastro ambientale (E), permane un significativo ritardo nella definizione, nella misurazione e nella gestione dei rischi sociali e di governance (S e G). Il contributo esamina tale divario lungo tre direttrici, regolatoria, informativa e metodologica, proponendo un percorso operativo per l’integrazione dei profili S e G nell’architettura prudenziale. Sul piano regolatorio, si ricostruisce l’evoluzione europea e internazionale, evidenziando come l’assenza di un perimetro concettuale e operativo coerente per S e G generi eterogeneità applicative e spazi di arbitraggio, in contrasto con il pilastro ambientale già sorretto da standard comuni e obblighi di disclosure armonizzati. Sul piano metodologico, si analizza la possibilità della realizzazione di un modello di stress test specificamente calibrato su rischi sociali e di governance, ispirato alle prassi valutative delle agenzie ESG ma adattato a finalità di vigilanza, con definizione di scenari, indicatori chiave e canali di trasmissione verso i rischi “canonici”; l’analisi mostra, inoltre, che la sola trasparenza informativa non è sufficiente a rafforzare la fiducia in assenza di presìdi istituzionali di verifica. Sul piano empirico, l’utilizzo dei dati regolamentari sul clima (Pillar 3) funge da prova di fattibilità e da base per l’estensione ai profili S e G, dimostrando che la standardizzazione informativa abilita valutazioni comparabili e replicabili tra intermediari. I risultati suggeriscono che un trattamento di Primo Pilastro per i rischi sociali sia, allo stato, prematuro; nel breve periodo si raccomandano metriche qualitative robuste, due diligence mirate e heatmap settoriali, veicolando l’integrazione attraverso i piani di transizione e i presìdi ICAAP. Il contributo complessivo consiste in un quadro operativo volto a colmare il divario S&G, orientando autorità e banche verso un set informativo “fit for purpose” al fine di evitare un approccio riduzionista alla sostenibilità bancaria centrato esclusivamente sul clima.