Titolo della tesi: La raccolta incunabolistica di Carlo Ludovico di Borbone ora a Parma: storia e descrizione
L’elaborato esamina la raccolta incunabolistica di Carlo Ludovico di Borbone, facente parte della biblioteca messa insieme durante il suo Ducato lucchese (1824-1847) con l’aiuto del bibliotecario Pietro Pera e oggi conservata presso il Fondo Palatino della Biblioteca Palatina di Parma.
Il primo capitolo ricostruisce i principali avvenimenti occorsi durante il Ducato borbonico a Lucca (1817-1847), con lo scopo di delineare il contesto politico, economico, sociale e culturale entro cui la raccolta libraria prese forma, oltre che evidenziare alcuni aspetti del temperamento del Duca, che si ritroveranno poi nel suo operato da collezionista.
Il secondo capitolo propone invece un affondo sul mondo del libro a Lucca, con particolare attenzione alla ricostruzione delle principali biblioteche pubbliche, private e religiose, qui attive tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX secolo, sulla base della bibliografia esistente. Sono poi trascritti alcuni documenti inediti reperiti presso i fondi “Imperiale e Reale Corte” e “Corte borbonica di Lucca” dell’Archivio di Stato di Firenze, con il fine di chiarire definitivamente la natura privata e personale della biblioteca di Carlo Ludovico.
Il terzo capitolo intende segnare il passaggio da Lucca a Parma. Infatti, dopo la morte di Maria Luigia d’Austria e la reversione del Ducato di Lucca al Granducato di Toscana (1847), il Borbone prese possesso del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla e vi fece trasportare la propria biblioteca. Si ricostruisce quindi sinteticamente la storia dell’istituzione parmense dalla fondazione nel 1761 sino al 1865, anno in cui il Fondo Palatino, corrispondente all’antica Palatina di Lucca, fu incamerato dallo Stato e dunque unito alle collezioni parmensi. Inoltre, si presentano alcuni risultati emersi da una ricerca nell’Archivio Palatino della Biblioteca Palatina di Parma, allo scopo di chiarire il trattamento qui riservato alla collezione borbonica all’arrivo da Lucca e il ruolo del bibliotecario palatino Luigi Felice Alini nella gestione del fondo, in particolare per quanto riguarda l’acquisizione di incunaboli. In chiusura del terzo capitolo è infine proposto un profilo biografico di Pietro Zorzanello, direttore della Biblioteca Palatina di Parma dal 1927 al 1934 e redattore di un catalogo manoscritto a schede degli incunaboli qui conservati. Infatti, il catalogo degli incunaboli Palatini presentato nel quarto capitolo si configura come una proposta di ampliamento del lavoro fatto da Zorzanello, il quale, sebbene non sistematico nella registrazione delle evidenze materiali, rimane comunque un riferimento con cui dialogare.
L’importanza di un nuovo catalogo degli incunaboli del Fondo Palatino si comprende alla luce del fatto che esiste ben poca bibliografia su questi esemplari e che, nella maggior parte dei casi, si tratta di bibliografia non recente. Tuttavia, è stato possibile rilevare che questa raccolta conserva alcune edizioni piuttosto rare e che molti esemplari offrono spunti interessanti per diverse discipline afferenti alla storia del libro, grazie alla presenza di provenienze, legature antiche, miniature e postille. Per questo motivo, l’auspicio è che il nuovo catalogo degli incunaboli Palatini, basato su criteri descrittivi aggiornati, rappresenti un contributo fondamentale alla valorizzazione di questo fondo e solleciti un rinnovato interesse per tale materiale.